Shampoo all’avena, balsamo maschera burri e agrumi e fluido anticrespo per capelli trattati e spenti

Ciao a tutti!
Ecco la seconda puntata della serie dedicata ai capelli ^_^
Vi avevo già anticipato qualche prodotto nel primo post, in questo finirò la parte relativa al lavaggio e introdurrò uno dei primi due leave-in che uso per la piega.
Come spiegato nel primo post i miei capelli sono trattati (tinti) e a volte faccio piega liscia con asciugacapelli e piastra, quindi sono abbastanza secchi è un po’ rovinati. Avevo dimenticato nel primo post di scrivere che la mia chioma arriva quasi in fondo alla schiena, quindi abbastanza lunga e ingestibile :D

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Shampoo delicato avena e agrumi
Acqua 100
Glicerina 3,00
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Miele 4,00
Inulina 2,00
Gomma xantana normale 0.3
Sles 10
Lauryl glucoside 10
Sodio Cocopoliglucosio Tartrato 8
Disodium cocoamphodiacetate 3
Cocamidopropyl betaine 10
Trimetilglicina 4
Tintura madre di avena 2
Proteine quaternizzate del latte 2
Phenonip 0.5
Fragranza Orange Blossom Gracefruit, Oe limone, Oe rosmarino
Colorante viola e blu un gel qb

Come si fa?
Preparo il gel di xantana e guar, predisperdendo le gomme nella glicerina e aggiungendo l’acqua della ricetta. Aggiungo miele e inulina e frullo.
Aggiungo i tensioattivi al gel come nell’ordine della ricetta, scaldando pochissimo il lauryl glucoside per renderlo liquido, mescolo e come ultima cosa frullo. Controllo il pH e lo porto tra 5 e 6 con acido lattico (ne bastano poche gocce).
Aggiungo la restante fase C, un ingrediente alla volta mescolando, e prima di profumare rifrullo.
La consistenza è liquida ma non scivola dalle mani, per evitare che lo shampoo smolli molto aggiungo la profumazione in più fasi, di solito inserisco uno 0.5, frullo, aspetto fino al giorno dopo e aggiungo altra profumazione se necessario.
Il colore l’ho ottenuto con un mix di blu e una punta di viola di colorante alimentare in gel, il miele che ho usato era molto chiaro, idem la tintura madre, quindi il colore dello shampoo risultava un giallo molto tenue, che sono riuscita a coprire bene.

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Con questo shampoo mi trovo molto bene, è delicatissimo, abbastanza condizionante, fa una schiuma media ed è l’ideale per lavaggi frequenti. Nonostante abbia meno condizionanti di quello alla birra trovo annodi meno i capelli, quindi quando lo uso utilizzo il balsamo o la maschera solo sulle punte. Non ha un super potere lavante, nel senso che non riesce a togliere tutti i residui degli impacchi oleosi o maschere veramente grasse, ma lava bene, in modo molto delicato, perfetto per lavaggi frequenti o da alternare a uno più aggressivo.
L’avena funziona? Non ne sono sicura, ma credo che il mix di tensioattivi delicati, il miele, l’estratto e la betaina anidra aiutino a rendere il prodotto molto dolce.
Dopo l’uso i capelli sono districati abbastanza bene, lucidi e morbidi.

Maschera balsamo post-shampo al lime e limone
Fase A
Acqua a 100
Glicerina 10
Acido lattico in sol 90% 1.5
Inulina 2
Fase B
Stearamidopropyl dimethylamine 5
Esterquat 5
Cetyl palmitato 6
Oliwax 3
Olio di lino 5
Burro di limone 2
Burro di lime 2
Burro di cupuaco 1.5
Olio d’oliva 2.5
Fase C
Pantenolo 1
Proteine quaternizzate del latte 2
Phenonip 0.5
OE limone 15gtt, OE lime 10gtt, Vaniglia GlamourCosmetic 2gtt, OE geranio 1gtt

Come si fa?
Preparo la soluzione di acqua e acido lattico, aggiungo la glicerina e l’inulina e metto il becher a bagnomaria sul fuoco.
Metto anche il becher con la fase grassa sul fuoco e al raggiungimento della temperatura verso la fase grassa dentro quella acquosa, frullando fino a sbiancamento.
Lo tratto come se fosse un balsamo, quindi non frullo più ma mescolo fino a raffreddamento. Controllo il pH della fase C e lo porto a 5 con una goccia di lattico, le stearamidopropyl dimethylamine non amano variazioni di pH e gli ingredienti vanno aggiunti al pH in cui è il balsamo.
Aggiungo la fase c lentamente, mescolando e metto da parte. Dopo circa una settimana la crema sarà densa da vasetto. Ho usato il cetyl palmitate perché ne ho ancora mezzo chilo da eliminare, al suo posto potete usare cetilico, che renderebbe la crema certamente meno budinosa. L’Oliwax non credo si trovi, al suo posto potete usare altro cetilico o cetilstearilico, per un totale di 9 cere addensanti. Sembrano tante ma non lo sono, le stearamidopropyl dimethylamine danno balsami liquidissimi e io volevo una maschera da vasetto, quindi questa è la quantità che ho trovato per ottenere una consistenza densa.
Il burro di lime e di limone sono burri di campionatura, sono burro di karitè addizionato ad olio essenziale, quindi potete sostituire i burri agrumati con un 4% di burro di karitè. Il burro di cupuacu è simile al cacao, un po’ più duro e secco, potete sostituirlo con quest’ultimo.
La profumazione l’ho scelta per accordarsi ai burri usati, molto profumati, e allo shampoo alla birra, ma si sposa bene anche con quella all’avena o con prodotti al cioccolato.
Io ho usato grassi che piacciono ai miei capelli, la faccio una volta a settimana, solitamente nel we, dopo lo shampoo ne spalmo una noce su tutti i capelli partendo dalle spalle e insistendo sulle punte, lascio in posa 5 minuti e lavo. Anche se è abbastanza grassa non lascia residui, i capelli risultano morbidissimi e lucidi, senza nodi e setosi.
É un prodotto corposo e pesante, ci sono parecchi grassi per essere un post shampoo e molti condizionanti, quindi va bene per chi ha capelli davvero secchi, per tutti gli altri potrebbe risultare pesante.

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Questa maschera è il top con lo shampoo alla birra, riprende bene l’odore dello shampoo e funge sia da balsamo che da maschera quando non ho avuto tempo di fare l’impacco pre-lavaggio, la sconsiglio dopo un impacco pre-shampoo perché è i capelli potrebbero sembrare unti.

Fluido anticrespo
Fase A
Acqua
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.5
Idrossietilcellulosa ad alta viscosità 1.20
Inulina 1.00
Fase B
Cetrimonium chloride 1.50
Coco caprylate 0.80
Cetiol sensoft 0.60
Ethylhexyl stearate 0.40
Tocoferolo 0.20
Phenonip 0.40
Fragranza 40 gtt
Fase C
Pantenolo in soluz. al 75% in acqua 0.75
Polyquaternium 7 0.20
Colorante rosso in gel 1gtt

Come si fa?
Ho scaldato l’acqua a circa 60° e versato guar, gelificante e inulina a pioggia, frullato e lasciato raffreddare mescolando. Ho preparato la fase B mescolando i grassi al centrimonium chloride.
Ho versato tutta la fase B nel gel, prima mescolando poi frullando. Ho unito la fase C e rifrullato.
Attenzione alla pesata, una volta mi è scappato 0.30 di grasso in più ed è riaffiorato dopo qualche mese.

