50 shade of green – Hair care

Sono tre giorni che penso al titolo del post e da dove potessi averlo ripreso, ho avuto oggi l’illuminazione, non dal librocacca, ma da questo. Non c’entra nulla col post in questione, ma citare le autrici mi sembrava cosa dovuta.

50shade

Non so perché sia uscito tutto così lisergico, ma fate finta che i prodotti tendano tutti al verde.
Ho avuto modo di provare qualche nuova sostanza e ho riformulato (scopiazzando) quasi tutti i prodotti che usavo per la routine.
Il balsamo è sulla falsariga di cose già fatte in precedenza, non c’è troppo da sperimentare.

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Maschera pre-shampo alla cassia

Fase A
Infuso di cassia e cannella in gel di semi di lino a 100
Cassia Hydroxypropyltrimonium Chloride 0.15
Glicerina 5
Miele 3
Lecitina di soya 2
Fase B
Montanov 68 5
Burro di karitè 10
Burro di mango 3
Olio di cocco 5
Olio di cacao 5
Cera jojoba 5
Olio di ricino 2
Fase C
Phenonip 0.8
Pantenolo 2
Proteine idrolizzate del grano 2
Oe cannella 2gt
Coloranti blu e giallo qb
Acido citrico per ph 4.5

La maschera originale è questa, ho aggiunto la cassia per ottenere un effetto ricostituente, anche se non ho capito se si possa conservare o ossidi nel tempo. Se vale con camomilla et similia è plausibile, quindi prendete la ricetta un po’ con le pinze.
L’infuso di lawsonia viene utilizzato da lush per un trattamento, non è una garanzia di beltade, ma mi sono sentita autorizzata a pubblicarla nonostante i dubbi.

Ho scaldato mezzo litro d’acqua, aggiunto quattro cucchiai di cassia e mezzo cucchiaio di cannella in polvere, lasciato in infusione per mezz’ora e filtrato due volte (incubo) con una calza e un panno.
Ho riscaldato l’infuso filtrato, aggiunto 5 cucchiai di semi di lino, e scaldato per una decina di minuti, lasciato i semi in infusione una notte e rifiltrato con una calza.
Il gel deve risultare densissimo, quel pappone di cassia mi ha distrutto 2 emulsioni, quindi si conta solo sul gel per gelificare.
Se ve ne infischiate dei dubbi effetti dell’infuso, cosa giusta e buona, fate il gel facendo bollire i semi mezz’ora, otterrete lo stesso risultato senza pappine marroni, odori e disgrazie.
Il resto del procedimento è un’emulsione normale, a caldo: ho stemperato la cassia hydroxypropyltrimonium chloride nella glicerina, aggiunti miele, gsl e lecitina, portato a temperatura e aggiunto la fase grassa.
A freddo pantenolo, proteine, olio essenziale (è irritantissimo, quindi occhio se lo usate) e conservante aumentato per le colonie che potrebbero nascere da quel mix di zuccheri.

L’ho usata per poco più di un mese, una volta a settimana, solo sulle lunghezze umide tenuta in posa per un’ora.
I capelli sembrano più corposi, ma potrebbe essere per le proteine che inserisco ovunque.
È una maschera discreta, lascia i capelli morbidi, si lava bene a patto di usare shampoo non troppo delicati e di non usarla alle radici.
Ne va fatta poca, anche con il conservante a 0.8 c’è rischio di invasioni batteriche e muffe. Non ne farei più di 200gr per volta, e la consumerei entro due mesi massimo.
La cassia hydroxypropyltrimonium chloride credo sia abbastanza difficile da trovare, si può sostituire con il guar, odore e risultati sembrano essere gli stessi. Gli oli e i burri sono tutti sostituibili con gli oli con cui vi trovate meglio.
Il montanov 68 è obbligatorio, emulsiona praticamente tutto e vi permette di alzare ulteriormente i grassi a 40/45.

Balsamo vaniglia e cacao

Fase A
Behentrimonium chloride 2
Cetrimonium chloride 3
Alcohol cetilstarilico 3
Jojoba 0.5
Fase B
Acqua a 100
Gel semi di lino 20
Lecitina di soja 3
Glicerina 3
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Fase C
Proteine quaternizzate della seta 1
Polyquaternium 7 0.5
Cheratina in polvere 0.5
Phenonip 0.5
Acido lattico a ph 4
Fragranza vaniglia/cacao

Balsamo leggero, post shampo e maschera. Lo uso dopo le maschere, per non ungere troppo i capelli ho limitato al minimo gli oli.
Su di me ha un minimo effetto districante, essendo parecchio leggero potrebbe andare bene per il cow.
Anche qui l’olio è sostituibile da un qualsiasi olio non termolabile. L’unica regola è “più olio si mette più si ingrassano i capelli”

