[BeBio#6] Giù la testa!

2hair

 

Non sono morta anche se da blog e facebook potrebbe sembrare, sono stata abbandonata due volte da windows (ti maledico), con conseguente perdita di tutti i materiali.
Mi scuso per la lunghissima assenza, ma ci ho messo tantissimo a recuperare tutto.

Dopo la prima puntata dedicata alla detergenza viso skippo all’ultimo appuntamento della serie ideata da Miss Haul, arriveranno anche gli altri, ma per i capelli ho un debole e con i tempi di pubblicazione dell’ultimo periodo avreste letto questo post a Natale.
Ho una routine piuttosto “elaborata” per cura della chioma, non l’ho cambiata in modo radicale con l’arrivo dell’estate non avendola praticamente vista *gioia e gaudio*.

Il passaggio all’eco-bio non l’ho mai veramente sentito, ho sempre utilizzato prodotti tradizionali, zeppi di siliconi e tinto come se non ci fosse un domani. Ho fatto coincidere la transazione con l’abbandono di tutti i trattamenti, quindi non credo di poter essere oggettiva nei consigli.
Adesso sono molto più esigente, ho capelli sani e il cuoio capelluto non mi da più i problemi di un paio di anni fa, pur essendo ancora tendenzialmente secco.
Se non avete mai letto il blog e vi siete persi i precedenti sproloqui sappiate che ho capelli mossi a boccoli, sottilissimi, tanti e molto lunghi.

Per il trattamento pre-shampoo utilizzo una maschera, cambio dettagli della ricetta tutte le volte a seconda degli ingredienti disponibili, ma l’ossatura della formula rimane invariata: grassi al 40-50% e un paio di idratanti.
La tengo in posa minimo 30 minuti e lavo. Questo prodotto lo riciclo anche come leave-in sulle punte.
Ho eliminato completamente gli impacci di solo olio, seccano da morire. Per tutti i prodotti per capelli non uso più oli che irrancidiscono, quindi non troverete nulla con lino e amici vari, non ha senso curarli e andare in giro con una nube ittica sulla testa.

Detergenza
Come scrivevo sopra io ho avuto pochi problemi a trovare uno shampoo decente tra i prodotti in commercio, ne ho avuti (e ne ho ancora) veramente tanti a formularlo. I tensioattivi sono decisamente il mio punto debole e, ad oggi, non sono ancora riuscita a farne uno che mi soddisfacesse. Per la ricetta sono partita da quello di Lola (ricetta qua), rivisitato parecchio in base alle mie esigenze. Se non avete mai fatto uno shampoo copiate direttamente il suo, senza modifiche, e aggiustate il tiro dopo averlo provato per un po’ di tempo. Vi sconsiglio caldamente di lanciarvi nella formulazione di un detergente da zero.

Districare per me è fondamentale, faccio balsami molto corposi e li utilizzo unicamente sulle lunghezze, dal collo in giù. Voglio un prodotto che districhi senza posa, quindi si a behentrimonium chloride, BTMS, ni a cetrimonium chloride. Il primo non è bio. Il cetrimonium chloride (prodotti tipo Splend’Or) mi secca un po’, è ok per il cow, ma non è sufficiente per i miei capelli, perché districhi in modo adeguato ne devo usare 1/3 di flacone.
Il balsamo lo inzeppo di disciplinanti, alterno quello pesante al cow, che ora faccio un paio di volte al mese.

hair3

Cura e stiling
Dipende dalla voglia. Ho fatto parecchi prodotti, ma in realtà ne uso tre a seconda della voglia e dell’effetto che voglio ottenere.
Uno dei più carini e con cui mi sto trovando meglio è un mix di oli, mescolato a lisolecitina, una spruzzata sul palmo della mano basta per tutti i capelli. Se li voglio più ricci aggiungo sul momento una punta di gel ai semi di lino o d’aloe.
Quando li voglio molto voluminosi lo spray, di cui avevo già scritto qua. Purtroppo anche questo tende a seccarmeli, oltre a non avere un odore proprio eccezionale *uovo*, quindi lo uso un paio di volte al mese se ho la possibilità di asciugare i capelli come si deve.
Non lo vedete nelle foto perché è finito la settimana scorsa e non ho avuto ancora la possibilità di rifarlo.

Maschera yogurt e miele

Burro di karitè 5
Burro di mango 5
Burro di avocado 5
Olio di cacao 5
Olio di cocco 10
Oleolito di vaniglia in olio di soja 10
Olio d’oliva 5
Montanov68 5
BTMS 2
Gel ai semi di lino a 100
Glicerina 5
Miele 1.5
Inulina 1.5
Pantenolo 70% 2
Cheratina idrolizzata in polvere 0.5 in 1 d’acqua
Proteine della seta 1
Yogurt in polvere 2
Profumazione 0.5 mix Oe mandarino, basilico, bergamotto, neroli (fragranza GC), vaniglia (fragranza GC), fragranza foglie di fico
Phenonip 0.7
Acido citrico a pH 5

Ricetta presa qui. Qua la spiegazione su come si prepara una crema.
Il gel di semi di lino deve essere densissimo, o la maschera si separerà in poco tempo.
Non regge benissimo con xantana o altri gelificanti.
L’oleolito di vaniglia l’ho usato per finirlo, la ricetta è questa, rifatta con olio di soia al posto del jojoba. Dell’odore originale nel prodotto finito rimane pochissimo, quindi si può tranquillamente usare un olio random che vi piace e profumare con una fragranza.
Non la metto mai alle radici, è una maschera veramente pesante e i capelli si sporcano in poco tempo.
La consistenza è burrosa, io la trovo deliziosa, si lava bene, ma serve uno shampoo adatto, non eccessivamente delicato. Con l’abbassarsi delle temperature tende a diventare un mattoncino, quindi quando la rifarò calerò di poco i burri sostituendoli con un olio.
Vista la presenza di mucillagini e zuccheri per questa ricetta uso sempre il conservante più alto del normale, la mia è durata tutta l’estate senza fare una piega, ma vi consiglio ugualmente di non farne tanta.
Quando uso questa maschera accoppio un balsamo leggero per il cow, i capelli sono già sufficientemente morbidi e non ho bisogno di condizionanti.
La profumazione per le ricette non è indicata con precisione, ho lavorato con mezzo chilo di prodotto, l’ho pesata per non sforare, ma non me la sono segnata.

