Tonico idratante e rinfrescante menta e caffè verde

 

Ciao a tutti ^_^
Nel post precedente avevo scritto che vi avrei proposto due tonici, di uno mi sono accorta di aver perso la ricetta, quindi vi propongo solo questo, che ha qualche ingrediente insolito e vagamente inutile.
L’altro era un sempre un mix di idrolati con altri attivi idratanti e qualche lenitivo, a meno che non metta sostanze esfolianti o astringenti particolari le mie ricette credo si assomiglino un po’ tutte, quindi non vi perderete nulla di nuovo.

tonico

Acqua a 100
Idrolato di rose 40
Idrolato di menta 10
Idrolato di amamelide 10
Glicerina 2
Allantoina 0.2
Arginina 0.3
Estratto glicolico di centella asiatica 1.5
Estratto glicolico di caffè verde 1.5
Pantenolo al 70% 0.5
Bava di lumaca 3
Estratto fluido di papavero 1.5
Hygro NMF 2
Salvacosm DB 0.6

Come si fa?

Ho preso l’acqua della formula, l’ho scaldata e ci ho sciolto all’allantoina e la glicerina.
Una volta fredda ho aggiunto gli idrolati e le restanti materie prime. Ho controllato il pH e l’ho portato a 4,5/5 con qualche goccia di acido lattico.
Non l’ho profumato, il mix olfattivo degli idrolati mi piace molto, quindi ho preferito lasciarlo così.

Ingredienti e sostituzioni:

Non mi sembra il caso di fare una digressione sulla composizione intera del tonico, credo possa funzionare anche una comunissima acqua di rose, quindi vi elencherò solo quelli bizzarri e il perché li ho messi (e andrebbero omessi lol).

Idrolati: volevo un prodotto rinfrescante (menta), che contenesse un po’ il lucido (amamelide) e che avesse un buon odore (rosa). Il mix di queste tre acque addizionata a poca glicerina e sodio lattato o un altro idratante simile farebbero già il tonico. Le acque sono tutte Glamour Cosmetics al parte la rosa che è di Vernile. Quella di menta è molto profumata, la utilizzerò anche per farmi uno spray corpo estivo.
Gli idrolati che ho provato fin’ora erano più o meno tutti simili, le uniche acque che mi sento di sconsigliarvi sono quelle Aroma-Zone, a me ne sono arrivate diverse fallate o in scadenza, ammuffite dopo poco, dall’odore insolito, insomma variano troppo tra una partita all’altra e non sono un acquisto molto affidabile.
Ho tenuto la glicerina e il fattore di idratazione (Hygro NMF) bassi perché non mi ungessero. L’Hygro NMF arriva da Vernile, è alla rosa centifolia, si può sostituire con Lactil o con un mix simile.
Gli estratti glicolici sono antiossidanti, possono essere sostituiti da estratti lenitivi in base alla tipologia di tonico che volete fare. L’estratto fluido di papavero è totalmente omissibile, l’ho preso per riprodurre non mi ricordo quale prodotto (Sisley o Erbolario) e gran parte finirà consumata in tonici e affini. Porta al prodotto una piccola percentuale di alcool, non irritante o fastidiosa. L’estratto di papavero regalerà però un colore mattone rosso terribile al prodotto, quindi oltre ad avere una dubbia utilità è anche esteticamente meh.
Bava di lumaca: non ho ancora capito cosa fa. È super liquida, sembra acqua, pensavo fosse più simile al gel di ialuronato, invece è come avere tra le mani un’acquetta dall’odore erbaceo. L’ho usata in un paio di tonici, in una crema viso e in un siero, tutti i prodotti con e senza sono identici, quindi se non avete la fissa (un po’ 2005 diciamolo) per l’attivo potete ometterlo senza problemi. Oltretutto ha un costo non proprio irrisorio, credo sia meglio utilizzare quei soldi per attivi differenti.

lavaviso2

Come/dove/quando:

Non c’è tanto da dire su questo tonico… è un tonico. A me piace molto, come me ne sono piaciuti diversi pubblicati qua sopra. Lo spruzzo sul viso deterso e tampono con le mani, non uso quasi mai batuffoli per non sprecare prodotto, lo faccio semplicemente asciugare massaggiandolo un secondo. Poi passo direttamente al siero e alla crema viso.
L’unica eccezione è quando faccio maschere con argilla, in quel caso mi serve un batuffolo per controllare che non siano rimasti residui.
Uso uno spray dalle gocce molto fini, quindi niente effetto doccia, solo un blando effetto rinfrescante.

Come tutti i tonici è utile fino a un certo punto, io è un passaggio che non ometto mai per coccolarmi e per abitudine. Se non siete abituati ad usarli o non spignattate ma volete qualcosa di profumato che rinfreschi la pelle dopo la detersione vi consiglio un semplice idrolato di rose o di fiori d’arancio.

Spero che lo spignatto vi sia piaciuto, alla prossima ^_^

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Fresh Clay – Crema detergente viso rinfrescante e delicata

Ciao a tutti ^_^

E’ arrivata la primavera e con lei i primi soli, la mia gioia di vivere e l’allergia.
Riprendo in mano il blog con una serie di post dedicati alla mia nuova routine viso, a parte gli ultimi rimasugli di questa crema lenitiva ho formulato diversi prodotti per andare incontro ai cambiamenti della mia pelle nell’ultimo anno.
Il mio viso è cambiato parecchio dagli anni scorsi, da una pelle mista con tendenza a lucidarsi in zona T sono passata a una pelle normale con diverse zone secche e bisognose di idratazione. Non so se sia dovuto all’età, all’alimentazione o ad altro, ma ho dovuto rivedere tutti i prodotti che usavo prima calibrandoli alle esigenze del momento.

lavaviso1

Oggi vi propongo una cremagel lavaviso alla alle argille, delicata e rinfrescante e dalle settordici fasi, abbastanza particolare ma molto semplice da realizzare. Non avevo mai letto un detergente con queste materie prime e ho voluto provare a rifarlo, un po’ dubbiosa.
Per la formula ho preso spunto da questa, cambiando un po’ gli ingredienti in base a quello che avevo e al risultato che volevo ottenere. Ho fatto quattro prove differenziando polveri e attivi di volta in volta, questo è l’ultimo esperimento, quello venuto meglio.

Fase A
Acqua a 100
Allantoina 0.20
Glicerina 2.00
Gomma xantana normale 0.50
Magnesium alluminium silicate 3
Aristoflex AVC 0.50

Fase B
Oleolito di lavacamolendula in olio di riso e jojoba (30/70) 1.00
Phenonip 0.5
Mentil lattato 0.10

Fase C
Argilla bianca 3.00
Argilla verde 1
Dry flo 2.00
Diossido di titanio 0.50

Fase D
Pantenolo 0.50
Trimetilglicina 2.00
Crioestratto rosa centifolia 1.00
Proteine quaternizzate della seta 0.5
Profumazione per 200gr: OE mandarino 5gtt, Oe petitgrain mandarinier 3gtt, OE geranio borboun 2gtt, fragranza fico GlamourCosmetics 1gtt

Fase E
Caprylyl capryl glucoside 1.5

Come si fa?

Ho diviso l’acqua 1/3 per il gel di Aristoflex che ho lasciato ad idratare tutta la notte, i restanti 2/3 per formare il gel di xantana e la sospensione di magnesium alluminium silicate.
Ho preparato il gel di xantana, predispersa nella glicerina e messo il becher a bagnomaria. Ho aggiunto l’allantoina e mescolato.
Al raggiungimento dei 70° ho versato a pioggia la polvere di MgAlSi, ho frullato per 4 o 5 minuti e creato la sospensione. Ho unito il gel di Aristoflex alla sospensione e mescolato.
Ho versato la fase oleosa in quella acquosa, mescolato e frullato fino ad un leggero sbiancamento.
Successivamente ho aggiunto al gel le polveri della fase C, frullando per omogeneizzare.
Ho aggiunto tutta la fase D, profumazione compresa, un ingrediente alla volta, mescolando tra un’aggiunta e l’altra e frullando al termine.
Come ultima cosa ho aggiunto il tensioattivo, solo mescolando, per evitare la formazione di bolle.

Ingredienti e sostituzioni:

Tutti i gelificanti sono fondamentali e non sostituibili, a parte la xantana normale che può essere sostituita dalla trasparente.

