Maschera, shampoo e balsamo per capelli secchi e trattati

Ciao a tutti!
Finalmente, dopo tantissimo tempo, sono riuscita a scrivere un nuovo post e strutturare una serie dedicata solo ai capelli. Avevo accennato in uno degli ultimi post di aver spignattato parecchio in questi mesi, ma purtroppo impegni vari mi hanno tenuta lontana dal blog, sia fisicamente che mentalmente.

4

Questo post è nato dall’esigenza di parlavi della mia nuova routine, a marzo mi sono decolorata i capelli, da un borgogna scuro sono passata a un’arancione fluo e adesso mi sono fermata su un rosso acceso caldo destinato prima o poi a diventare un platino/grigio/viola.
Decolorare dopo anni di uso di hennè non è stato facilissimo, sono servite più decolorazioni eseguite da un parrucchiere, la lawsonia si fissa al capello e se avete intenzione di fare un cambiamento drastico come il mio vi consiglio un professionista, un pomeriggio libero, tanti soldi e nessuna paura. Perché paura? Dopo un trattamento del genere per quanto sia bravo il parrucchiere i capelli saranno molto secchi, un po’ sfibrati e meno lucidi rispetto a prima.
Ho aspettato molto tempo prima di affrontare l’argomento, tra test di prodotti e routine completamente cambiata ho dovuto trovare la quadratura per riuscire a fare convivere tinte chimiche e spignatti che riuscissero a rendere guardabile una chioma un po’ rovinata.
Qual è lo stato attuale dei miei capelli al naturale? Abbastanza secchi, un po’ crespi, poco mossi e con la tendenza a sviluppare nodi.
I capelli sono cellule morte, non si possono nutrire, si può solo aiutare l’aspetto estetico e farli apparire più lucidi e meno sfibrati, usare prodotti specifici per farli annodare meno. Io uso prodotti senza siliconi per le cure abituali perché trovo che la chioma si appesantisca meno, i balsami e gli shampoo con siliconi alla lunga li trovo troppo pesanti e necessitano di più lavaggi per essere rimossi completamente.
Tutti i prodotti che troverete su questa serie seguono questa linea, i capelli non si curano ma proviamo a renderli belli, sono tutti testati da mesi, la maschera è quella che uso in modo più discontinuo perché preferisco farne di fresche un po’ meno grasse, lo shampoo e il balsamo li uso circa da maggio e li alterno con altri due prodotti di cui vi scriverò prossimamente.

1

Maschera burrosa pre-shampoo cocco e cioccolato
Fase A
Gel ai semi di lino denso a 100
Glicerina 3
Fase B
Olio di cocco 15
Olio d’oliva 10
Olio di lino 5
Burro di mango 5
Salvacosm 9010 0.8
Olivem 1000 5
Alcol cetilico 1.5
Behentrimonium chloride 1.5
Fase C
Pantenolo in soluzione al 75% 1
Proteine quaternizzate della seta 2
Fragranza Dark Chocolate, fragranza Cocco Savon

Come si fa?
Preparo il gel ai semi di lino la sera prima, ne faccio uno abbastanza denso facendo bollire i semi qualche minuto e lasciandoli in infusione tutta la notte. Filtro con una calza (collant) pulita, aggiungo la glicerina, metto entrambe le fasi sul fuoco e raggiunta la temperatura per emulsionare verso la fase grassa dentro quella acquosa, frullando fino a sbiancamento e mescolando fino a raffreddamento completo.
Una volta fredda aggiungo la fase c e invasetto.
Questa crema mi viene quasi sempre bollosa, non ne faccio mai più di 100 grammi per motivi di conservabilità, appena emulsionata diventa densissima e se non tengo il minipimer schiacciato sul fondo del becher il prodotto ingloba aria e assume un aspetto un po’ spugnoso.
Quella che vedete in foto è venuta un po’ grumosa per un raffreddamento troppo rapido, ma ho voluto pubblicarla ugualmente perché lo ritengo un prodotto davvero valido se avete i capelli molto secchi.
Si può omettere il condizionante e abbassare un po’ il cetilico, io li metto perché aiutano l’emulsione rendendola più densa. Un altro modo per ottenere consistenza senza cetilico è utilizzare burri idrogenati come il mandorla o l’avocado.