Latte leave-in leggero per capelli ricci

Fase A
Acqua a 100
Glicerina 5
Cassia hydroxypropyltrimonium chloride 0,2
PemulenTr2 0.4
Acrylates Crosspolymer-3 3
Fase B
Olio di cacao 2
Olio di jojoba 1
Burro di karitè 2
Alcool cetilico 0.5
Fase C
Phenonip 0.5
Soluzione di soda per pH 6

Semplice nel senso che non c’è nulla ed è un po’ una paraculata.
La formula l’ho trovata in un prontuario sull’uso del Pemulen-Tr2, emulsio gellante che ora vendono anche su GlamourCosmetics (vendono il tr-1, li ho testati entrambi e per questa ricetta dosi e resa sono identici).
La definizione la da l’acrylates crosspolymer-3, è leggero, non lucida tantissimo e lascia i capelli piuttosto morbidi. I ricci sono perfettamente definiti, boccoloni, l’unico neo è la durata corta, una giornata. Se ci si dorme sopra i capelli tornano tristi e semplicemente mossi.
A patto di avere tutti gli ingredienti è una ricetta for dummies: ho lasciato idratare il pemulen una notte, aggiunto il resto degli ingredienti, scaldato le due fasi, emulsionato e conservato, stop.

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Spray lucidante, volumizzante

Acqua a 100
Glicerina 2
Magnesio solfato eptaidrato 1
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Inulina 1
L-cisteina 2
Pantenolo 1
Collagene nativo idrolizzato 0.4
Proteine idrolizzate del grano 0.5
Phenonip 0.5
poliglicerile 10 laurato qb

Ho mescolato nell’ordine tutti gli ingredienti, solubilizzato il conservante e tamponato per ph 5.
Lucida parecchio, indurisce e volumizza, per contro lascia i capelli leggermente secchi. Permette una piega che dura diversi giorni.
L’ho usato qualche volta prima della piastra (ho ripreso a farla saltuariamente) ed è durata intatta due giorni buoni, senza usarlo torno riccia in meno di mezza giornata.
Se li asciugo con il becco e li pettino con le mani tendono a lisciarsi, con il diffusore mi trasformo in una pecora. Non sarebbero ricci malvagi, se non fosse per la pecca della secchezza.
Un diffetto orribile: puzza in modo atroce. Tra cisteina, proteine e collagene emette un odore di zolfo tremendo, non si copre con nessuna fragranza e si porta addosso per mezz’ora buona. Entro un’ora sparisce completamente e rimane solo la fragranza, ma durante l’asciugatura sembra di essere immersi in una solfatara. Tenete conto della cosa se avete un naso sensibile.
Il volume lo da il solfato di magnesio, quindi se volete solo quello senza tutta la mistura odorosa ne basta una bustina (lo vendono in farmacia a prezzo ridicolo come.. purgante, si) sciolta in un bicchiere d’acqua come ultimo lavaggio. No odore, solo gioia.

Gel per capelli fissaggio debole

Acqua a 100
Glicerina 2
Gel di semi di lino 20
Carbopol ultrez 30 0.3
Acrylates Crosspolymer-3 5
Pantenolo 1
Cosgard 0.6

Gel semplice, paraculata come il leave-in, trovata sempre tra le formule del fornitore. L’acrylates crosspolymer-3 si può sostituire con pvp/PA, non è una sostanza eccelsa ed è oltre il chimico, ma il solo gel ai semi di lino mi fa assomigliare a un narcos colombiano, quindi per infauste vie mi sono procurata quello, ci ho fatto un gel oil-free spartano e.. funziona! Fissa ma non fa effetto plastica, non incolla e mi tiene a bada i ciuffi quando li lego.
Oltre a quel fissaggio non arriva, non ci si fanno mirabolanti pieghe o roba simile.
Non avevo mai provato seriamente un prodotto in gel, quindi è probabile che ne conosciate almeno 10 in commercio che hanno lo stesso effetto. Sono rimasta al mezzo litro di gel azzurro, quindi cercate di capire il mio gaudio.
Anche per questo la preparazione è for dummies, si preparano gsl e gel di carbomer, si aggiunge il resto degli ingredienti e si tampona a 5/6. A 6 diventa completamente trasparente, a 5 rimane torbido come lo vedete, se aggiungete una fragranza e non la solubilizzate rimane opaco.

Ebbene, sono tornata con cinque ricette scopiazzate qua e la, spero vi siano piaciute e che qualcuno si lanci in intrepidi lavaggi al solfato di magnesio ^_^

Alla prossima!

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