Allantoina/pantenolo/trimetilglicina: le prime due versioni che ho fatto non li avevano. Non cambia molto tra metterli e non metterli, un prodotto che sta sul viso veramente poco e non ha molto tempo di agire.
Crioestratto rosa centifolia in glicerina: omissibile e sostituibile con un estratto glicolico o glicerico. La crema viene un po’ meglio con una piccola percentuale di glicole propilenico, quindi se avete un estratto lenitivo vi consiglio di utilizzarlo.
Proteine quaternizzate della seta: leggermente filmanti e condizionanti, consiglio di metterle.
Oleolito di lavacamolendula in olio di riso e jojoba: sostituibile con altro oleolito lenitivo o con un olio leggero/medio resistente all’ossidazione.
Mentil lattato: l’ho messo solo in questa versione e fa la differenza. Rinfresca senza essere fastidioso, non ero convintissima invece ha dato alla crema qualcosa in più.
Argilla verde, caolino: con solo caolino viene leggermente più delicata e completamente bianca.
Diossido di titanio: usato per correggere un po’ il color fango del mix argilla verde e sospensione. Io sono chiara e non ho notato effetto sbiancante lavando il viso. Se usate l’argilla bianca o se non vi interessa il colore potete ometterlo.
Caprylyl capryl glucoside: un po’ aggressivo, ma viene un po’ tamponato dall’olio e dalle restanti sostanze oleose. Va aggiunto per forza per ultimo o produce un quantitativo di schiuma terrificante e le bolle non spariranno mai. In una delle versioni precedenti ho usato il PEG-6 capryliccapric-glycerides, sicuramente più delicato.

Come mi trovo?

Questa crema mi piace davvero moltissimo.
Fa pochissima schiuma e quella poca è molto cremosa, pulisce abbastanza bene senza sgrassare troppo e dopo la detersione la pelle non tira.
A me è piaciuto talmente tanto da essere diventato il mio detergente viso degli ultimi 4/5 mesi, si è comportato molto bene durante la stagione più fredda e credo che l’ultima versione rinfrescante possa essere molto piacevole anche in estate.
Lo uso tutti i giorni mattina e sera, alternandolo raramente ad altra roba a caso (saponi, detergenti classici ecc.), a parte una spruzzata di tonico non sento il bisogno di spalmare la crema appena lavato il viso. Non lo uso sul contorno occhi, che lavo con altri prodotti più delicati, le due volte in cui l’ho voluto passare anche li comunque non mi ha dato fastidio, nessun prurito o secchezza. Preciso che la prova l’ho fatta in febbraio, non so se adesso in cui sono particolarmente reattivi e pruriginosi gradirebbero allo stesso modo.

lavaviso2

Io l’ho intubato, l’ho considerato il confezionamento più pratico. Il tubo che vedete in foto è del suddetto detergente, i restanti prodotti sono tonico, siero e contorno occhi.

Nella prossima puntata vi scriverò dei tonici che uso con il suddetto detergente.
Spero che la ricetta vi sia piaciuta ^_^ Alla prossima!

Fluido idratante corpo canapa e ceramidi

Ciao a tutti ^_^

Rieccomi con una crema corpo fluida ma molto ricca, l’ho fatta per una persona dalla pelle secchissima, sottile e facile alla rottura. Questa crema viene utilizzata in combinazione ad un altro prodotto specifico, lo Xerolen 150ml, parecchio esoso.
Per la crema ho preso spunto dall’olio in acqua per psoriasi di Lola, ho variato diverse cose quindi alla fine è risultato un altro prodotto, ma mi sembrava corretto citare l’originale.

1

Fase A
Acqua a 100
Glicerina 8
Gomma xantana normale 0.3
Allantoina 0.35
Fase B
GC-Derm 3.5
Behenyl alcohol 0.3
Alcool cetilstearilico 0.2
Ethylhexyl olivate 2
Olio di riso 4
Olio di canapa 3
Caprilico caprico trigliceride 3
Tocoferolo 1.5
Burro di karitè 1.5
Fase C
Phenonip 0.5
Olio di borragine 3
Acido alfa lipoico 0.3
Bisabololo 0.5
Fase D
Arginina 1
Sodio jaluronato in sol. 1.5% 5
Pantenolo 2
Sodio lattato 3
Sk-influx 2
Nosense 1.5
Profumazione: oe lavanda 5gtt, fragranza Lavanda e Vaniglia GlamourCosmetics 3gtt

Come si fa?

Per prima cosa ho messo a sciogliere il lipoico nell’olio di borragine e l’ho messo da parte.
Ho preparato il gel di xantana, aggiunto l’allantoina e ho messo il becher a bagnomaria.
Ho preparato la fase grassa (B) e ho messo anche questo becher a bagnomaria.
Al raggiungimento della temperatura idonea ad emulsionare ho versato la fase grassa dentro quella acquosa in due tempi, frullando e mescolando.
Una volta emulsionata la crema l’ho spatolata fino a raffreddamento.
A crema fredda ho aggiundo la fase C lipo, mescolato e aggiunto la fase D, mescolando tra un’aggiunta e l’altra. Al termine ho controllato il pH, l’ho portato a 6 con qualche goccia di acido lattico e frullato un’ultima volta per omogeneizzare il tutto.

Consigli sparsi: il sodio lattato va aggiunto lentamente, anche goccia a goccia o rischia di separare la crema. Idem il pantenolo. Non inserite la soluzione di sodio jaluronato e il pantenolo insieme, versateli uno alla volta mescolando a lungo.
L’acido alfa lipoico potrebbe non sciogliersi nei tre grammi di olio presenti (e me si è sciolto solo parzialmente), pazienza, non è un ingrediente indispensabile, ma avendolo trovato in inci in una delle creme che usa mia madre ho voluto comunque provare ad aggiungerlo.
Con la profumazione sono stata bassa, o preferito un olio essenziale “tranquillo”, se l’avessi avuto avrei aggiunto anche camomilla.

Ingredienti e sostituzioni:

Visti i numerosi ingredienti vi parlerò solo di quelli importanti o su cui non ho scritto in precedenza.

Glicerina: state alti, deve idratare.
Gomma xantana normale: ho precisato il tipo di gomma perché è fondamentale che non usiate la smooth flow o la crema non viene.
GC-Derm/Behenyl alcohol/Alcool cetilstearilico: sistema che vi consiglio di non cambiare. La crema è liquida, idratante e non cerosa, se aumentate l’alcool cetilstearilico ho paura venga più cerosa del dovuto, se al contrario aumentate il behenyl alcool potrebbe non venirvi la consistenza giusta. Non sostituite il GD-Derm con l’Olivem1000, darebbe una crema più asciutta, meno stabile e meno nutriente.
Ethylhexyl olivate: sostituibile con l’ethilexile stearato.
Tocoferolo: si può alzare anche a 2.
Olio di borragine: Olio con la più alta percentuale di acido Gamma linoleico, sostituibile con enotera e ribes nero. Puzza, va a freddo e va rancido molto rapidamente. Io lo tengo in frigorifero.
Sodio lattato: sale idratante. È uno degli ingredienti fondamentali della crema, se non il più importante. Idrata tantissimo ed è ottimo nei prodotti che vogliono dare idratazione urto.
Sk-influx: ceramidi, riparatrici. Si possono alzare anche a 3 o 4, la crema sarà un po’ più appiccicosa e budinosa, ma in caso di bisogno si può chiudere un occhio sulla gradevolezza d’uso.
Nosense: Polverina magica (LOL NO) antiprurito. È un complesso naturale (Mannitol (and) Ammonium Glycyrrhizate (and) Caffeine (and) Zinc Gluconate (and) Aesculus Hippocastanum (Horse Chestnut) Extract) dal forte potere lenitivo. Funziona. Se avete pruriti o zone particolarmente sensibili da lenire vi consiglio di mettere mano al portafogli e comprarlo, è uno dei pochi attivi che ho trovato davvero funzionale. Sembra una marchetta, ma io questo attivo lo amo, mi ha risolto in parte il prurito al contorno occhi, lenito il viso, e nei prodotti per madre in cui l’ho inserito ha notato una forte diminuzione dei fastidi. Se non l’avete omettetelo ma la crema perde molto in termini di funzionalità  Lo vende Vernile.
Fragranza: una crema del genere è formulata per una pelle particolare, quindi consiglio di stare bassi con le fragranze, di utilizzarne di tipo anallergico e di evitare oli essenziali, a meno che non siano coadiuvanti e non solo “odorosi”. Quindi ok lavanda e camomilla, ma state comunque bassi.
In una versione precedente avevo usato estratti CO2 di calendula e camomilla, la pelle di mia madre non ha gradito troppo. Sono certa sia un caso, ma state comunque attenti agli estratti vegetali molto “carichi” specialmente su una pelle già stressata.