Ho fatto questo fluido copiandolo pari-pari da quello di Lola, adattandolo alle mie esigenze e a un paio di ingredienti che non avevo. La consistenza è liquidina, ma non completamente fluida, io ho usato un gelificante ad alta viscosità rispetto a quello suggerito dalla ricetta e mi rimane sempre un po’ più denso.
È eccezionale e ne uso a vagonate, al link trovate tutte le recensioni e la ricetta originale.
Io lo uso sia a capelli umidi che dopo l’asciugatura, ne utilizzo circa mezzo cucchiaino, per volta e ripasso con una spruzzata sulle punte, lascia i capelli morbidi, lucidi, senza nodi e aiuta tantissimo con il crespo.
Sui miei capelli non trovo unga o lasci residui, credo sia uno dei migliori prodotti per la piega che abbia mai provato, se avete i capelli lisci o un mosso che volete liscio provate a riprodurlo, è davvero di semplice esecuzione e svolge un ottimo lavoro.
Con questo fluido riesco ad ottenere un liscio naturale, non a spaghetto, solo con asciugacapelli e spazzola, cosa mai successa con altri prodotti anche commerciali.
Non ho messo la fragranza perché l’ho già rifatto 3 volte e la profumo a seconda dell’estro momentaneo, quella che sto usando ora è un fiorito in cui dominano agrumi e gelsomino. Profumatela tanto perché l’odore resta sui capelli e si sente fino al lavaggio successivo.

Questa era la seconda parte della mia hair-care, mancano la parte sulle maschere fresche e un paio di leave-in per i capelli ricci.

Spero che i prodotti vi siano piaciuti ^_^ Alla prossima!

Summer hair care – Shampoo antiforfora, shampoo delicato alla pera e balsamo rosa e gelsomino

Come vi avevo anticipato nel primo capitolo, questo post tratterà i prodotti che hanno fatto parte della mia routine estiva e che sto tutt’ora utilizzando. Lo so che sono fuori tempo massimo, ma non si tratta di prodotti esclusivamente estivi, sono solo più leggeri e lavanti rispetto a quelli che uso normalmente, quindi penso possano essere carini per chi si è appena avvicinato all’autoproduzione e vuole qualcosa simil-commerciale.

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In questa parte vi presenterò il balsamo e due shampoo che ho utilizzato in questi ultimi mesi.

Il primo shampoo è un’antiforfora ed è la punta di diamante del post. È un prodotto che mi ha dato enormi soddisfazioni e che pur lavando bene rimane molto delicato e non irrita la cute.
La ricetta non è farina del mio sacco, ma ho preso spunto da questa

Shampoo antiforfora
Acqua 100
Glicerina 2
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.10
Inulina 2
Miele 2
Sles 25
Lauryl glucoside 8
Disodium cocoamphodiacetate 5
Coco glucoside & glyceryl oleate 2
Cocamidopropyl betaine 10
Perlante 5
Piroctone olamine 0.50
Acido salicilico 0.50
Alcol buongusto 0.50
Phenonip 0.5
Proteine quaternizzate della seta 2
Poliquaternium 7 1
Fragranza: Rosa rossa Glamour Cosmetics 10gtt, Vaniglia Glamour Cosmetics 3gtt, Gelsomino Gracefruit 5gtt, Oe mandarino verde 5gtt

Come si fa?

Per prima cosa ho fatto sciogliere piroctone olamine e acido salicilico nell’acool.
Successivamente ho preparato la fase acquosa, ho sciolto glicerina e miele nell’acqua, disperso a pioggia il guar hydroxypropyltrimonium chloride e ho frullato per rendere omogeneo il composto.

Ho aggiunto all’acqua tutti i tensioattivi eccetto la betaina e ho frullato.
Ho aggiunto betaina e perlante, mescolando il composto è diventato densissimo, quasi un blob, ma aggiungendo la soluzione alcool, piroctone e salicilico si è leggermente fluidificato.
Per ultimi ho aggiunto proteine, polyquaternium 7, conservante e fragranza, frullando il tutto per omogeneizzare il composto.
La versione originale prevede il mentolo, che sono sicura renderebbe il prodotto più fluido. A me personalmente gli shampoo al mentolo non piacciono molto, ma in un prodotto del genere credo sia una buona idea per rinfrescare la cute.
Il risultato finale è molto denso e schiumogeno, lava bene ma non secca i capelli, che grazie ai condizionanti sono resi pettinabili.
Ho provato questo shampoo tutto agosto e settembre, perché causa stress e caldo mi si era presentata una fastidiosa forforina secca, con conseguente prurito alla cute. Quando si presenta questo problema di solito sparisce da solo nel giro di un mese, in questo caso la forfora è sparita nel giro di 3/4 lavaggi, idem il prurito, la cute è tornata alla normalità nel giro di 10 giorni.
Per me è super promosso, credo ne terrò sempre un flacone di scorta se dovesse ripresentarsi la malefica.

Sostituzioni:
Potete omettere il miele, a me piace nei prodotti per capelli, ma non è indispensabile, fa più poesia.
Terrei identica la base lavante, per me è molto buona così e modificando qualche tensioattivo il prodotto potrebbe risultare diverso. Vi consiglio di partire dall’originale che vi ho linkato poco sopra e modificare eventualmente qualcosa a seconda delle vostre esigenze.
Piroctone olamine e acido salicilico sono indispensabili, sono gli attivi antiforfora, quindi se li omettete avrete un prodotto completamente diverso. Per approfondimento.

Le proteine sono sostituibili da altre proteine quaternizzate.
Il polyquaternium non è sostituibile, aiuta a rendere più districante lo shampoo. Se lo omettete lo shampoo cambia tantissimo, quindi vi consiglio di utilizzarlo.
Il perlante non è sostituibile, si può omettere, ma è d’aiuto nell’addolcire la formula, quindi se lo omettete considerate che avrete un prodotto molto diverso.

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Shampoo delicato gelsomino e pera
Acqua 45
Glicerina 5
Gomma xanthana 0.7
Miele 3
Inulina 2
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.10
FASE B
Decyl glucoside 15
Lauryl glucoside 13
cocamidopropyl betaine 10
FASE C
Pantenolo 2
Proteine quaternizzate della seta 2
Phenonip 0.5
Profumazione: Estratto liquido pera 100% 13gtt, fragranza gelsomino Gracefruit 7gg,

La ricetta è presa da qui, per gentile concessione di Piccante ^_^
Il procedimento è lo stesso dello shampoo antiforfora.
Il risultato finale è un prodotto semi-liquido, mediamente schiumogeno, ottimamente lavante, ma delicato.
La ricetta andrebbe un po’ rivista per una questione di densità, ma con questo shampoo mi ci sono trovata benissimo. Ci sono pochi condizionanti, quindi i capelli hanno bisogno di un balsamo per essere resi più pettinabili.
È delicatissimo sulla cute, lo sto usando da aprile ed è LO shampoo delicato che alterno a prodotti più aggressivi o lavanti.
Rende i capelli lucidi e morbidi, non appesantiti, e rimangono puliti per tre/quattro giorni.
Con questo prodotto si è trovato molto bene anche il mio ragazzo (cute grassa), quindi lo consiglierei anche a chi non ha una cute normale/secca, magari alternato a uno shampoo più lavante.

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Balsamo rosa e gelsomino
Acqua a 100
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Miele 3
Gel ai semi di lino 5
Esterquat 1.5
Behentrimonium chloride 2
Alcool cetilstearilico 4
Olio di cocco 0.5
Proteine quaternizzate del latte 1.5
Proteine del grano in polvere 0.3
Pantenolo 1
Cosgard 0.7
Profumazione: Rosa Rossa Glamour Cosmetics 5gtt, Tea Rose Gracefruit 5gtt, Gelsomino Gracefruit 10gtt

Il procedimento è lo stesso utilizzato in questa maschera.
Questo balsamo è stato pensato da utilizzare in combo con shampoo condizionanti, infatti districa e disciplina poco, serve solamente ad ammorbidire leggermente i capelli.
Lascia i capelli morbidi, non appesantiti e molto leggeri, non nutre molto e non unge.
Non è l’ideale per capelli molto mossi o ricci, io difficilmente lo utilizzo con shampoo che non contengono condizionanti.

Sostituzioni: Se sostituite il cetrimonium chloride al behentrimonium chloride avrete un balsamo ideale per cowash, quindi ancor meno districante, ma che appesantirà meno i capelli.
Miele e gsl sono omissibili, il primo serve un po’ a “nutrire” e ammorbidire il capello, il gel aiuta a condizionare, ma non fa miracoli. Sono entrambi ingredienti poetici e omissibili.
Pantenolo: non indispensabile in un prodotto a risciacquo, ma ogni tanto mi piace metterlo nei balsami.
Proteine quaternizzate e idrolizzate: le prime aiutano a condizionare, le seconde filmano maggiormente il capello, si possono sostituire con un qualsiasi tipo di proteine quaternizzate e idrolizzate in vostro possesso (riso, latte, miele, avena ecc.).