2

Io la uso una volta ogni 15/20 giorni più o meno, la spalmo sui capelli umidi su tutte le lunghezze insistendo sulle punte e la tengo in posa mezz’ora o un’ora a seconda del tempo a disposizione. Si lava bene, ma servono un paio di passaggi di shampoo per togliere tutto. Lascia i capelli lucidi e mi piace parecchio quando voglio tenere i capelli mossi/ricci. Se la tinta è fatta di fresco tende a farla sbiadire, quindi preferisco usarla sempre un paio di lavaggi prima di rifare il colore.
Nella versione originale, che ho preso da qui, sono presenti un po’ più grassi, a volte faccio quella e trovo funzioni anche meglio, ma ho sempre paura che si separi e non usandola spesso preferisco questa la versione con meno grassi.

Shampoo birra e miele
Fase A
Birra a 100
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Glicerina 2
Miele 3
Fase b
Sles senza formaldeide 25
Decyl glucoside 5
Disodium cocoamphodiacetate 4
Cocamidopropyl betaine 15
Fase C
GC-Pearl 5
Polyquaternium 7 1
Proteine quaternizzate della seta 1.5
Sale di epsom 0.5
Salvacosm PC 0.5
OE arancio dolce, fragranza Vaniglia Glamour Cosmetics, fragranza Vanillina Glamour Cosmetics, OE geranio sporcatura (1gtt in 100gr), OE ylang ylang sporcatura (1gtt in 200gr).
Colorante giallo in gel qb

Come si fa?
Ho fatto sgasare una birra chiara una notte in frigo. Una volta pronta ho versato glicerina, miele e guar a pioggia e frullato.
Ho aggiunto tutti i tensioattivi nell’ordine della ricetta, frullato e corretto il pH con qualche goccia di acido lattico per portarlo a 5. Per ultimo ho aggiunto la fase C, rifrullato e profumato.
La birra ha un odore particolare, non si copre, si sposano bene poche profumazioni usate in quantità abbondante. Io ho provato a tenermi sugli agrumati e la vaniglia e mi piace parecchio come si sposano, ho usato circa lo 0.8/1 di oli essenziali senza perderne di consistenza.

3

Uso questo shampoo da aprile, ho fatto i canonici 100 grammi per testarlo e ne ho rifatto circa un chilo che sto ancora usando. Non ho avuto nessun problema con la conservazione, il mio terrore più grande era che il prodotto fermentasse, invece ha retto bene e in sette mesi non ha cambiato odore, colore e consistenza. Il colore lo da in parte la birra, io ne ho usata una chiara, che rende il prodotto giallino chiaro, l’ho corretto con un paio di gocce di colorante giallo in gel per ottenere un giallo/oro acceso.
Ho preso spunto dal Cynthia Sylvia Stout (A tutta birra) di Lush, loro usano la birra al posto dell’acqua e volevo capire in cosa differisse da uno shampoo normale. A posteriori direi poco, non trovo grosse differenze tra il prodotto con e senza birra, è un ingrediente che trovo molto poetico e su cui si trova la qualunque utilizzato sui capelli, ma io non ho notato niente di magico o irripetibile se al posto dell’alcool si usa acqua.
Lo shampoo è molto denso, come un commerciale, fa una buona schiuma, si spande bene, è poco districante ed è lavante pur rimanendo abbastanza delicato, tanto da essere riuscita ad usarlo quest’estate con un accenno di dermatite. La SAL è circa 16, poco più alta di quella che si usa normalmente negli shampoo spignattati (10/15), se volete tenerla un po’ più bassa abbassate di qualche grammo la betaina, portandola a 10/12, ne risentirà un po’ la densità e reggerà meno profumazione. Io lo uso senza problemi per i lavaggi frequenti, ma lo alterno a uno shampoo all’avena dalla sal più bassa e un po’ più delicato e condizionante.
Il sale di epsom da un po’ di volume, ma non mi fa una chioma leonina, il giusto per bilanciare l’effetto dei condizionanti.
Mi trovo molto bene con questo shampoo, salvo l’appunto sulla birra non cambierei niente, ho fatto prove sostituendo qualche tensioattivo ma nessuna mi ha soddisfatta e sono tornata a questo, che mi piace sia come potere lavante per i mascheroni come quello che trovate sopra, sia per i lavaggi abituali. Se volete togliere o modificare qualcosa mi raccomando solo di non togliere il perlante se tenete lo stesso mix di tensioattivi, senza il prodotto diventa troppo aggressivo.
Se non avete una cute super-delicata o i capelli molto ricci ve lo consiglio anche se avete capelli grassi, non avendo molti condizionanti non sporca i capelli velocemente e mantiene la cute pulita a lungo.