2

Come, cosa, quando

Come scrivevo poco sopra questa è una crema per pelli secche e molto secche, che hanno bisogno di essere non solo idratate ma anche lenite.
Esistono molti attivi idonei allo scopo (Zanthalene, trimetilglicina, ecc.), io ho fatto una cernita tra quelli che avevo, non ho voluto metterci tutto per non appesantire troppo il prodotto e renderlo usabile anche durante i mesi più tiepidi che arriveranno.
Questo prodotto è un latte abbastanza liquido, si lascia massaggiare a lungo ma non produce eccessiva scia bianca. Impiega diversi minuti ad evaporare e mantiene la pelle idratata molto a lungo. Su di me, pelle secca sulle gambe e normale sulle braccia, è sufficiente un’applicazione leggera ogni paio di giorni, una pelle molto più secca necessita un’applicazione più abbondante e giornaliera. Ho evitato di mettere silicone (antiscia) e Dryflo su specifica richiesta di mia madre che preferisce perdere più tempo nel massaggio e non sempre gradisce l’effetto talcato delle polveri, preferendo che la crema continui a sentirsi anche dopo averla spalmata.
Io la sento poco untuosa e per nulla cerosa, la sensazione di appiccicosità si attenua dopo pochissimi minuti e sparisce completamente dopo mezz’ora. Resta comunque un latte che tende a far sudare se usato quotidianamente e formulato per una pelle problematica, quindi non per tutti.

Non la consiglio assolutamente a chi ha una pelle normale, è un prodotto particolare e potrebbe non piacere se si ricerca la crema evanescente o semplicemente un’idratazione normale.
Per voi che cercate un prodotto più tranquillo tra pochi giorni ne pubblicherò uno adatto anche a pelli normali.

Oltre al solito commiato avrei una domanda a voi che leggete e commentate poco, potreste consigliarmi creme adatte a pelli problematiche e molto secche come quella di mia madre? Siamo sempre alla ricerca del Sacro Graal per le pelli secche e ogni consiglio è bene accetto.

Spero che la ricetta vi sia piaciuta, se la riprodurrete fatemi sapere come vi trovate e se vi è stata utile. Alla prossima!

Sparkling Fun – Detergente solido modellabile

Bungiorno a tutti!
Oggi post brevissimo per uno spignatto creativo e relativamente poco utile, parlo del dupe del Fun di Lush. Questa ricetta è nata dalla voglia di riprodurre uno dei loro panetti, l’avevo già proposto sul blog, ma quest’ultima versione è più simile all’originale, schiuma meravigliosamente e dura senza seccarsi o liquefarsi.

fun1

Talco 32
Amido di riso 30
Amido di riso non macinato 3
SCS 7
Betaina 6
Disodium Cocoamphodiacetate 3
Glicerina 19
Colorante viola in gel qb, colorante blu in gel qb (abbondante)
Fragranza vaniglia 10gtt, Oe lavanda di provenza 20gtt, Fragranza creme brulè 10tt
Mica polvere di stelle qb (200 gr ne ho usato circa 1 grammo).

Come si fa?
Scaldate la glicerina e aggiungere il sodium coco sulfate e il disodium cocoamphodiacetate. Mescolate per diverso tempo e se necessario riscaldate nuovamente e rimescolate. Se il sodium coco sulfate non si fosse ancora sciolto usate un montalatte o mettetelo da parte e mescolatelo ogni tanto, dopo un paio di giorni anche le ultime palline dovrebbero essersi sciolte.
Aggiungete la betaina e mescolate. Colorate e profumate subito il mix.
Mettete le polveri in un contenitore largo, tipo ciotola, e aggiungete il mix di tensioattivi. Mescolate con una paletta e successivamente impastatelo a mano (per questa operazione vi consiglio di usare i guanti) fino ad ottenete un composto uniforme simil pongo. Se dovesse essere troppo duro aggiungete ancora un paio di grammi di glicerina o viceversa poco amido.
Se dovesse servire ulteriore profumazione o colorante aggiungeteli uno per volta a gocce, impastate nuovamente, create una specie di salamino e spolveratelo con abbondante mica.
A questo punto rivestitelo di carta domopack fino all’uso.
Io ho aggiunto all’impasto qualche granello di amido di riso non macinato per fare l’effetto cielo stellato.
Le foto purtroppo non rendono, il prodotto è blu/grigio/viola, coperto da una polvere argento glitter stupenda.

fun2

Come, dove, quando:
Ne stacco un pezzo e lo uso con se fosse un sapone, lo passo su tutto il corpo e risciacquo.
Fa una buona schiuma, morbida, e non secca per niente la pelle. Una volta sciacquato non restano brillantini, quindi è riproducibile anche da chi non li ama addosso.
Il pezzetto rimasto va fatto asciugare all’aria in un porta-sapone e riposto nella pellicola per non farlo indurire eccessivamente. Il mio ha due mesi ed è ancora morbido, non si è smollato con il tempo e non ha perso profumazione. Io non l’ho mai usato come shampoo e mai lo userò, feci una prova con l’originale e non mi piacque per nulla.
E’ un buon lavamani e può essere comodo scioglierne un pezzetto nella vasca dove si fa il pediluvio, l’acqua diventerà blu/violetta e piena di glitter :D

Può essere un prodotto carino per bambini, da usare al posto del pongo durante il bagno, se al posto del detergente in polvere ne usate uno delicato (ad esempio il lauryl glucoside) ricalcolando la sal basterà aggiungere altro amido al composto se non dovesse indurirsi a sufficienza con le dosi che vi ho dato.

Spero che la ricetta vi sia piaciuta, alla prossima!

Sparkling shower gel – Docciaschiuma agrumi e cacao

Ciao a tutti ^_^
Oggi vi presento un detergente corpo con un tensioattivo per me relativamente nuovo, il sodium coco sulfate. Complice un ordine da Aromazone e uno da Glamour Cosmetics ne ho preso in abbondanza, da qualche mese lo sto testando in varie formule, tra cui shampoo, detergenti vari e altre belle cosine di cui vi scriverò prossimamente.
Il docciaschiuma di oggi è pienissimo di glitter e mica, è decisamente lavante, quindi non troppo adatto per le docce giornaliere, perfetto da usare una volta ogni tanto.

1bagno

Fase A
Acqua 20gr
Sodium Coco Sulfate 8 gr
Phenonip 0,5gr
Profumo qb 0.5/1 (mix OE petitgrain limone, OE petitgrain mandarino, OE mandarino, OE bergamotto, OE pompelmo bianco, OE pino, assoluta incolore di cacao, fragranza cannella, fragranza Vanillina GC),
Fase B
Acqua a 100
Glicerina 4
Lauryl Glucoside 3
Disodium cocoamphodiacetate 2
Cocamidopropyl Betaine 10
Acido lattico fino a pH 5.5
Polyquaternium 7 0.5
Polyquaternium 10 in soluzione 2% 1.5
Proteine quaternizzate della seta 0.5
Fase C
Mica Polvere di stelle GC 1
Mica Golden Jewel GC 0.5
Colorante blu gel qb
(SAL. Circa 13.5)

Come si fa?
Il SCS è solido, sia che lo compriate da AZ che da GC vi arriverà in perline di dimensioni variabili. Io preferisco quello di Glamour Cosmetics, è in perline un po’ più fini, quello AZ arriva in bastoncini (come quelli sugli shampoo solidi Lush) e ci mette un po’ più tempo a sciogliersi. È abbastanza polveroso e quando si scioglie i fumi non sono gradevolissimi, io quando lo maneggio uso una mascherina e arieggio la stanza. Ho preso il tensioattivo e parte dell’acqua della ricetta e li ho messi in un becher a bagnomaria. Ho mescolato fino a scioglimento del tensioattivo, ci mette un po’, circa una decina di minuti.
Ho tolto dal fuoco, aspettato che intiepidisse e aggiunto conservante e profumazione, mescolato e aggiunto i restanti ingredienti della fase B. All’aggiunta della betaina il detergente dovrebbe essere freddo, se non lo fosse aspettate il raffreddamento.

2bagno

Correggendo il pH attenzione a non scendere sotto al 5 o si smolla il detergente e non è recuperabile, non diventa mai liquido come l’acqua ma non sarà in grado di tenere in sospensione le miche. Ho aggiunto i restanti ingredienti tranne le miche, frullato. Per ultime ho aggiunto le polveri e il colorante, solo mescolando.
Per perdere le bolle ci mette qualche giorno, è meglio utilizzare bottiglie dal collo ampio o il detergente non esce bene.
L’ho profumato con un mix di agrumi, cacao e vaniglia, non ho messo le percentuali perché ho fatto preventivamente il mix e ne ho aggiunti circa 0.7 grammi. È molto invernale e abbastanza natalizio, le feste sono finite ma mi piace portarmi questi profumi dietro fino a primavera.
A patto di aggiungere la fragranza all’inizio questo detergente non si smolla ne con gli agrumi ne con la menta, io ne metto uno 0.5 in prima battuta e correggo successivamente il mix con altri 0.2/0.3 grammi di profumazione alla fine, prima di acidificare.