Vi avevo promesso questo prodotto nell’ultimo post… ma non vedrete la foto, l’ho terminato e ora sto usando un altro prodotto.
Questo non è esattamente un prodotto leave-in, era un spray che utilizzavo tutte le volte che volevo ammorbidire i capelli, lucidarli e profumarli.

Spray condizionante profumato
Acqua
Proteine quaternizzate della seta 0.5
Gel ai semi di lini molto liquido 10
Pantenolo 0.7
Arginina 0.3
Cosgard 0.6
Centrimonium chloride 1.5
Cetiol sensoft 0.5
Coco-caprylate 0.5
Olio di ricino 0.2
Fragranza 40gtt (bergamotto, arancio dolce, neroli, mandarino, saldalo, vaniglia, assoluta di cioccolato in proporzione variabile)
Acido lattico a pH 4.5

Come si fa?
Ho sciolto arginina, pantenolo e proteine nell’acqua, portato a ph 4.5/5 aggiunto tutta la fase grassa e frullato. Il composto è bifasico, quindi ogni volta che si usa va agitato.
Mi sono trovata bene ad utilizzarlo dopo la doccia, a capelli umidi, rende i capelli leggermente meno crespi, ma non appesantisce, non unge e lucida.
Io utilizzavo tre spruzzate per tutta la chioma e una per le punte, sfregandomi il liquido tra le mani prima di passarlo tra i capelli.
È un prodotto super-profumato, quindi l’ho considerato più in questa veste che non come leave-in vero e proprio, spruzzandolo ogni tanto anche solo per rinvigorire il profumo.

È una ricetta davvero scema, se volete replicarla vi consiglio al limite di omettere l’arginina se non l’avete, ma di mantenere il resto invariato.

Spero che queste ricette vi siano piaciute, alla prossima!

Summer hair care: Vanilla, coconut & almond hair mask

So che l’estate è agli sgoccioli, quindi proporvi questi articoli ora può sembrare un controsenso. Ma ho pensato che potrebbero essere utili per chi si sta avvicinando allo spignatto arrivando da commerciali non (o quasi) eco-bio, quindi un po’ più leggeri e preformanti di tante ricette che trovate solitamente qua sopra.
Questa serie tratterà unicamente i prodotti per capelli utilizzati durante il periodo estivo, quindi balsami e maschere leggeri, shampoo delicati e prodotti per lo styling leggerissimi.

fapfap

Questo prodotto è nato da un momento di mestizia in cui non riuscivo più a reggere le mie maschere pre-shampoo zeppe di oli, quindi ho provato a formularne uno che non richiedesse un tempo di posa eccessivo e si lavasse facilmente.

Acqua a 100
Glicerina 5
Inulina 2
Miele 3
Gel ai semi di lino 10
Behentrimonium chloride 3
Alcool cetilstearilico 6
Olio di cocco 10
Olio di macadamia 5
Polyquaternium 7 0.5
Pantenolo 2
Proteine della seta quaternizzate 2
Phenonip 0.6
Profumazione: Cocco savon Glamour Cosmetics 8gtt, Oatmeal, milk and honey Gracefruit 8gtt, Vaniglia Glamour Cosmetics 4gtt
Acido lattico in sol. 80% qb per pH 4.5/5

La preparazione è davvero semplice, per prima cosa preparo un gel ai semi di lino, la densità non è importante, il lavoro addensante lo farà l’alcool cetilstearilico.
Metto tutta la fase acquosa in un pentolino sul fuoco e porto a 80°. Tolgo dal fuoco e aggiungo tutta la fase grassa, mescolando. In pochi secondi si scioglie l’alcool cetilstearilico (si capisce perché l’acqua diventa lattiginosa), a quel punto frullo fino a sbiancamento.
Metto il pentolino in una bacinella di acqua fredda e mescolo fino a raffreddamento. Quando è freddo aggiungo proteine, pantenolo, polyquaternium 7, conservante e fragranza.
Il conservante è leggermente più alto vista la presenza di miele e gel di semi di lino, sconsiglio di conservare con il cosgard. Se avete solo quel conservante potete omettere i due ingredienti e aggiungerne un cucchiaino solo alla porzione di maschera che vi spalmerete in testa.
Il prodotto è molto denso da subito, tenderà ad addensare ulteriormente i giorni successivi, diventando un po’ più densa di quella della Omnia.

Mi trovo benissimo ad utilizzare questo procedimento con i balsami, lo faccio da mesi e non ho mai avuto problemi di separazione o altro. Ho notato di recente che lo consiglia anche Lola per la preparazione del suo balsamo.

Sostituzioni:
Behentrimonium chloride e alcool cetilstearilico sono entrambi sostituibili con il Btms a 7 (verrà un po’ meno densa), se vi manca solo il behentrimonium chloride potete sostituirlo con l’esterquat, tenendo comunque presente che in entrambi i casi la maschera sarà meno districante.
Potete sostituire le proteine della seta quaternizzate con altre proteine (latte, miele), anche idrolizzate, tenendo presente che queste ultime tendono ad indurire di più il capello.

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I miei capelli sono 2cFii e abbastanza lunghi, traduzione per chi non bazzica il forum di capelli di fata: li ho mossi a boccoli, molto fini e molto folti, lunghi circa 80cm.
Utilizzo questo balsamo surgrassato come una maschera, lo applico dopo lo shampoo sulle lunghezze tenendolo in posa 10/20 minuti. I capelli rimangono morbidissimi e disciplinati anche i giorni successivi al lavaggio, cosa che non mi capita con il balsamo che uso normalmente e con le maschere unte. Il prodotto si lava benissimo e non unge a patto di non applicarlo sulla cute.
Non mi ammazza assolutamente i boccoli, anzi rende i capelli più morbidi e pettinabili, meno cespugliosi quando mi sveglio al mattino.
La profumazione è molto dolce, sono partita da un cocco/vaniglia, la vaniglia speziata di Glamour Cosmetics, aggiungendo a prodotto già invasettato una punta di mandorla. Oatmeal, milk and honey a dispetto del nome non sa quasi per niente di miele, è una mandorla molto delicata e non troppo chimica. Il profumo finale del prodotto è molto dolce, sicuramente un po’ stucchevole se annusato dal barattolo, ma non fastidioso se tenuto in posa. Sono preponderanti vaniglia e cocco, si percepisce molto meno la mandorla, che si riconosce solo se si ha avuto modo di annusare la fragranza. L’odore rimane sui capelli anche un paio di giorni dopo il lavaggio.
Il grosso difetto del prodotto è che alla lunga il polyquaternium 7 potrebbe appesantire il capello, per questo credo che lo ometterò quando lo rifarò per l’inverno.

Dal papiro che ho scritto credo si sia capito che questa maschera mi sta piacendo parecchio e sicuramente sperimenterò altre varianti di maschere post shampoo.

Nel prossimo capitolo vi parlerò di shampoo e spray profumato, alla prossima ^_^

Miele per capelli – Maschera, balsamo e shampoo

Era da un po’ che sul blog non venivano postate ricette per capelli.
Ho usato il bieco mezzuccio di proporvi un trattamento, quando in realtà il master è lo shampoo. Il resto l’avete sicuramente già visto qua sopra, o su altri lidi spignattatori.
Bando alle ciance, parto con la prima ricetta, una maschera pre-shampoo, dal quantitativo di grassi leggermente inferiori rispetto alle mie, che più impacchi sembrano burri montati.