Balsamo da flacone
Fase A
Acqua
Gel ai semi di lino 10
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Glicerina 2
Fase B
Behentremonium chloride 4
Esterquat 2
Alcol cetilstearilico 3
Olio di cocco 0.5
Olio di karitè 1
Fase C
Proteine quaternizzate della seta 2
Polyquaternium 7 1
Pantenolo 1
Phenonip 0.7
Profumazione Dark Chocolate e OE arancio dolce 0.8

Ho preparato il gel ai semi di lino come nella ricetta della maschera.
Ho preparato la fase a come per lo shampoo, messo il becher sul fuoco e a 80/85° ho versato tutta la fase grassa dentro quella acquosa, mescolando un minuto per far sciogliere il cetilico.
Ho tolto dal fuoco, frullato fino a sbiancamento e mescolato fino a raffreddamento totale. A balsamo freddo aggiunto la fase c, solo mescolando.
A differenza delle creme il balsamo non acquista densità se frullato dopo essere stato emulsionato, anzi tende a perderla, se lo frullate a caldo diventa acqua, a freddo regge meglio ma spesso mi si è un po’ liquefatto, quindi in genere preferisco mescolare bene e a lungo senza dare la frullatona finale.
La consistenza finale del prodotto è fluida, liquido da flacone senza scivolare dalle mani. Non acquista molta densità nei mesi e rimane sempre piuttosto fluido.
Io ne uso tre/quattro pompate per tutti capelli partendo dalle spalle, lo tengo in posa un paio di minuti e sciacquo. È molto districante, la quantità di condizionante è elevata, quindi funziona bene sui capelli secchi e mossi, su capelli grassi e lisci tende ad appesantire e va usato con le pinze. Io ho capelli sottili e me lo faccio andare bene perché ho un nido di serpi in testa, ma anche sui capelli fini tende ad appesantire abbastanza.
Ho abolito anche qua le proteine idrolizzate, preferisco mettere fissativi nei leave-in che uso prima dell’asciugatura, lasciando al balsamo solo funzione districante.
I capelli dopo l’uso sono perfettamente districati, è una manna con la piega liscia ma non mi affloscia la chioma così tanto da non poter essere utilizzato prima di una piega riccia, se avessi i capelli meno secchi probabilmente terrei i condizionanti più bassi o lascerei questo prodotto solo quando voglio li voglio lisci.

Questa era parte della mia hair-care per capelli disperati, mancano lo shampoo all’avena delicato di cui vi ho accennato sopra, una maschera/balsamo post-shampoo e un paio di prodotti per leave-in che leggerete sui prossimi articoli.
Voi che prodotti usate sui capelli trattati? Sono sempre alla ricerca di commerciali da copiare e non mi spaventano i siliconi, quindi qualsiasi consiglio è bene accetto :D

Spero che questo post vi sia piaciuto ^_^ Alla prossima!

Annunci

4 pensieri su “Maschera, shampoo e balsamo per capelli secchi e trattati

  1. Ciao!
    Ho provato a lasciare un commento ieri e non ci sono riuscita, per la maschera posso usare altri emulsionanti?

    • Ciao!
      A caldo, o glyceryl stearate SE 5 o montanov 68 5. Oppure l’accoppiata classica metilglucosio sesquistearato 3 e cetilico 2. Fai un gel ai semi di lino molto denso o rischi la separazione.

  2. Ciao Rouge Sucre, io ho la cute unta ma il resto dei capelli sono ricci e un po’ secchi, potrebbe andare bene il balsamo? X lo shampo mi manca il perlante…

    • Ciao!
      Il balsamo potrebbe andare bene ma rischi ti affievolisca un po’ il riccio, prova a farne 100gr o prova a farlo in crema portando il cetilstearilico a 6 (se ne usa meno quando è denso, sembra di usare una maschera). Per lo shampoo o aumenti i condizionanti o ti procuri il perlante, la sal è altina e rischi l’effetto “lavarsi i capelli con lo svelto”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...