3bagno

Ingredienti e sostituzioni
Sodium Coco Sulfate: tensioattivo anionico derivato dall’olio di cocco venduto da Glamour Cosmetics e Aromazone, non ho fatto un giro di perlustrazione di altri rivenditori. Ho voluto provarlo perché si trova in tante formule eco-bio, come gli shampoo della Saponaria, Bio Marina, ViviVerde ecc., costa poco ed è molto lavante usato anche a basse percentuali (dal 4 in poi). È in polvere, va maneggiato con un po’ di attenzione perché tende ad essere un po’ polveroso. In questo prodotto l’ho usato a una percentuale maggiore di quella che uso di solito (5/6), il risultato è un po’ più lavante di quello che avrei voluto.
Fa tantissima schiuma, addensa molto e se tamponato adeguatamente a me non dispiace per nulla come primario. È diversissimo dallo SLES, a parità di SAL e tamponati nello stesso modo sembra più sgrassante e lavante un detergente con SCS.
Lauryl glucoside: sostituibile con un altro glucoside, non perde in densità.
Disodium cocodiamphoacetate: sostituibile da un altro acetato.
Cocamidopropyl Betaine: sostituibile da un’altra betaina.
Polyquaternium vari: fondamentali per addolcire il detergente.
Proteine della seta: come sopra. Sostituibili con altre proteine quaternizzate.
Miche varie: fate voi, si possono usare anche i glitter. Non vanno mai frullate o si rovinano.

4bagno

Come, cosa, quando:
Il detergente è densissimo, tanto da tenere senza problemi le miche in sospensione per almeno un mese. Considerate che ci mette gioni a perdere le bolle post frullata e ci si mette una vita a travasarlo. Sicuramente col passare dei mesi tenderanno a precipitare, ma a distanza di un mese è ancora perfetto. Andrebbe usato il Carbopol Aqua, io non l’ho utilizzato per paura di non riuscire a travasarlo.
Lo uso sotto la doccia, ma credo che la morte sua sarebbe la vasca, che attualmente non ho, fa una marea di schiuma, densa e morbida, lava bene e sembra di immergersi in una cascata di brillantini.
Le miche non rimangono sulla pelle dopo il risciacquo, quindi è riproducibile anche da chi non ama ritrovarsi scintillante ^_^
E’ un po’ aggressivo, quel tensioattivo a quella percentuale anche se ben tamponato tende ad essere molto sgrassante, quindi ok per pelli normali, ma per pelli secche sarebbe meglio alternarlo a qualcosa di più dolce. Io lo sto usando una doccia si e una no, sento l’esigenza di una crema dopo l’uso, mi lascia la pelle un po’ secca.
Ne farò un’altra versione tenendo il SCS più basso e aggiungendo Carbopol Aqua, vi terrò aggiornati sul risultato ^_^

Spero che la ricetta vi sia piaciuta, alla prossima ^_^

Golden Touch – Olio primer viso

Ciao a tutti ^_^
Torno dopo un lunghissimo dicembre di lavoro e pochissimo tempo da dedicare al blog, mi è dispiaciuto non fare la serie natalizia ma quest’anno niente spignatti come regali, solo esperimenti in microdosi per uso personale.
Senza raccontarvi troppo i fatti miei vi accenno di avere un problemino ai nervi delle mani che necessiterebbe totale riposo, scrivere al pc o spignattare sono diventate due operazioni un po’ complicate, quindi portate pazienza se i post arriveranno in ritardo rispetto alla tabella di marcia.

1olio

Quest’olio l’ho spignattato in autunno, ho cambiato la mica principale prima di Natale, quindi il corpo dell’olio è super testato, ma la colorazione nuova è fresca e ha solo due settimane d’uso.
Ho voluto provare a farlo dopo aver visto un miliardo di video di ragazze su Instagram che si spalmano il Farsali praticamente ovunque, all’inizio ero molto dubbiosa sul connubio pelle mista e olio sul viso prima del trucco, ma con quello che ho prodotto mi sono dovuta ricredere.
Non unge, non fa migrare il trucco e aiuta tantissimo con la stesura dei fondi in crema, densi o in generale per pelli grasse, scivolano meglio e non aderiscono alle pellicine.

GC-Coco Light Oil 23
Dodecane 15
Ethylexile stearate 14
Coco caprylate 15
Squalano 5
Jojoba 10
Macadamia 6,3
Cacao olio 5
Tocoferolo 1.5
Avocado olio 1.5
Mica Timiron Halo White 2
Mica Timiron Splendid Gold 1
Bisabololo 0.5
Q10 0.2
Fragranza Rosa Rossa 3gtt, fragranza Neroli 2gtt, Oe arancio dolce 2gtt

Come si fa?
Ho messo tutti gli oli in un becher, ci ho sciolto il Q10, aggiunto miche e profumazione, mescolato, versato nel contenitore con la pipetta e stop.
Si fa in 5 minuti, la cosa più noiosa è pesare piccoli quantitativi, io ne ho fatti solo 20 grammi che credo dureranno almeno 4 mesi, vi consiglio di non farne di più o quei 10 grammi di oli vegetali della ricetta rischiano di irrancidire prima che riusciate a finirlo.

2olio

Ingredienti:

Gli oli devono essere gli stessi? Ni. Il Dodecane e il GC-Coco Light Oil non li cambierei, sono quelli a rendere l’olio così secco ed usabile anche da una pelle come la mia che si lucida un po’ sulla fronte durante il giorno. Al posto del Dodecane volendo si può provare con Cetiol Ultimate, che vende Vernile. Io proverò sicuramente a sostituirlo perché non mi va di ordinare da AromaZone solo per un olio :D
L’olio di macadamia può essere sostituito da un altro olio pesante simile, idem l’avocado.
L’olio di cacao ho scritto diverse volte che è un olio particolare, molto setoso, non lo sostituirei.
Le miche sono fondamentali, devono essere di buona qualità e senza glitter o particelle troppo evidenti, io prima usavo un mix di ori, ora ho cambiato e ne ho sostituito una parte con il Timiron Halo White, una mica bianca, che rende il prodotto meno brillante e più sobrio.
La mica oro è un’interferenza, da solo una velatura dorata e non copre, non è caldissima. È una mica stupenda, non è troppo brillante e rende molto nei prodotti viso, non avendo glitter o particelle evidenti l’effetto non è strobo ma discretamente luminoso.
Non ci ho ancora fatto un ombretto ma può essere interessante per un prodotto duochrome.
Q10 e bisabololo sono opzionali e non influiscono sulla formula, al posto del bisabololo avrei usato lo Zanthalene.

Come/dove/quando?

Io lo uso principalmente dopo la crema e prima del fondotinta, come un primer. Agito un po’ il flacone, faccio cadere 4/5 gocce d’olio sul viso, lo spalmo velocemente e inizio a stendere il fondotinta prima che l’olio si sia completamente assorbito. Stendo il fondotinta con le dita o il pennello a seconda del fondo e completo con una spugnetta tipo Beauty Blender.
L’ho anche mescolato direttamente al fondo prima di utilizzarlo o messo 3/4 gocce sulla spugna prima di tamponare il viso, il risultato finale è identico, quindi non cambia molto se usato prima o durante la stesura.
Funziona anche su fondotinta per pelli secche, tende a “diluire” un po’ il prodotto e lo rende leggermente meno coprente e più illuminante, non sembrerete una strobo, da solo un tocco di luce in più.
L’olio si stende bene ed è molto secco, quindi non lascia il viso lucido o unto neanche se utilizzato senza nulla sopra, l’effetto è leggermente glossato, luminoso, per la presenza delle miche, se non ci fossero sarebbe quasi come spalmarsi acqua.
Non viene sputato fuori durante la giornata e non mi evidenzia i pori dilatati, la pelle mi si lucida esattamente come quando non lo uso.

L’ho provato col Fitt Me della Maybelline, Mac (Studio Waterweight, Mineralize e Pro Longwear), con un cream to powder, con il minerale e con un paio di bbcream, su tutti si è comportato benissimo. Il Mineralize una volta steso va fissato con un po’ di cipria, tra la formulazione adatta a una pelle davvero secca e l’olio sotto mi lucido nel giro di poche ore.
L’unico fondotinta su cui non ha funzionato fin’ora è il NYC natural matte foundation, credo sia un problema del fondo in questione perché non è possibile che un prodotto si stenda così male e abbia un risultato così cakey.
Lo consiglio sia a pelli normali che a pelli miste con tendenza a lucidarsi, su pelli molto grasse non so come potrebbe comportarsi e se abbiano la necessità di un olio del genere. Per pelli secche potrebbe funzionare bene solo se idratate molto bene prima della stesura, essendo un prodotto secco a base oleosa non apporta nessuna idratazione, ma potrebbe aiutare a “diluire” fondotinta un po’ troppo secchi, pesanti o a cui volete aggiungere quel tocco di luce in più. Se avete una pelle secca sicuramente non potrete usare un prodotto per pelli grasse, ma sui fondi adatti alla propria tipologia di pelle sembra funzionare bene.
Vi lascio anche una foto in cui ne ho versato una goccia sulla mano, non si vede praticamente nulla ma un po’ si intravede una striscetta bianca, non è troppo illuminante e non ha particelle simil glitter.