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1. Maschera lino, amla e miele
Mucillagini di lino e fieno greco a 100
Miele 10
Lecitina di soya 3
Inulina 2
Olio di cocco 10
Olio di soia 15
Behentrimonium chloride 1.5
Montanov 68 5
Proteine del grano in polvere 0.3 sciolte in
Proteine quaternizzate del latte 1
Phenonip 0.7
Fragranza al miele qb

Per i dettagli del procedimento vi rimando a questo splendido post.
Ho portato quasi a bollore mezzo litro d’acqua e versato semi di lino e fieno greco, non so dirvi esatte quantità, ma il gel ottenuto deve essere estremamente bavoso. Filtro con una calza, in modo da poter pestare bene i semi e ottenere il maggior quantitativo di gel possibile. Al quantitativo che mi occorre aggiungo lecitina, inulina e frullo benissimo. Non devono rimanere puntini di lecitina.
Attenzione a questo passaggio, la lecitina non si scioglie a crema finita e se non riuscite a lavorarla
bene prima rimarrà nella crema.
Finisco di preparare le fasi e porto a temperatura (70° per quella oleosa, quasi a bollore per quella acquosa) ed emulsiono. Mescolo ininterrottamente con una spatola fino a crema tiepida e aggiungo le proteine.
La crema è pappa per batteri, tra miele, proteine e gel vari consiglio di tenere il conservante un po’ più alto e di farne poca, 100gr vi basteranno per un mese se avete capelli lunghi.
Questo prodotto va bene solo pre-shampoo. Usato come balsamo o maschera da sciacquare e basta non va bene, è troppo unto.
La consistenza è morbida, si stende bene e non va lavorata come una crema ad alta percentuale di burri.

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2. Shampoo delicato al miele
Acqua 53.2
Guar h. cloride 0.1
Glicerina 2
Miele 5
Sles 15
Lauryl glucoside 5
Coco glugoside e glyceryl oleate 2
Disodium cocoamphodiacetate 4
Betaina 10
Sodium Lauroyl Tartrate 3
Perlante 5
Proteine del grano in polvere 0.1 sciolte in
Proteine del miele quaternizzate 2
Phenonip 0.5
Fragranza miele qb

Vi spiego il perché di questo shampoo, con quello di Lola mi trovavo abbastanza bene, ma aveva troppi condizionanti e mi faceva sporcare i capelli prima. Oltre a questo ho notato che lo slees sul lungo periodo non mi piace, secca troppo la cute e mi produce un po’ di forforina. Idem il sarcosinato, che mi ammazzetta i capelli e mi irrita la cute. Con questo ho provato ad utilizzare una piccola parte di sles unito ad un mix addoncente, pochi condizionanti che non uccidessero i ricci e qualche poesiola, vedi miele.

Come si prepara?

Verso miele, glicerina e guar h. cloride sull’acqua e frullo.
A parte sciolgo il lauryl glucoside e aggiungo il cocoglucoside e gliceril oleate. A questa pasta unisco la fragranza, tanta, è un detergente, intorno a 20 gocce che eventualmente limerò a detergente finito. Aggiungo i restanti tensioattivi, tranne betaina e tatrate, mescolando delicatamente. Al mix di detergenti aggiungo l’acqua, sempre mescolando delicatamente. A questo punto dovrebbe essere molto denso, aggiungo la betaina. Tempo pochi minuti e qualche mescolata dovrebbe raggiungere una consistenza molto gellosa.
E qui che aggiungo il sodium lauroyl tartrate, lentamente, che un po’ smolla.
Per ultime proteine (inseritele lentamente, smontano molto), perlante, conservante e, se serve, altra fragranza (poca alla volta, smolla). Alla fine frullate tutto, le bolle andranno via in un paio di giorni massimo. Il detergente risulta trasparente, con il perlante si opacizza leggermente.

Lava abbastanza bene, non è molto aggressivo sulla cute, è poco districante e mantiene i capelli puliti per 2/3 giorni. Ha una schiuma morbida e cremosa, si sparge abbastanza bene e non da quella fastidiosissima sensazione di doverlo riapplicare (alcuni shampoo bio lo fanno).
Penso sia uno shampoo discreto se alternato a shampoo sles+betaina più aggressivi, perché comunque si tratta di un lavaggio “morbido”. Non è assolutamente indicato a chi ha bisogno di districabilità fin dallo shampoo, questo fa in minimo indispensabile.

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3 Balsamo miele e yogurt
Esterquat 2
Bhentrimonium chloride 3
Olio di cocco 2.5
Acqua a 100
yogurt in polvere 0.5
Glicerina 2
Inulina 1.5
Gel da mucillagini di semi di lino e fieno greco 20
Miele 3
Sodio lattato 1.5
Proteine del grano sol% 1
Proteine quaternizzate del latte 2
Phenonip 0.7
Fragranza al miele qb

Anche su questo ho aumentato il conservante, consiglio comunque di farne poco per volta (datevi 3 mesi d’uso, credo che 200gr).
Balsamo semplice,non leggerissimo, aiuta a condizionare i capelli dopo lo shampoo, quasi privo di condizionanti. Nessuna novità a parte il gel d’amla – o le mucillagini in genere – che un po’ aiutano a districare.
Lascio in posa un paio di minuti e lo uso solo sulle lunghezze. Ho trovato differenza all’aggiunta delle mucillagici? Un po’ si, il prodotto sembra scorrere meglio, ma non va ad influenzare in alcun modo la piega finale.
I ricci sono ben definiti e risultano molto morbidi.

Spero che queste nuove ricette vi siano piaciute e fatemi sapere se le proverete. Alla prossima ^_^

[BeBio#6] Giù la testa!

2hair

 

Non sono morta anche se da blog e facebook potrebbe sembrare, sono stata abbandonata due volte da windows (ti maledico), con conseguente perdita di tutti i materiali.
Mi scuso per la lunghissima assenza, ma ci ho messo tantissimo a recuperare tutto.

Dopo la prima puntata dedicata alla detergenza viso skippo all’ultimo appuntamento della serie ideata da Miss Haul, arriveranno anche gli altri, ma per i capelli ho un debole e con i tempi di pubblicazione dell’ultimo periodo avreste letto questo post a Natale.
Ho una routine piuttosto “elaborata” per cura della chioma, non l’ho cambiata in modo radicale con l’arrivo dell’estate non avendola praticamente vista *gioia e gaudio*.

Il passaggio all’eco-bio non l’ho mai veramente sentito, ho sempre utilizzato prodotti tradizionali, zeppi di siliconi e tinto come se non ci fosse un domani. Ho fatto coincidere la transazione con l’abbandono di tutti i trattamenti, quindi non credo di poter essere oggettiva nei consigli.
Adesso sono molto più esigente, ho capelli sani e il cuoio capelluto non mi da più i problemi di un paio di anni fa, pur essendo ancora tendenzialmente secco.
Se non avete mai letto il blog e vi siete persi i precedenti sproloqui sappiate che ho capelli mossi a boccoli, sottilissimi, tanti e molto lunghi.

Per il trattamento pre-shampoo utilizzo una maschera, cambio dettagli della ricetta tutte le volte a seconda degli ingredienti disponibili, ma l’ossatura della formula rimane invariata: grassi al 40-50% e un paio di idratanti.
La tengo in posa minimo 30 minuti e lavo. Questo prodotto lo riciclo anche come leave-in sulle punte.
Ho eliminato completamente gli impacci di solo olio, seccano da morire. Per tutti i prodotti per capelli non uso più oli che irrancidiscono, quindi non troverete nulla con lino e amici vari, non ha senso curarli e andare in giro con una nube ittica sulla testa.

Detergenza
Come scrivevo sopra io ho avuto pochi problemi a trovare uno shampoo decente tra i prodotti in commercio, ne ho avuti (e ne ho ancora) veramente tanti a formularlo. I tensioattivi sono decisamente il mio punto debole e, ad oggi, non sono ancora riuscita a farne uno che mi soddisfacesse. Per la ricetta sono partita da quello di Lola (ricetta qua), rivisitato parecchio in base alle mie esigenze. Se non avete mai fatto uno shampoo copiate direttamente il suo, senza modifiche, e aggiustate il tiro dopo averlo provato per un po’ di tempo. Vi sconsiglio caldamente di lanciarvi nella formulazione di un detergente da zero.

