Oleoliti di vaniglia, elicriso, camomilla e carota

Si parla sempre di oleoliti che ho fatto o sto facendo, alcuni sono ripetuti rispetto al primo post avendo cambiato metodo estrattivo e olio. Per tutti consiglio contenitori in vetro, la plastica si pulisce male, assorbe l’odore di alcuni oleoliti e rimane anche dopo il lavaggio. In tutti i prodotti finiti ho aggiunto una punta di aperoxid e un grammo di tocoferolo, per evitarne l’irrancidimento.

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Oleolito di carota in olio di jojoba e mandorle a freddo
Si grattugia una carota, si fa seccare leggermente in forno a 60° per tre d’ore e si procede a coprire la pianta secca con un terzo di olio di mandorle e due terzi di olio di jojoba.
Dopo una macerazione di 40 giorni si filtra e si conserva in una bottiglia in vetro scuro. Facendo seccare leggermente la pianta non ho avuto nessun problema d’irrancidimento.
L’oleolito finito ha un leggero odore di carota, un colore arancio acceso e si può utilizzare sia puro che diluito con gel d’aloe.

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Oleolito di carote in olio di girasole a caldo
Rispetto alla versione sopra è più rapido, ma la durata del prodotto finito è decisamente minore, uno/due mesi massimo.
Si grattugia una carota, si copre di olio di girasole (o altro olio resistente alla cottura) e si mette a bagnomaria per tre ore. A fine cottura si lascia raffreddare e si filtra, avendo cura di lasciare decantare l’acqua rilasciata delle carote.
L’ho utilizzato in combinazione a camomilla ed elicriso in un doposole, aggiungendo gli oli in fase c.
Amo questo oleolito, ne faccio sempre tanto e lo inserisco in quasi tutte le mie creme estive e nei latte detergente. Nelle creme finite rimane un odore leggerissimo, abbinabile o copribile da ylangylang, lavanda e vaniglia. In questo caso non uso l’olio puro.

Oleolito di camomilla in olio di girasole
Classicone.
10gr di capolini di camomilla per 100gr di olio, si lascia a macerare per 40 giorni e si filtra.
Io uso i fiori secchi frullati leggermente (i capolini interi si bevono troppo olio), e filtro con una garza pestando bene alla fine della macerazione.
Profuma tantissimo di camomilla, ha colore giallo paglierino/marroncino, e l’odore rimane anche a prodotto finito.
Lo uso per tutto, diluito in crema o gel d’aloe, non l’olio puro.
Latte detergente, creme lenitive, coldcreme. Una goccia di olio essenziale di lavanda mescolato a una goccia di oleolito di camomilla mi aiutano a sopportare i morsi delle zanzare e i graffi dei sorci.

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Oleolito di elicriso in olio d’oliva
Ha un leggero effetto antipsoriasi che scopare cessato l’utilizzo.
L’oleolito finito ha un odore “caldo” di liquirizia e caffè, leggermente erbaceo, un profumo caratteristico che mi piace molto e rimane poco nel prodotto finito.
L’ho utilizzato in creme lenitive e doposole, mai l’olio puro. L’elicriso contiene pochissima acqua e non mi è mai irrancidito, ma ci si deve assicurare comunque di coprire completamente la pianta d’olio.
Fiori e foglie freschi vanno coperti di olio per 40 giorni. Il filtraggio deve avvenire in due battute, subito si filtra con un colino e si pesta molto bene la pianta, schiacciando le rimanenze in uno schiacciapatate per fare uscire bene tutto l’olio, si lascia decantare due giorni e si rifiltra con una garza pulita. Il prodotto finito va contenuto in una bottiglia scura, al buio.

Oleolito di vaniglia in olio di jojoba
È una coccola, non ha nessuna utilità cosmetica (almeno che io sappia).
Lascio due/tre bacche sminuzzate a macerare per 40 giorni, se necessario aggiungo vaniglia dopo un paio di settimane per amplificare l’odore.
Risulta un olio dal marrone chiaro al marrone molto scuro, profumatissimo, utilizzabile puro o in creme e burri montati.
È un oleolito costosetto, volendo evitare la jojoba si può usare l’olio di cocco (come nel monoi), ma non sono sicura del risultato.

Quando si usa una droga fresca (per me è difficile, ma può capitare), è importante lasciare il contenitore senza tappo, coperto da un doppio strato di garza, in modo che gli eventuali liquidi possano evaporare.
Se una volta filtrato e imbottigliato il prodotto vedete goccioline d’acqua o condensa significa che è ancora presente una quota acquosa. In quel caso lasciate depositare i liquidi un altro paio di giorni e travasate l’olio nuovamente.
Per oleoliti con piante ricche di liquidi un altro metodo è quello di mettere un sacchettino di garza piena di sale sul fondo, che assorbe l’acqua e non permette l’irrancidimento. Non ho ancora provato, ma conto di farlo in futuro per fiori e carote.

La prossima settimana la seconda parte, sperando che il sole aiuti con le foto.

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2 pensieri su “Oleoliti di vaniglia, elicriso, camomilla e carota

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