3olio

È uno dei prodotti che mi ha dato più soddisfazione fin’ora, di solito non spingo così tanto uno spignatto ma questo mi sta piacendo veramente molto e ve lo consiglio.

Spero la ricetta vi sia piaciuta ^_^ Alla prossima!

Crema viso lenitiva alla liquirizia

Ciao a tutti!

Vi avevo promesso l’ultima puntata della serie sui capelli, ma causa implosione del pc e perdita di tutti i dati (argh) subirà un leggero ritardo. Recuperare il materiale perso richiederà un po’ di rogne, quindi abbiate pazienza, ma arriveranno anche le ricette dei prodotti che vi avevo anticipato su Facebook.

1

Sventure a parte eccomi qua con una nuova crema viso lenitiva, formulata sulla base della crema calendula e liquirizia postata qualche mese fa.
La mia pelle rispetto all’anno scorso è cambiata molto, ho meno imperfezioni e, salvo la fronte che continua a lucidarsi saltuariamente, il resto del viso tende al normale, a volte al secco. Mi serviva quindi un prodotto da giorno non eccessivamente corposo e pesante, che andasse ad idratare e a lenire le zone più irritabili e secche del mio viso, senza appesantire eccessivamente la fronte.
La crema originale era abbastanza pesante, pensata come crema notte e da utilizzare solo in caso di irritazione o rossori, questa è una versione più leggera ed è ottima se utilizzo un trucco in polvere o un fondotinta opaco per pelli secche che tende a seccare.
Per questo prodotto ho utilizzato un paio di polveri asciuganti che non si trovano attualmente in commercio, ma sono completamente sostituibili dalle polverine dei rivenditori nostrani.

Fase A
Acqua a 100
Gomma xantana normale 0.1
Glicerina 4
Allantoina 0.3
Carbopol ultrez 21 0.20
Carbopol ultrez 30 0.10
Fase B
Ethylhexyl stearate 1,5
Coco caprylate 1
Squalano sintetico 1
Olio di riso 0.5
Tocoferolo 0.5
Olio di cacao 1.5
Burro di Sal 0.5
Gc-Derm 4
Microsfere di silicone 0.70
Nylon-12 6-9 microns 0.30
Cellulose (and) Hydrogenated Lecithin 0.5
Fase C1
Olio di borragine 2
Bisabololo 0.5
Phenonip 0.5
Fase C2
Sk-Influx 3
Estratto glicolico liquirizia 3
Sodio jaluronato alto e basso peso molecolare 1.5% 3
Nosense 0.5
Eurol BT (Olea Europaea (Olive) Leaf Extract, Water) 0.3
Phenonip 0.6
Profumazione: Violetta 3gtt, Vanillina 3gtt

Come si fa?
Divido l’acqua 1/3 per il gel di xantana pre-dispersa nella glicerina, 2/3 per il carbopol.
Per il gel di carbopol verso a pioggia nell’acqua per primo il 21, aspetto che si idrati e vada a fondo e unisco il 30. Una volta preparati entrambi i gel li unisco, frullo e aggiungo l’allantoina.
Preparo la fase grassa a caldo, disperdendo le polveri negli oli (B) e metto i becher di entrambe le fasi a bagnomaria.
Raggiunta la temperatura idonea ad emulsionare verso la fase grassa in quella acquosa in due tempi, verso, mescolo, frullo fino a sbiancamento e ripeto l’operazione con i restanti grassi rimasti.
Una volta emulsionata la crema mescolo fino a raffreddamento, tampono con una soluzione di soda al 20% e aggiungo i grassi della fase c, mescolando e frullando brevissimamente per omogeneizzare il tutto.
Aggiungo i restanti ingredienti della fase c, uno alla volta, mescolando. Ultima frullata e profumazione.
Nel giro di un paio di giorni la crema raggiunge la sua consistenza definitiva, morbida ma da barattolo.

Ingredienti e sostituzioni:
Gc-derm
: mi trovo molto bene con questo emulsionante, sia utilizzato da solo che combinato ad altri emulsionanti. Si può sostituire con gli emulsionanti a caldo che usate normalmente.
Olio di borragine: sulla carta sostituibile con un altro GLA, come ribes nero o enotera. Questo grasso l’ho usato sia in creme viso che corpo, mi piace in prodotti per creme delicate e in prodotti lenitivi anche se non so a questa percentuale quanta differenza possa fare. Ha un odore un po’ pescioso, ma si copre abbastanza bene e non resta nel prodotto finito. È un olio che va rancido in breve tempo, quindi se valutate l’acquisto prendetelo in piccole quantità. Nella versione da notte c’è il cartamo, con cui non sono neanche parenti, non vedo grosse differenze in termini di funzionalità della crema finita, quindi penso sia potenzialmente omissibile e sostituibile da un grasso simile a livello di densità/stesura.
Bisabololo: insostituibile, o meglio se avete un altro buon lenitivo (zanthalene) usatelo ma questa è tra le materie prime che io considero di base.
Nylon-12 6-9 microns: campionatura, si trova su TKB Trading ma è a rischio dogana. Assorbente e vellutante. Non si trova ma è sostituibile con una qualsiasi polvere assorbente che non sia Dryflo, che sul viso non mi piace più moltissimo. Ok alla silica, ma calatela a 0.20 o a 0.15 perché assorbe molto di più, mantenendo invariata la quantità di microsfere di silicone. Cambia a non metterla? Si, ma niente di eccessivo, crea una specie di patina che rende la pelle molto vellutata e liscissima al tatto per qualche ora. Non è ovviamente una polvere ecologica ed è un po’ come spalmarsi plastica, ma se non avete rimorsi e la trovate (o provate a rischiarvela con la dogana) vi consiglio di prenderla.
Cellulose (and) Hydrogenated Lecithin: campionatura, altra polvere blandamente asciugante. Omissibile, è la prima volta che uso questa polvere e ho trovato schede solo per l’utilizzo nei decorativi, quindi non so ancora la differenza tra un prodotto con e senza.
Sk-Influx: mi sono scappate, avrei dovuto mettere 2% ceramidi e 1% pantenolo, ma mi sto trovando ugualmente bene anche a una percentuale così alta. Sulla mia pelle di solito ungono, in questa crema tra polveri e idratanti tenuti bassi non mi creano questo problema.
Estratto glicolico liquirizia: lenisce e mi ci trovo da dio. Sostituibile con estratto glicolico di calendula.
Sodio jaluronato alto e basso pm 1.5%: sostituibile con la soluzione normale all’1%.
Nosense (Inci: Mannitol (and) Ammonium Glycyrrhizate (and) Caffeine (and) Zinc Gluconate (and) Aesculus Hippocastanum (Horse Chestnut) Extract): insostituibile, insieme all’estratto di liquirizia è la sostanza che noto mi funziona meglio sulle irritazioni. Credo si trovi solo da Vernile.
Eurol BT: lenitivo campionato, omissibile.
Profumazione: dolce, sa un po’ di dolcetto. Non è stucchevole perché è veramente poca, ho preferito tenermi bassa volendo un prodotto il meno possibile aggressivo.

2

La sto utilizzando da una ventina di giorni, quasi tutte le mattine prima del trucco a volte dopo un siero a volte da sola, non è pesante come la versione originale ma tiene a bada i fastidi che spesso mi si presentano sul contorno occhi e sulle guance quando mi trucco o mi lavo il viso e uso solo il siero o una crema normale o anti-imperfezioni.
Si spalma e si asciuga nel giro di qualche minuto, lasciando il viso molto morbido, non completamente opaco (NON unto, direi luminoso) e molto, molto setoso.
La volevo lenitiva perché oltre ad avere pruriti in zona oculare e le guance piuttosto secche capita che mi svegli spesso con strisciate e graffi fuxia da zip di cuscino, spalmato questo prodotto nel giro di qualche minuto spariscono i fastidi e i rossori.
Sono davvero soddisfatta da questa crema, non credo sia l’ideale in caso di irritazioni serie o estrema secchezza, ma nel mio caso funziona bene, placandomi fastidi che riuscivo a lenire solo con la prima versione e nessun altro prodotto provato prima.
Per la cronaca il “problema” della prima crema penso sia la trimetilglicina, che insieme ai liposomi è una bomba filmante e lucidante, appena la spalmo sento la pelle ammorbidirsi moltissimo ma di giorno mi risulta inutilizzabile. E’ un non problema trattandosi di una crema da notte, ma se volete un prodotto da giorno vi consiglio senza dubbio la crema postata oggi.