Districare per me è fondamentale, faccio balsami molto corposi e li utilizzo unicamente sulle lunghezze, dal collo in giù. Voglio un prodotto che districhi senza posa, quindi si a behentrimonium chloride, BTMS, ni a cetrimonium chloride. Il primo non è bio. Il cetrimonium chloride (prodotti tipo Splend’Or) mi secca un po’, è ok per il cow, ma non è sufficiente per i miei capelli, perché districhi in modo adeguato ne devo usare 1/3 di flacone.
Il balsamo lo inzeppo di disciplinanti, alterno quello pesante al cow, che ora faccio un paio di volte al mese.

hair3

Cura e stiling
Dipende dalla voglia. Ho fatto parecchi prodotti, ma in realtà ne uso tre a seconda della voglia e dell’effetto che voglio ottenere.
Uno dei più carini e con cui mi sto trovando meglio è un mix di oli, mescolato a lisolecitina, una spruzzata sul palmo della mano basta per tutti i capelli. Se li voglio più ricci aggiungo sul momento una punta di gel ai semi di lino o d’aloe.
Quando li voglio molto voluminosi lo spray, di cui avevo già scritto qua. Purtroppo anche questo tende a seccarmeli, oltre a non avere un odore proprio eccezionale *uovo*, quindi lo uso un paio di volte al mese se ho la possibilità di asciugare i capelli come si deve.
Non lo vedete nelle foto perché è finito la settimana scorsa e non ho avuto ancora la possibilità di rifarlo.

Maschera yogurt e miele

Burro di karitè 5
Burro di mango 5
Burro di avocado 5
Olio di cacao 5
Olio di cocco 10
Oleolito di vaniglia in olio di soja 10
Olio d’oliva 5
Montanov68 5
BTMS 2
Gel ai semi di lino a 100
Glicerina 5
Miele 1.5
Inulina 1.5
Pantenolo 70% 2
Cheratina idrolizzata in polvere 0.5 in 1 d’acqua
Proteine della seta 1
Yogurt in polvere 2
Profumazione 0.5 mix Oe mandarino, basilico, bergamotto, neroli (fragranza GC), vaniglia (fragranza GC), fragranza foglie di fico
Phenonip 0.7
Acido citrico a pH 5

Ricetta presa qui. Qua la spiegazione su come si prepara una crema.
Il gel di semi di lino deve essere densissimo, o la maschera si separerà in poco tempo.
Non regge benissimo con xantana o altri gelificanti.
L’oleolito di vaniglia l’ho usato per finirlo, la ricetta è questa, rifatta con olio di soia al posto del jojoba. Dell’odore originale nel prodotto finito rimane pochissimo, quindi si può tranquillamente usare un olio random che vi piace e profumare con una fragranza.
Non la metto mai alle radici, è una maschera veramente pesante e i capelli si sporcano in poco tempo.
La consistenza è burrosa, io la trovo deliziosa, si lava bene, ma serve uno shampoo adatto, non eccessivamente delicato. Con l’abbassarsi delle temperature tende a diventare un mattoncino, quindi quando la rifarò calerò di poco i burri sostituendoli con un olio.
Vista la presenza di mucillagini e zuccheri per questa ricetta uso sempre il conservante più alto del normale, la mia è durata tutta l’estate senza fare una piega, ma vi consiglio ugualmente di non farne tanta.
Quando uso questa maschera accoppio un balsamo leggero per il cow, i capelli sono già sufficientemente morbidi e non ho bisogno di condizionanti.
La profumazione per le ricette non è indicata con precisione, ho lavorato con mezzo chilo di prodotto, l’ho pesata per non sforare, ma non me la sono segnata.

Balsamo yogurt e miele

Sono un po’ andata in fissa con lo yogurt. Il miele è presente nel 90% dei miei prodotti per capelli quindi non fa testo, lo yogurt è stata una scoperta estiva, dopo essermi stancata di stare mezz’ora a preparare prodotti che dovrebbero essere già pronti ho optato per la polvere.

BMTS 6
Burro di karitè 1
Olio di cocco 0.5
Cera jojoba 1
Cetilstearilico 5%
Acqua a 100
Cassia hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Miele 3
Glicerina 2
Cetrimonium chloridee 2
Yogurt in polvere 3
Proteine del grano 2
Phenonip 0.6
Profumazione 0.5 Oe mandarino, basilico, bergamotto, neroli (fragranza GC), vaniglia (fragranzaGC), fragranza foglie di fico
Colorante alimentare rosso qb
Acido citrico a pH 5

Viene un balsamo con consistenza da maschera, non vi fate fregare dalla consistenza iniziale perché addensa in un paio di giorni. Io l’avevo furbamente messo in un flacone e l’ho dovuto travasare in modo fantozziano perdendone almeno 2/3 dosi.
Anche qui conservante leggermente aumentato per miele e yogurt. Non è un prodotto leggero, 2,5gr di grassi si sentono ed è pensato appositamente per capelli mossi.
Anche questo lo uso dalle spalle in giù, senza trattamenti precedenti, lasciandolo in posa pochi minuti.

DocciaShampoo Menta, miele e fico

Acqua a 100
Glicerina 3
Cassia hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Carragenine 0.7
Sale di epsom 1
Trimetiglicina 3
Miele 3
Sodium coco sulfate 5
Sles 18
Disodium Cocoamphodiacetate 4
Cocamidopropyl Betaine 10
Coco glucoside e glyceryl oleate 2
Poliquaternium7 1
Proteine quaternizzate della seta 2
Phenonip 0.5
Acido citrico per pH 5
Oe limone, menta, fragranza foglie di fico (GC), Fig & Brown Sugar (GF), fragranza miele Manske

Ho comprato un pacco di sodium coco sulfate da AromaZone, tensioattivo che non serve assolutamente a nulla, è abbastanza aggressivo, quindi se non ce l’avete vi sconsiglio di procurarvelo. AZ lo consiglia per gli shampoo solidi, io li odio, quindi non so esattamente perché l’ho preso.
Per togliermelo dalle scatole il più rapidamente possibile ho provato a inserirlo nei detergenti a piccole dosi.

Per prima ho preparato il mix di tensioattivi, tenendo da parte il sodium coco sulfate, si versa tutto come nell’ordine, se vi uscisse un blog improponibile non spaventatevi, si smollerà poi.
A parte ho scaldato l’acqua e sciolto il sodium coco sulfate. L’acqua non deve rimanere torbida, ma risultare trasparente.
Ho disperso cassia e carragenine nella glicerina, aggiunto miele, sale e betaina anidra. Quando il sodium coco sulfate si è sciolto ho versato lentamente la soluzione ancora calda sulla glicerina. A intiepidimento ho aggiunto all’acqua il mix di tensioattivi, mescolando molto lentamente.
Aggiunti poliquaternium, proteine e conservante e portato a pH 5 con acido citrico.
Se a questo punto lo trovate ancora densissimo lasciatelo riposare, non lo smollate subito con sale o altro, serve del tempo per assestarsi e rischiate di liquefarlo troppo. La fragranza di solito la aggiungo il giorno dopo o dopo qualche ora, comunque mai subito.

Lo shampoo non è leggero, è abbastanza sgrassante, ma dopo un paio di mesi di utilizzo mi trovo ancora abbastanza bene, non mi fa prudere la cute e non mi ha dato problemi di forfora secca. Non lo uso sempre, lo alterno allo shampoo all’avena Bjobj per non sollecitare troppo il cuoio capelluto.

Piccolo ot fragranza. Se usate la fragranza foglia di fico dosatela bene e mettetene pochissima per volta. Non è un profumo facilissimo, è molto “erboso” e tende a sovrastare tutto quello che ci abbinate, oltre a cambiare tantissimo sulla pelle e tira fuori note strane dagli oli. Io la uso spesso con i fiori, ma basta una goccia in più per rovinare il profumo.

1

Olio lisciante protettivo (ricetta presa qui)

Mi intrigava tantissimo l’idea di un olio per capelli, arrivo da due anni di utilizzo scriteriato di olio di lino e questo mi piace molto di più, è molto meno unto rispetto al grasso puro e secca meno i capelli.

Coco-caprylate 30
Cera jojoba 20
Olio di karitè 15
Olio di avocado raf+finato (non verde) 15
Olio di cacao 5
Olio di cocco 5
Lisolecitina 10
Profumato con Oe mandarino, Oe bergamotto, Oe basilico, Oe arancia rossa (sporcatura) fragranza neroli GC, fragranza vaniglia GF, benzoino

Si miscela tutto, fatto. Si può usare qualsiasi olio che piaccia ai capelli, l’unico ingrediente insostituibile è l’emulsionante. Non si può usare la lecitina normale, va usata necessariamente la lisolecitina.
Questo prodotto è veramente figo, non ingrassa come l’olio puro e non secca anche utilizzandolo con frequenza. Un altro punto a suo favore è che dura un’eternità, ne ho fatti 40/50gr ad aprile e sta finendo ora.
Vi consiglio di non usare oli che vanno rancidi facilmente, come il lino, ho provato a farne una minuscola versione con quest’olio e non c’era fragranza in grado di coprire quell’odore.

Spero che questa carrellata di prodotti vi sia piaciuta ^_^
Alla prossima!

50 shade of green – Hair care

Sono tre giorni che penso al titolo del post e da dove potessi averlo ripreso, ho avuto oggi l’illuminazione, non dal librocacca, ma da questo. Non c’entra nulla col post in questione, ma citare le autrici mi sembrava cosa dovuta.

50shade

Non so perché sia uscito tutto così lisergico, ma fate finta che i prodotti tendano tutti al verde.
Ho avuto modo di provare qualche nuova sostanza e ho riformulato (scopiazzando) quasi tutti i prodotti che usavo per la routine.
Il balsamo è sulla falsariga di cose già fatte in precedenza, non c’è troppo da sperimentare.

50shade1

Maschera pre-shampo alla cassia

Fase A
Infuso di cassia e cannella in gel di semi di lino a 100
Cassia Hydroxypropyltrimonium Chloride 0.15
Glicerina 5
Miele 3
Lecitina di soya 2
Fase B
Montanov 68 5
Burro di karitè 10
Burro di mango 3
Olio di cocco 5
Olio di cacao 5
Cera jojoba 5
Olio di ricino 2
Fase C
Phenonip 0.8
Pantenolo 2
Proteine idrolizzate del grano 2
Oe cannella 2gt
Coloranti blu e giallo qb
Acido citrico per ph 4.5

La maschera originale è questa, ho aggiunto la cassia per ottenere un effetto ricostituente, anche se non ho capito se si possa conservare o ossidi nel tempo. Se vale con camomilla et similia è plausibile, quindi prendete la ricetta un po’ con le pinze.
L’infuso di lawsonia viene utilizzato da lush per un trattamento, non è una garanzia di beltade, ma mi sono sentita autorizzata a pubblicarla nonostante i dubbi.

Ho scaldato mezzo litro d’acqua, aggiunto quattro cucchiai di cassia e mezzo cucchiaio di cannella in polvere, lasciato in infusione per mezz’ora e filtrato due volte (incubo) con una calza e un panno.
Ho riscaldato l’infuso filtrato, aggiunto 5 cucchiai di semi di lino, e scaldato per una decina di minuti, lasciato i semi in infusione una notte e rifiltrato con una calza.
Il gel deve risultare densissimo, quel pappone di cassia mi ha distrutto 2 emulsioni, quindi si conta solo sul gel per gelificare.
Se ve ne infischiate dei dubbi effetti dell’infuso, cosa giusta e buona, fate il gel facendo bollire i semi mezz’ora, otterrete lo stesso risultato senza pappine marroni, odori e disgrazie.
Il resto del procedimento è un’emulsione normale, a caldo: ho stemperato la cassia hydroxypropyltrimonium chloride nella glicerina, aggiunti miele, gsl e lecitina, portato a temperatura e aggiunto la fase grassa.
A freddo pantenolo, proteine, olio essenziale (è irritantissimo, quindi occhio se lo usate) e conservante aumentato per le colonie che potrebbero nascere da quel mix di zuccheri.

L’ho usata per poco più di un mese, una volta a settimana, solo sulle lunghezze umide tenuta in posa per un’ora.
I capelli sembrano più corposi, ma potrebbe essere per le proteine che inserisco ovunque.
È una maschera discreta, lascia i capelli morbidi, si lava bene a patto di usare shampoo non troppo delicati e di non usarla alle radici.
Ne va fatta poca, anche con il conservante a 0.8 c’è rischio di invasioni batteriche e muffe. Non ne farei più di 200gr per volta, e la consumerei entro due mesi massimo.
La cassia hydroxypropyltrimonium chloride credo sia abbastanza difficile da trovare, si può sostituire con il guar, odore e risultati sembrano essere gli stessi. Gli oli e i burri sono tutti sostituibili con gli oli con cui vi trovate meglio.
Il montanov 68 è obbligatorio, emulsiona praticamente tutto e vi permette di alzare ulteriormente i grassi a 40/45.

Balsamo vaniglia e cacao

Fase A
Behentrimonium chloride 2
Cetrimonium chloride 3
Alcohol cetilstarilico 3
Jojoba 0.5
Fase B
Acqua a 100
Gel semi di lino 20
Lecitina di soja 3
Glicerina 3
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Fase C
Proteine quaternizzate della seta 1
Polyquaternium 7 0.5
Cheratina in polvere 0.5
Phenonip 0.5
Acido lattico a ph 4
Fragranza vaniglia/cacao

Balsamo leggero, post shampo e maschera. Lo uso dopo le maschere, per non ungere troppo i capelli ho limitato al minimo gli oli.
Su di me ha un minimo effetto districante, essendo parecchio leggero potrebbe andare bene per il cow.
Anche qui l’olio è sostituibile da un qualsiasi olio non termolabile. L’unica regola è “più olio si mette più si ingrassano i capelli”

Latte leave-in leggero per capelli ricci

Fase A
Acqua a 100
Glicerina 5
Cassia hydroxypropyltrimonium chloride 0,2
PemulenTr2 0.4
Acrylates Crosspolymer-3 3
Fase B
Olio di cacao 2
Olio di jojoba 1
Burro di karitè 2
Alcool cetilico 0.5
Fase C
Phenonip 0.5
Soluzione di soda per pH 6

Semplice nel senso che non c’è nulla ed è un po’ una paraculata.
La formula l’ho trovata in un prontuario sull’uso del Pemulen-Tr2, emulsio gellante che ora vendono anche su GlamourCosmetics (vendono il tr-1, li ho testati entrambi e per questa ricetta dosi e resa sono identici).
La definizione la da l’acrylates crosspolymer-3, è leggero, non lucida tantissimo e lascia i capelli piuttosto morbidi. I ricci sono perfettamente definiti, boccoloni, l’unico neo è la durata corta, una giornata. Se ci si dorme sopra i capelli tornano tristi e semplicemente mossi.
A patto di avere tutti gli ingredienti è una ricetta for dummies: ho lasciato idratare il pemulen una notte, aggiunto il resto degli ingredienti, scaldato le due fasi, emulsionato e conservato, stop.

50shade2

Spray lucidante, volumizzante

Acqua a 100
Glicerina 2
Magnesio solfato eptaidrato 1
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Inulina 1
L-cisteina 2
Pantenolo 1
Collagene nativo idrolizzato 0.4
Proteine idrolizzate del grano 0.5
Phenonip 0.5
poliglicerile 10 laurato qb

Ho mescolato nell’ordine tutti gli ingredienti, solubilizzato il conservante e tamponato per ph 5.
Lucida parecchio, indurisce e volumizza, per contro lascia i capelli leggermente secchi. Permette una piega che dura diversi giorni.
L’ho usato qualche volta prima della piastra (ho ripreso a farla saltuariamente) ed è durata intatta due giorni buoni, senza usarlo torno riccia in meno di mezza giornata.
Se li asciugo con il becco e li pettino con le mani tendono a lisciarsi, con il diffusore mi trasformo in una pecora. Non sarebbero ricci malvagi, se non fosse per la pecca della secchezza.
Un diffetto orribile: puzza in modo atroce. Tra cisteina, proteine e collagene emette un odore di zolfo tremendo, non si copre con nessuna fragranza e si porta addosso per mezz’ora buona. Entro un’ora sparisce completamente e rimane solo la fragranza, ma durante l’asciugatura sembra di essere immersi in una solfatara. Tenete conto della cosa se avete un naso sensibile.
Il volume lo da il solfato di magnesio, quindi se volete solo quello senza tutta la mistura odorosa ne basta una bustina (lo vendono in farmacia a prezzo ridicolo come.. purgante, si) sciolta in un bicchiere d’acqua come ultimo lavaggio. No odore, solo gioia.