Spero la ricetta vi sia piaciuta, alla prossima ^_^

Shampoo all’avena, balsamo maschera burri e agrumi e fluido anticrespo per capelli trattati e spenti

Ciao a tutti!
Ecco la seconda puntata della serie dedicata ai capelli ^_^
Vi avevo già anticipato qualche prodotto nel primo post, in questo finirò la parte relativa al lavaggio e introdurrò uno dei primi due leave-in che uso per la piega.
Come spiegato nel primo post i miei capelli sono trattati (tinti) e a volte faccio piega liscia con asciugacapelli e piastra, quindi sono abbastanza secchi è un po’ rovinati. Avevo dimenticato nel primo post di scrivere che la mia chioma arriva quasi in fondo alla schiena, quindi abbastanza lunga e ingestibile :D

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Shampoo delicato avena e agrumi
Acqua 100
Glicerina 3,00
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Miele 4,00
Inulina 2,00
Gomma xantana normale 0.3
Sles 10
Lauryl glucoside 10
Sodio Cocopoliglucosio Tartrato 8
Disodium cocoamphodiacetate 3
Cocamidopropyl betaine 10
Trimetilglicina 4
Tintura madre di avena 2
Proteine quaternizzate del latte 2
Phenonip 0.5
Fragranza Orange Blossom Gracefruit, Oe limone, Oe rosmarino
Colorante viola e blu un gel qb

Come si fa?
Preparo il gel di xantana e guar, predisperdendo le gomme nella glicerina e aggiungendo l’acqua della ricetta. Aggiungo miele e inulina e frullo.
Aggiungo i tensioattivi al gel come nell’ordine della ricetta, scaldando pochissimo il lauryl glucoside per renderlo liquido, mescolo e come ultima cosa frullo. Controllo il pH e lo porto tra 5 e 6 con acido lattico (ne bastano poche gocce).
Aggiungo la restante fase C, un ingrediente alla volta mescolando, e prima di profumare rifrullo.
La consistenza è liquida ma non scivola dalle mani, per evitare che lo shampoo smolli molto aggiungo la profumazione in più fasi, di solito inserisco uno 0.5, frullo, aspetto fino al giorno dopo e aggiungo altra profumazione se necessario.
Il colore l’ho ottenuto con un mix di blu e una punta di viola di colorante alimentare in gel, il miele che ho usato era molto chiaro, idem la tintura madre, quindi il colore dello shampoo risultava un giallo molto tenue, che sono riuscita a coprire bene.

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Con questo shampoo mi trovo molto bene, è delicatissimo, abbastanza condizionante, fa una schiuma media ed è l’ideale per lavaggi frequenti. Nonostante abbia meno condizionanti di quello alla birra trovo annodi meno i capelli, quindi quando lo uso utilizzo il balsamo o la maschera solo sulle punte. Non ha un super potere lavante, nel senso che non riesce a togliere tutti i residui degli impacchi oleosi o maschere veramente grasse, ma lava bene, in modo molto delicato, perfetto per lavaggi frequenti o da alternare a uno più aggressivo.
L’avena funziona? Non ne sono sicura, ma credo che il mix di tensioattivi delicati, il miele, l’estratto e la betaina anidra aiutino a rendere il prodotto molto dolce.
Dopo l’uso i capelli sono districati abbastanza bene, lucidi e morbidi.

Maschera balsamo post-shampo al lime e limone
Fase A
Acqua a 100
Glicerina 10
Acido lattico in sol 90% 1.5
Inulina 2
Fase B
Stearamidopropyl dimethylamine 5
Esterquat 5
Cetyl palmitato 6
Oliwax 3
Olio di lino 5
Burro di limone 2
Burro di lime 2
Burro di cupuaco 1.5
Olio d’oliva 2.5
Fase C
Pantenolo 1
Proteine quaternizzate del latte 2
Phenonip 0.5
OE limone 15gtt, OE lime 10gtt, Vaniglia GlamourCosmetic 2gtt, OE geranio 1gtt

Come si fa?
Preparo la soluzione di acqua e acido lattico, aggiungo la glicerina e l’inulina e metto il becher a bagnomaria sul fuoco.
Metto anche il becher con la fase grassa sul fuoco e al raggiungimento della temperatura verso la fase grassa dentro quella acquosa, frullando fino a sbiancamento.
Lo tratto come se fosse un balsamo, quindi non frullo più ma mescolo fino a raffreddamento. Controllo il pH della fase C e lo porto a 5 con una goccia di lattico, le stearamidopropyl dimethylamine non amano variazioni di pH e gli ingredienti vanno aggiunti al pH in cui è il balsamo.
Aggiungo la fase c lentamente, mescolando e metto da parte. Dopo circa una settimana la crema sarà densa da vasetto. Ho usato il cetyl palmitate perché ne ho ancora mezzo chilo da eliminare, al suo posto potete usare cetilico, che renderebbe la crema certamente meno budinosa. L’Oliwax non credo si trovi, al suo posto potete usare altro cetilico o cetilstearilico, per un totale di 9 cere addensanti. Sembrano tante ma non lo sono, le stearamidopropyl dimethylamine danno balsami liquidissimi e io volevo una maschera da vasetto, quindi questa è la quantità che ho trovato per ottenere una consistenza densa.
Il burro di lime e di limone sono burri di campionatura, sono burro di karitè addizionato ad olio essenziale, quindi potete sostituire i burri agrumati con un 4% di burro di karitè. Il burro di cupuacu è simile al cacao, un po’ più duro e secco, potete sostituirlo con quest’ultimo.
La profumazione l’ho scelta per accordarsi ai burri usati, molto profumati, e allo shampoo alla birra, ma si sposa bene anche con quella all’avena o con prodotti al cioccolato.
Io ho usato grassi che piacciono ai miei capelli, la faccio una volta a settimana, solitamente nel we, dopo lo shampoo ne spalmo una noce su tutti i capelli partendo dalle spalle e insistendo sulle punte, lascio in posa 5 minuti e lavo. Anche se è abbastanza grassa non lascia residui, i capelli risultano morbidissimi e lucidi, senza nodi e setosi.
É un prodotto corposo e pesante, ci sono parecchi grassi per essere un post shampoo e molti condizionanti, quindi va bene per chi ha capelli davvero secchi, per tutti gli altri potrebbe risultare pesante.

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Questa maschera è il top con lo shampoo alla birra, riprende bene l’odore dello shampoo e funge sia da balsamo che da maschera quando non ho avuto tempo di fare l’impacco pre-lavaggio, la sconsiglio dopo un impacco pre-shampoo perché è i capelli potrebbero sembrare unti.

Fluido anticrespo
Fase A
Acqua
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.5
Idrossietilcellulosa ad alta viscosità 1.20
Inulina 1.00
Fase B
Cetrimonium chloride 1.50
Coco caprylate 0.80
Cetiol sensoft 0.60
Ethylhexyl stearate 0.40
Tocoferolo 0.20
Phenonip 0.40
Fragranza 40 gtt
Fase C
Pantenolo in soluz. al 75% in acqua 0.75
Polyquaternium 7 0.20
Colorante rosso in gel 1gtt

Come si fa?
Ho scaldato l’acqua a circa 60° e versato guar, gelificante e inulina a pioggia, frullato e lasciato raffreddare mescolando. Ho preparato la fase B mescolando i grassi al centrimonium chloride.
Ho versato tutta la fase B nel gel, prima mescolando poi frullando. Ho unito la fase C e rifrullato.
Attenzione alla pesata, una volta mi è scappato 0.30 di grasso in più ed è riaffiorato dopo qualche mese.

Ho fatto questo fluido copiandolo pari-pari da quello di Lola, adattandolo alle mie esigenze e a un paio di ingredienti che non avevo. La consistenza è liquidina, ma non completamente fluida, io ho usato un gelificante ad alta viscosità rispetto a quello suggerito dalla ricetta e mi rimane sempre un po’ più denso.
È eccezionale e ne uso a vagonate, al link trovate tutte le recensioni e la ricetta originale.
Io lo uso sia a capelli umidi che dopo l’asciugatura, ne utilizzo circa mezzo cucchiaino, per volta e ripasso con una spruzzata sulle punte, lascia i capelli morbidi, lucidi, senza nodi e aiuta tantissimo con il crespo.
Sui miei capelli non trovo unga o lasci residui, credo sia uno dei migliori prodotti per la piega che abbia mai provato, se avete i capelli lisci o un mosso che volete liscio provate a riprodurlo, è davvero di semplice esecuzione e svolge un ottimo lavoro.
Con questo fluido riesco ad ottenere un liscio naturale, non a spaghetto, solo con asciugacapelli e spazzola, cosa mai successa con altri prodotti anche commerciali.
Non ho messo la fragranza perché l’ho già rifatto 3 volte e la profumo a seconda dell’estro momentaneo, quella che sto usando ora è un fiorito in cui dominano agrumi e gelsomino. Profumatela tanto perché l’odore resta sui capelli e si sente fino al lavaggio successivo.