Gel per capelli fissaggio debole

Acqua a 100
Glicerina 2
Gel di semi di lino 20
Carbopol ultrez 30 0.3
Acrylates Crosspolymer-3 5
Pantenolo 1
Cosgard 0.6

Gel semplice, paraculata come il leave-in, trovata sempre tra le formule del fornitore. L’acrylates crosspolymer-3 si può sostituire con pvp/PA, non è una sostanza eccelsa ed è oltre il chimico, ma il solo gel ai semi di lino mi fa assomigliare a un narcos colombiano, quindi per infauste vie mi sono procurata quello, ci ho fatto un gel oil-free spartano e.. funziona! Fissa ma non fa effetto plastica, non incolla e mi tiene a bada i ciuffi quando li lego.
Oltre a quel fissaggio non arriva, non ci si fanno mirabolanti pieghe o roba simile.
Non avevo mai provato seriamente un prodotto in gel, quindi è probabile che ne conosciate almeno 10 in commercio che hanno lo stesso effetto. Sono rimasta al mezzo litro di gel azzurro, quindi cercate di capire il mio gaudio.
Anche per questo la preparazione è for dummies, si preparano gsl e gel di carbomer, si aggiunge il resto degli ingredienti e si tampona a 5/6. A 6 diventa completamente trasparente, a 5 rimane torbido come lo vedete, se aggiungete una fragranza e non la solubilizzate rimane opaco.

Ebbene, sono tornata con cinque ricette scopiazzate qua e la, spero vi siano piaciute e che qualcuno si lanci in intrepidi lavaggi al solfato di magnesio ^_^

Alla prossima!

Natale homemade 2# – Uomo

Come promesso ecco la seconda parte dei prodotti natalizi, questa volta declinati in versione unicamente maschile.
nataleuomo

Ho pensato a un pacchetto completo per la rasatura, non è tutto venuto in modo ineccepibile, ma sono piuttosto soddisfatta.
I prodotti sono già stati testati da un uomo, sperando che il parere sia affidabile, sono stati ritenuti validi.

nataleuomo3

Sapone da barba al ghassoul

Sembra un sasso, ma andiamo oltre.
Pare che il ghassoul gonfi il pelo, faccia scorrere meglio la lama sulla pelle e aiuti nella rasatura, quindi ho provato ad aggiungerlo al sapone per testarne l’effetto.
Il sapone è un rilavorato, ho aggiunto troppa acqua, quindi si è ritirato diventando una pietra, volendo si può aggiungere l’argilla a un sapone a freddo, il risultato sarà decisamente migliore di questo.

Sapone homemade rapporto sat/insat 53/47 90
Oleolito di camomilla 5
Ghassoul 5
Oe lavanda

Si può utilizzare anche un buon sapone (provenzali, saponaria), io ho usato una saponetta che facesse molta schiuma, per facilitarne la formazione al passaggio del pennello.
Ho sminuzzato il panetto, coperto d’acqua e lasciato a riposo una notte, il giorno dopo l’ho scaldato a bagnomaria e a scioglimento ho aggiunto l’oleolito e l’argilla. Ho lasciato intiepidire e aggiunto l’olio essenziale, versato nello stampo e sformato dopo un paio di giorni.
L’asciugatura è stata lunga, 10 giorni, utilizzando poca acqua si dovrebbe riuscire a creare qualcosa di più carino di questo.

Lipogel viso idratante antiox

Acqua di lavanda a 100
Xantana 0.1
Glicerina 2
Glicole propilenico 1
Allantoina 0.3
Carbopol Ultrez 21 0.4
Gel sodio jaluronato a triplo peso molecolare 1.5% 2
Pantenolo 0.7
Lavacamolendula 0.5
Tocoferolo 0.3
Olio di cacao 0.2
Trietrilcitrato 0.5
Phenonip 0.5
Q10 0.5
Dryflo 0.2
oe. salvia sclarea 1gt
oe rosa 1gt
oe lavandino 2gt
Nanosomi antiox 2
Nanosomi ialuronico 2
Colorante arancione

Il procedimento è lo stesso del lipogel contorno occhi, lenitivo, idratante senza appesantire.
Ho preparato gel e fase grassa, stemperando dryflo e sciogliendo il q10 negli oli.
Ho unito le due fasi e, per ultimi, i nanosomi, mescolando lentamente.

nataleuomo2

Fluido dopobarba lenitivo antiox

Acqua a 100
Idrolato di amamelide 10
Xantana 0.5
Glicerina 2
Glicole propilenico 1
Allantoina 0.3
Niacinamide 2
Pantenolo 1.5
Sodio lattato 2

Abilcare 2
poliglicerile 10-laurato 0.5
Ottiledodecanolo 0.5
Cetiol sensoft 0.5
Squalano 0.5
Olio di cacao 0.5
Trietrilcitrato 0.5
Olio di argan 1.5
Burro di karitè 0.3
Olio rosa mosqueta 1.5
Bisabololo 0.5
Dryflo 0.2
Phenonip 0.5

Sodio jaluronato triplo peso molecolare 1,5% 2
Acquashuttle 1
Nanosomi antiox 3
Nanosomi ialuronico 3
Liposomi AeE 3

Una versione più corposa del gel, emolliente e lenitiva.
La percentuale di grassi è sempre bassa, l’ho studiata per una pelle bisognosa di idratazione, leggermente impura e non più giovanissima.
Si assorbe subito (l’ho provato anch’io ovviamente :3), non unge, non fa sudare.
Ho preparato le due fasi, portando l’acquosa a pH 6 (niacinamide), ho unito le fasi, frullato, unito la fase c solo mescolando.

EDIT 2015 – E’ A TUTTI GLI EFFETTI UN SIERO. Andrebbe un po’ rivisto il sistema di gelificazione per rendere il prodotto più stabile. Già così funziona e regge qualche mese. In caso di leggera separazione basta solo agitare. Sul blog troverete la ricetta di un siero formulato un po’ meglio da cui potrete prendere spunto. Lo trovate su questa pagina

Cera per baffi

Per fare questa cera ho fatto tantissimi tentativi, non veniva mai. Troppo unta, non reggeva la piega, non si lavorava bene. Questa volta mi pare di averci preso e funziona, mantiene i baffi in piega per diverse ore e si lava via decentemente, senza lasciare un unto spaventoso.

Non è un’emulsione, non so neanche bene cosa sia, comunque vi riporto le dosi per 50gr (che dureranno una vita)

cera d’api 11.5
burro di karitè 20
olio di riso 3
tocoferolo 1
pantenolo 0.5
glicerina 2
acqua 10
gomma guar 0.2
proteine della seta 0.5
phenonip 0.5

Ho preparato il gel, scaldando l’acqua e versando a pioggia la gomma. Una volta idratata benissimo ho aggiunto glicerina e pantenolo.
A bagnomaria la fase oleosa con burro, oli e cera, ho riscaldato leggermente la fase acquosa (70°) e versata su quella oleosa, mescolando.
Tolto dal fuoco ho continuato a mescolare fino a intiepidimento, aggiunto proteine, conservante e invasettato.
Non è dura come un cold cream, ma ne riprende il principio, sta in piedi solo per l’abbondante burro di karitè e il leggero effetto emulsionante della cera.
Vanno scelti oli che non irrancidiscono facilmente, quindi no a ricino e lino.
Pantenolo e glicerina sono umettanti, ma omissibili, la gomma guar è fondamentale, crea un film che non ho visto fare ad altri addensanti.

La malefica non è gialla, ma non sono riuscita a correggere le luci, è bianca come sul dito.

Spero vi siano piaciute, non sono le solite ricette, però funzionano e mi sono sembrati regali carini da fare a masculi vari ed eventuali.

Consiglio rasatura al femminile: il balsamo sfrutta lo stesso principio del sapone, gonfia il pelo e permette un passaggio della lama meno invasivo rispetto alla schiuma tradizionale. Provate se vi capita, ne basta una noce per fare una gamba, anche balsami scrausi come lo Splend’Or funzionano benissimo. 