Questa era la seconda parte della mia hair-care, mancano la parte sulle maschere fresche e un paio di leave-in per i capelli ricci.

Spero che i prodotti vi siano piaciuti ^_^ Alla prossima!

Maschera, shampoo e balsamo per capelli secchi e trattati

Ciao a tutti!
Finalmente, dopo tantissimo tempo, sono riuscita a scrivere un nuovo post e strutturare una serie dedicata solo ai capelli. Avevo accennato in uno degli ultimi post di aver spignattato parecchio in questi mesi, ma purtroppo impegni vari mi hanno tenuta lontana dal blog, sia fisicamente che mentalmente.

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Questo post è nato dall’esigenza di parlavi della mia nuova routine, a marzo mi sono decolorata i capelli, da un borgogna scuro sono passata a un’arancione fluo e adesso mi sono fermata su un rosso acceso caldo destinato prima o poi a diventare un platino/grigio/viola.
Decolorare dopo anni di uso di hennè non è stato facilissimo, sono servite più decolorazioni eseguite da un parrucchiere, la lawsonia si fissa al capello e se avete intenzione di fare un cambiamento drastico come il mio vi consiglio un professionista, un pomeriggio libero, tanti soldi e nessuna paura. Perché paura? Dopo un trattamento del genere per quanto sia bravo il parrucchiere i capelli saranno molto secchi, un po’ sfibrati e meno lucidi rispetto a prima.
Ho aspettato molto tempo prima di affrontare l’argomento, tra test di prodotti e routine completamente cambiata ho dovuto trovare la quadratura per riuscire a fare convivere tinte chimiche e spignatti che riuscissero a rendere guardabile una chioma un po’ rovinata.
Qual è lo stato attuale dei miei capelli al naturale? Abbastanza secchi, un po’ crespi, poco mossi e con la tendenza a sviluppare nodi.
I capelli sono cellule morte, non si possono nutrire, si può solo aiutare l’aspetto estetico e farli apparire più lucidi e meno sfibrati, usare prodotti specifici per farli annodare meno. Io uso prodotti senza siliconi per le cure abituali perché trovo che la chioma si appesantisca meno, i balsami e gli shampoo con siliconi alla lunga li trovo troppo pesanti e necessitano di più lavaggi per essere rimossi completamente.
Tutti i prodotti che troverete su questa serie seguono questa linea, i capelli non si curano ma proviamo a renderli belli, sono tutti testati da mesi, la maschera è quella che uso in modo più discontinuo perché preferisco farne di fresche un po’ meno grasse, lo shampoo e il balsamo li uso circa da maggio e li alterno con altri due prodotti di cui vi scriverò prossimamente.

1

Maschera burrosa pre-shampoo cocco e cioccolato
Fase A
Gel ai semi di lino denso a 100
Glicerina 3
Fase B
Olio di cocco 15
Olio d’oliva 10
Olio di lino 5
Burro di mango 5
Salvacosm 9010 0.8
Olivem 1000 5
Alcol cetilico 1.5
Behentrimonium chloride 1.5
Fase C
Pantenolo in soluzione al 75% 1
Proteine quaternizzate della seta 2
Fragranza Dark Chocolate, fragranza Cocco Savon

Come si fa?
Preparo il gel ai semi di lino la sera prima, ne faccio uno abbastanza denso facendo bollire i semi qualche minuto e lasciandoli in infusione tutta la notte. Filtro con una calza (collant) pulita, aggiungo la glicerina, metto entrambe le fasi sul fuoco e raggiunta la temperatura per emulsionare verso la fase grassa dentro quella acquosa, frullando fino a sbiancamento e mescolando fino a raffreddamento completo.
Una volta fredda aggiungo la fase c e invasetto.
Questa crema mi viene quasi sempre bollosa, non ne faccio mai più di 100 grammi per motivi di conservabilità, appena emulsionata diventa densissima e se non tengo il minipimer schiacciato sul fondo del becher il prodotto ingloba aria e assume un aspetto un po’ spugnoso.
Quella che vedete in foto è venuta un po’ grumosa per un raffreddamento troppo rapido, ma ho voluto pubblicarla ugualmente perché lo ritengo un prodotto davvero valido se avete i capelli molto secchi.
Si può omettere il condizionante e abbassare un po’ il cetilico, io li metto perché aiutano l’emulsione rendendola più densa. Un altro modo per ottenere consistenza senza cetilico è utilizzare burri idrogenati come il mandorla o l’avocado.

2

Io la uso una volta ogni 15/20 giorni più o meno, la spalmo sui capelli umidi su tutte le lunghezze insistendo sulle punte e la tengo in posa mezz’ora o un’ora a seconda del tempo a disposizione. Si lava bene, ma servono un paio di passaggi di shampoo per togliere tutto. Lascia i capelli lucidi e mi piace parecchio quando voglio tenere i capelli mossi/ricci. Se la tinta è fatta di fresco tende a farla sbiadire, quindi preferisco usarla sempre un paio di lavaggi prima di rifare il colore.
Nella versione originale, che ho preso da qui, sono presenti un po’ più grassi, a volte faccio quella e trovo funzioni anche meglio, ma ho sempre paura che si separi e non usandola spesso preferisco questa la versione con meno grassi.

Shampoo birra e miele
Fase A
Birra a 100
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Glicerina 2
Miele 3
Fase b
Sles senza formaldeide 25
Decyl glucoside 5
Disodium cocoamphodiacetate 4
Cocamidopropyl betaine 15
Fase C
GC-Pearl 5
Polyquaternium 7 1
Proteine quaternizzate della seta 1.5
Sale di epsom 0.5
Salvacosm PC 0.5
OE arancio dolce, fragranza Vaniglia Glamour Cosmetics, fragranza Vanillina Glamour Cosmetics, OE geranio sporcatura (1gtt in 100gr), OE ylang ylang sporcatura (1gtt in 200gr).
Colorante giallo in gel qb

Come si fa?
Ho fatto sgasare una birra chiara una notte in frigo. Una volta pronta ho versato glicerina, miele e guar a pioggia e frullato.
Ho aggiunto tutti i tensioattivi nell’ordine della ricetta, frullato e corretto il pH con qualche goccia di acido lattico per portarlo a 5. Per ultimo ho aggiunto la fase C, rifrullato e profumato.
La birra ha un odore particolare, non si copre, si sposano bene poche profumazioni usate in quantità abbondante. Io ho provato a tenermi sugli agrumati e la vaniglia e mi piace parecchio come si sposano, ho usato circa lo 0.8/1 di oli essenziali senza perderne di consistenza.

3

Uso questo shampoo da aprile, ho fatto i canonici 100 grammi per testarlo e ne ho rifatto circa un chilo che sto ancora usando. Non ho avuto nessun problema con la conservazione, il mio terrore più grande era che il prodotto fermentasse, invece ha retto bene e in sette mesi non ha cambiato odore, colore e consistenza. Il colore lo da in parte la birra, io ne ho usata una chiara, che rende il prodotto giallino chiaro, l’ho corretto con un paio di gocce di colorante giallo in gel per ottenere un giallo/oro acceso.
Ho preso spunto dal Cynthia Sylvia Stout (A tutta birra) di Lush, loro usano la birra al posto dell’acqua e volevo capire in cosa differisse da uno shampoo normale. A posteriori direi poco, non trovo grosse differenze tra il prodotto con e senza birra, è un ingrediente che trovo molto poetico e su cui si trova la qualunque utilizzato sui capelli, ma io non ho notato niente di magico o irripetibile se al posto dell’alcool si usa acqua.
Lo shampoo è molto denso, come un commerciale, fa una buona schiuma, si spande bene, è poco districante ed è lavante pur rimanendo abbastanza delicato, tanto da essere riuscita ad usarlo quest’estate con un accenno di dermatite. La SAL è circa 16, poco più alta di quella che si usa normalmente negli shampoo spignattati (10/15), se volete tenerla un po’ più bassa abbassate di qualche grammo la betaina, portandola a 10/12, ne risentirà un po’ la densità e reggerà meno profumazione. Io lo uso senza problemi per i lavaggi frequenti, ma lo alterno a uno shampoo all’avena dalla sal più bassa e un po’ più delicato e condizionante.
Il sale di epsom da un po’ di volume, ma non mi fa una chioma leonina, il giusto per bilanciare l’effetto dei condizionanti.
Mi trovo molto bene con questo shampoo, salvo l’appunto sulla birra non cambierei niente, ho fatto prove sostituendo qualche tensioattivo ma nessuna mi ha soddisfatta e sono tornata a questo, che mi piace sia come potere lavante per i mascheroni come quello che trovate sopra, sia per i lavaggi abituali. Se volete togliere o modificare qualcosa mi raccomando solo di non togliere il perlante se tenete lo stesso mix di tensioattivi, senza il prodotto diventa troppo aggressivo.
Se non avete una cute super-delicata o i capelli molto ricci ve lo consiglio anche se avete capelli grassi, non avendo molti condizionanti non sporca i capelli velocemente e mantiene la cute pulita a lungo.

Balsamo da flacone
Fase A
Acqua
Gel ai semi di lino 10
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Glicerina 2
Fase B
Behentremonium chloride 4
Esterquat 2
Alcol cetilstearilico 3
Olio di cocco 0.5
Olio di karitè 1
Fase C
Proteine quaternizzate della seta 2
Polyquaternium 7 1
Pantenolo 1
Phenonip 0.7
Profumazione Dark Chocolate e OE arancio dolce 0.8

Ho preparato il gel ai semi di lino come nella ricetta della maschera.
Ho preparato la fase a come per lo shampoo, messo il becher sul fuoco e a 80/85° ho versato tutta la fase grassa dentro quella acquosa, mescolando un minuto per far sciogliere il cetilico.
Ho tolto dal fuoco, frullato fino a sbiancamento e mescolato fino a raffreddamento totale. A balsamo freddo aggiunto la fase c, solo mescolando.
A differenza delle creme il balsamo non acquista densità se frullato dopo essere stato emulsionato, anzi tende a perderla, se lo frullate a caldo diventa acqua, a freddo regge meglio ma spesso mi si è un po’ liquefatto, quindi in genere preferisco mescolare bene e a lungo senza dare la frullatona finale.
La consistenza finale del prodotto è fluida, liquido da flacone senza scivolare dalle mani. Non acquista molta densità nei mesi e rimane sempre piuttosto fluido.
Io ne uso tre/quattro pompate per tutti capelli partendo dalle spalle, lo tengo in posa un paio di minuti e sciacquo. È molto districante, la quantità di condizionante è elevata, quindi funziona bene sui capelli secchi e mossi, su capelli grassi e lisci tende ad appesantire e va usato con le pinze. Io ho capelli sottili e me lo faccio andare bene perché ho un nido di serpi in testa, ma anche sui capelli fini tende ad appesantire abbastanza.
Ho abolito anche qua le proteine idrolizzate, preferisco mettere fissativi nei leave-in che uso prima dell’asciugatura, lasciando al balsamo solo funzione districante.
I capelli dopo l’uso sono perfettamente districati, è una manna con la piega liscia ma non mi affloscia la chioma così tanto da non poter essere utilizzato prima di una piega riccia, se avessi i capelli meno secchi probabilmente terrei i condizionanti più bassi o lascerei questo prodotto solo quando voglio li voglio lisci.

Questa era parte della mia hair-care per capelli disperati, mancano lo shampoo all’avena delicato di cui vi ho accennato sopra, una maschera/balsamo post-shampoo e un paio di prodotti per leave-in che leggerete sui prossimi articoli.
Voi che prodotti usate sui capelli trattati? Sono sempre alla ricerca di commerciali da copiare e non mi spaventano i siliconi, quindi qualsiasi consiglio è bene accetto :D

Spero che questo post vi sia piaciuto ^_^ Alla prossima!

L’Avena Poetica – Maschera nutritiva avena e banana

Una maschera fresca! YE.
Vi ricordate quella rubrica sulle maschere fresche iniziata giugno? Il blog poi è sprofondato là dove dormono i Grandi Antichi per qualche mese e niente, la rubrica si è persa.
Ho deciso di riprenderla in mano con una maschera un po’ particolare per me, un prodotto nutritivo e lenitivo. Credo di avervi già accennato dei cambiamenti della mia pelle, negli ultimi mesi non è più unta come una padella e ha manifestato segni di secchezza. Come osi tu, pelle?
Questa è una delle maschere che ho sperimentato durante il periodo estivo e sto usando anche ora che fa più fresco. Ho preso spunto dalla maschera Lush Avena Poetica dopo averne provato un paio di campioncini.
La dose è per 75gr e ne risultano circa 5 applicazioni, sono scettica sulla conservazione, io l’ho tenuta per un paio di settimane in frigorifero, usandola, e non ha subito variazioni di odore e colore (non è diventata marrone), ma preferisco comunque farla e spalmarla al momento.

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Farina d’avena 20gr
Glicerina 20gr
Banana non morbidissima 20gr
Burro di karitè 5gr
Caolino 5gr
Ossido di zinco 3gr
Farina di mandorle 2gr
Estratto di vaniglia 2gtt
Succo di limone 2gtt
Colorante giallo qb

Come si fa?
Ho schiacciato la banana e ho aggiunto una goccia di succo di limone per evitare che ossidasse all’istante. Ho sciolto al microonde per pochi secondi il burro di karitè, l’ho mescolato al resto degli ingredienti umidi e li ho aggiunti agli ingredienti secchi, mescolando. Ho aggiunto anche un po’ di colorante giallo in gel, la mia era venuta bianchissima, è ovviamente opzionale.
Deve risultare una pasta morbida, molto appiccicosa e gommosa.
Per schiacciare la banana uso una forchetta di plastica o una paletta di legno, vi sconsiglio di frullarla o scurisce abbastanza velocemente.

Ingredienti:
Senza farvi la lista, gli ingredienti fondamentali sono farina d’avena, banana, caolino (poco) e il grasso. Tutto il resto è un surplus che serve a rendere il prodotto più lenitivo, spalmabile e leggermente più idratante. Ho provato a sostituire la farina con i fiocchi ma se non li macinate molto bene rischiate di scorticarvi il viso. Quella che vedete in foto è fatta coi fiocchi, ma io preferisco decisamente quella con la farina, il composto risulta più omogeneo.
Quasi sempre ometto la farina di mandorle, lo scrub al viso mi piace ma ho settordici scrub aperti e almeno la maschera voglio tenerla normale.
La glicerina è sostituibile da acqua o latte (anche vegetale) solo se non avete intenzione di conservarla, lo zinco omissibile ma aiuta molto con i rossori.
Il burro di karitè è sostituibile a un olio o burro a scelta, non mettete più 5 grammi di burro, scendete anche a 3 se si tratta di olio molto pesante, o la maschera risulterà molto unta. Io ho usato olio di canapa, cartamo, oliva, burro di mango ecc.

Come, cosa, quando?
L’uso non è esattamente for dummies, funziona un po’ come le paste lavaviso di Lush e non si spalma in modo omogeneo se prima non la bagnate.
Ne stacco un pezzo, lo inumidisco velocemente sotto l’acqua e lo spalmo sul viso già bagnato, uno strato sottile o per toglierla ci si mettono ore, la tengo in posa una quindicina di minuti, lavo con una spugnetta e tampono il viso.

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Una volta eliminato il prodotto la pelle è morbida, lenita, liscissima e compatta. E per nulla unta. Vorrei soffermarmi sul pelle liscissima :D E’ una cosa che mi succede raramente con altre maschere, è come se il viso fosse vellutato. Non fa nulla contro le imperfezioni, non secca, se avete punti neri o brufoli restano li e se la pelle è davvero secca dopo il lavaggio vi servirà comunque l’applicazione di una crema o di un siero. Io di solito uso la mia crema lenitiva o un siero.
Nonostante la consistenza blobbosa e la non facilità d’uso è una maschera che mi piace tantissimo e mi ha stupita, la faccio spesso tenendo come base la farina d’avena, aggiungendo a volte anche mezzo cucchiaino di gel ai semi di lino o di miele.
Non la consiglio a una pelle molto unta o con molte imperfezioni, ma per una normale, mista o non troppo secca potrebbe essere un buon prodotto.

Se non avete bilancine di precisione e volete fare la versione da fare e usare vi passo la ricetta che uso per un’applicazione, la procedura per farla è identica a quella della maschera da 75gr:

Glicerina 1 cucchiaino
Banana un cucchiaio (circa 3 rondelle)
Burro di mango (o burro di karitè o 3gtt di olio a scelta) mezzo cucchiaino
Estratto di vaniglia 1gtt (per il profumo quindi omissibile)
Caolino mezzo cucchiaino
Ossido di zinco mezzo cucchiaino
Farina d’avena 1 cucchiaio

Questa versione è molto meno densa rispetto all’originale, più facile da stendere, ma resta ugualmente molto funzionale a livello di nutrimento e lenisce davvero bene.

Spero che questa maschera vi sia piaciuta, se la rifate o ne usate una simile fatemelo sapere nei commenti ^_^ Alla prossima!