Alla prossima ^_^

Weekend Beauty – si può fare

Un po’ filler, un po’ perché mi sono divertita a scrivere di cose che non fossero unicamente ricette o materie prime, ho deciso di fare un post sul mio beauty da weekend.
In realtà un po’ più di un fine settimana, diciamo una settimana abbondante.
È la prima volta che riesco a portarmi via unicamente prodotti home made, e ne vado abbastanza fiera, la parte makeup è la sintesi della disgrazia, ma sto lavorando anche per quello :D

Le confezioni sembrano molto più grandi rispetto a come sono realmente, ho provato a travasare tutto prendendo spunto da un post di acolourfulmess, riuscendoci a metà… l’abitudine di portarsi tutto è dura a morire, ma ce la farò a eliminarla entro un paio di viaggi (loggiuro).

Voglio condividere con voi la mia malsana abitudine di non mettere etichette

beauty

Et voilà la parte skincare, sta tutta nel beauty e avanza spazio per spazzola e spazzolino. Incredibile.

Le due jar piccole contengono crema viso (trasparente) e contorno occhi (nera), il mattoncino su cui poggia la jar è balsamo (non storcete il naso, sono 60ml e mi basteranno si e no per due lavaggi), alle sue spalle struccante bifasico e crema detergente viso.
Da sinistra leave-in al latte di lino, tonico al mirtillo e shampoo doccia. Posterò le ricette dei primi due a breve, per lo shampoo siamo in fase test e durerà qualche mese.
Il sapone non me lo porto, ho invaso casa del mio ragazzo e ne avrò disponibili per l’eternità.
Manca un burro cacao, che sicuramente mi porterò.
Sono stata brava e morigerata rispetto ai miei standard, niente crema corpo, forse si aggiungerà all’ultimo una crema mani, ma nulla di ingombrante.

Per il makeup ho avuto meno problemi

beauty3

Per la base fondo aleguaras, cipria hd homemade (non troppo in realtà, è questa addizionata a silica con una grammatura leggermente maggiore), cipria all’amido elf, correttore kiko da finire, primer potion e matita trasparente mufe.

beauty2

Per il resto ho deciso di portarmi veramente poche cose, ho aggiunto all’elegantissimi due ombretti inglot, una matita tortora, due longlasting kiko, eyeliner essence, mascara kiko da finire, illuminante e due ombretti aleguaras, un pigmento mac, il blush del dramatag e swinging london di neve. Mancano i pennelli (ho evitato foto perché sono veramente lerci) e due rossetti.
So che chi ama i colori storcerà il naso, ma sarà una settimana movimentata e per usare molto colore ho bisogno di meditazione e tempo.

Dalla prossima settimana si riparte con le ricette, intanto buon we ^_^

Balsamo agrumi, zafferano e curcuma

Nuovo balsamo, in doppia versione, liquido e da vasetto.
Che poi sarebbe una mia versione del balsamo Marilyn Lush, senza lecitina che attualmente non ho.
Ho deciso di profumarlo con una generosa dose di oli essenziali agrumati per coprire l’odore della curcuma, che odio.

balsamoagrumi1

Infuso concentratissimo di curcuma, zafferano e camomilla a 100
Gel di semi di lino 50
Gomma guar 0.50
Miele 3
Glicerina 3
Esterquat 7
Alcool cetilstearilico 5
Olio d’oliva 3
Olio avocado 3
Proteine seta 2
Inulina 1
Olio essenziale limone 5gt
Olio essenziale aracio 5gt
Olio essenziale bergamotto 1gt
Acido citrico per ph 4.5
conservante qb

balsamo1

Il procedimento è lo stesso per entrambi i balsami, si preparano le fasi, si versa la fase acquosa a 70° su quella oleosa a bagnomaria e si frulla, si mette il contenitore in un bagnomaria tiepido e si continua a mescolare. Una volta freddo si aggiungono attivi, oli essenziali e conservante.

La consistenza è quella di una maschera, è abbastanza districante, tende a sporcare in poco tempo. La curcuma dovrebbe essere riflessante, ma il balsamo si tiene in posa talmente poco che di fatto non lo è. Usata come maschera pre-shampoo lascia i capelli molto morbidi e facilmente districabili, si lava bene e non li lascia unti.

balsamo2

Infuso di zafferano e camomilla a 100
Gel di semi di lino 30
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Miele 3
Glicerina 3
Esterquat 5
Behentrimonium chloride 2
Alcool cetilstearilico 3
Olio d’oliva 3
Olio avocado 1
Proteine seta 2
Inulina 1
Polyquaternium 7 1
Cheratina idrolizzata 0.5
Olio essenziale limone 5gt
Olio essenziale aracio 5gt
Olio essenziale bergamotto 1gt
Acido citrico per ph 4.5
colorante qb
conservante qb

L’effetto di questo balsamo è molto più districante rispetto alla maschera, merito di behentrimonium chloride e polyquaternium. Essendo liquido è anche più facile utilizzarlo rispetto e si sparge meglio.
Anche questo evito di usarlo sulla cute per non far sporcare prima i capelli.
Entrambi lucidano i capelli e lasciano un ottimo odore di agrumi, che sparisce in un paio d’ore.
Proteine e cheratina fissano i ricci e li impaccano leggermente, con i prossimi calerò le dosi.

Nota di servizio: la maschera è completamente ecobio.

Haircare – Balsamo e Spray lucidante

Sono i primi esperimenti con i per prodotti capelli, i primi di una lunghissima serie (spero).

balsamo1

Ho fatto il primo balsamo a giugno, 100 gr solo per provare la ricetta, ed era venuto un mezzo disastro, pieno di bolle, ma districantissimo.
In settimana ho ricevuto un carico di materie prime e ho deciso di rifarlo, senza aggiunte per non fare asinate.
La ricetta non è mia, l’originale è questa.

Fase A
alcool cetilstearilico 6.50
behentrimonium chloride 5.00
olio di cocco 0.50
cera jojoba 2.50
Fase B
acqua 80,00
guar hydroxypropyltrimonium chloride 0,15
glicerina 2,00
Fase C
proteine del grano idrolizzate 2
polyquaternium-7 0,50
phenonip 0,50
fragranza poison gf qb
acido citrico a pH 4,5

Ho scaldato contemporaneamente entrambe le fasi a bagnomaria, attenta a non superare i 70°, ho aspettato che le gocce di behentrimonium chloride fossero trasparenti, e tolto dal fuoco, ho versato tutta la fase a sulla b. Ho frullato con il minipimer fino a sbiancamento e trasferito il contenitore in un bagnomaria freddo, continuando a mescolare fino a raffreddamento.
Mescolando, la crema diventa progressivamente più densa, della consistenza della maschera al karitè dei provenzali.
Una volta fredda ho aggiunto la fase c un ingrediente alla volta, facendo molta attenzione alle proteine, smontanti, e portato il balsamo a ph 4.5 con acido citrico. Il balsamo raggiunge la consistenza definitiva dopo due tre giorni, consistenza da vasetto.
Vi consiglio di leggere il post di Lola, spiega dettagliatamente tutti i passaggi ed eventuali sostituzioni apportabili.
Io ho alzato la quota grassa a 3, non lo uso direttamente sulla cute, ma solo sulle lunghezze.

Spray lucidante

È l’ultimo arrivato, il progetto più scemo che ho fatto finora.
Lo uso come finish lucidante e profumo per capelli

Acqua 94,4
Glicerina 2
Pantenolo 2
Proteine idrolizzate del grano 1
Fragranza poison gf qb
polyglyceryl-10 laurate qb
Acido citrico per ph 4.5
Cosgard 0.6

Ho aggiunto un ingrediente alla volta e portato a ph 4.5 con soluzione di acido citrico. Se non mettete fragranze oleose, oli essenziali e utilizzante un conservante idrofilo, non avete bisogno del solubilizzante. Questo spray lucida e indurisce leggermente grazie a pantenolo e proteine, lo uso su capelli umidi e passo all’asciugatura, l’effetto è temporaneo e sparisce al primo lavaggio.
Non vi consiglio di aumentare troppo le proteine perchè potrebbero indurire troppo i capelli e renderli poco morbidi.