Balsamo yogurt e miele

Sono un po’ andata in fissa con lo yogurt. Il miele è presente nel 90% dei miei prodotti per capelli quindi non fa testo, lo yogurt è stata una scoperta estiva, dopo essermi stancata di stare mezz’ora a preparare prodotti che dovrebbero essere già pronti ho optato per la polvere.

BMTS 6
Burro di karitè 1
Olio di cocco 0.5
Cera jojoba 1
Cetilstearilico 5%
Acqua a 100
Cassia hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Miele 3
Glicerina 2
Cetrimonium chloridee 2
Yogurt in polvere 3
Proteine del grano 2
Phenonip 0.6
Profumazione 0.5 Oe mandarino, basilico, bergamotto, neroli (fragranza GC), vaniglia (fragranzaGC), fragranza foglie di fico
Colorante alimentare rosso qb
Acido citrico a pH 5

Viene un balsamo con consistenza da maschera, non vi fate fregare dalla consistenza iniziale perché addensa in un paio di giorni. Io l’avevo furbamente messo in un flacone e l’ho dovuto travasare in modo fantozziano perdendone almeno 2/3 dosi.
Anche qui conservante leggermente aumentato per miele e yogurt. Non è un prodotto leggero, 2,5gr di grassi si sentono ed è pensato appositamente per capelli mossi.
Anche questo lo uso dalle spalle in giù, senza trattamenti precedenti, lasciandolo in posa pochi minuti.

DocciaShampoo Menta, miele e fico

Acqua a 100
Glicerina 3
Cassia hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Carragenine 0.7
Sale di epsom 1
Trimetiglicina 3
Miele 3
Sodium coco sulfate 5
Sles 18
Disodium Cocoamphodiacetate 4
Cocamidopropyl Betaine 10
Coco glucoside e glyceryl oleate 2
Poliquaternium7 1
Proteine quaternizzate della seta 2
Phenonip 0.5
Acido citrico per pH 5
Oe limone, menta, fragranza foglie di fico (GC), Fig & Brown Sugar (GF), fragranza miele Manske

Ho comprato un pacco di sodium coco sulfate da AromaZone, tensioattivo che non serve assolutamente a nulla, è abbastanza aggressivo, quindi se non ce l’avete vi sconsiglio di procurarvelo. AZ lo consiglia per gli shampoo solidi, io li odio, quindi non so esattamente perché l’ho preso.
Per togliermelo dalle scatole il più rapidamente possibile ho provato a inserirlo nei detergenti a piccole dosi.

Per prima ho preparato il mix di tensioattivi, tenendo da parte il sodium coco sulfate, si versa tutto come nell’ordine, se vi uscisse un blog improponibile non spaventatevi, si smollerà poi.
A parte ho scaldato l’acqua e sciolto il sodium coco sulfate. L’acqua non deve rimanere torbida, ma risultare trasparente.
Ho disperso cassia e carragenine nella glicerina, aggiunto miele, sale e betaina anidra. Quando il sodium coco sulfate si è sciolto ho versato lentamente la soluzione ancora calda sulla glicerina. A intiepidimento ho aggiunto all’acqua il mix di tensioattivi, mescolando molto lentamente.
Aggiunti poliquaternium, proteine e conservante e portato a pH 5 con acido citrico.
Se a questo punto lo trovate ancora densissimo lasciatelo riposare, non lo smollate subito con sale o altro, serve del tempo per assestarsi e rischiate di liquefarlo troppo. La fragranza di solito la aggiungo il giorno dopo o dopo qualche ora, comunque mai subito.

Lo shampoo non è leggero, è abbastanza sgrassante, ma dopo un paio di mesi di utilizzo mi trovo ancora abbastanza bene, non mi fa prudere la cute e non mi ha dato problemi di forfora secca. Non lo uso sempre, lo alterno allo shampoo all’avena Bjobj per non sollecitare troppo il cuoio capelluto.

Piccolo ot fragranza. Se usate la fragranza foglia di fico dosatela bene e mettetene pochissima per volta. Non è un profumo facilissimo, è molto “erboso” e tende a sovrastare tutto quello che ci abbinate, oltre a cambiare tantissimo sulla pelle e tira fuori note strane dagli oli. Io la uso spesso con i fiori, ma basta una goccia in più per rovinare il profumo.

1

Olio lisciante protettivo (ricetta presa qui)

Mi intrigava tantissimo l’idea di un olio per capelli, arrivo da due anni di utilizzo scriteriato di olio di lino e questo mi piace molto di più, è molto meno unto rispetto al grasso puro e secca meno i capelli.

Coco-caprylate 30
Cera jojoba 20
Olio di karitè 15
Olio di avocado raf+finato (non verde) 15
Olio di cacao 5
Olio di cocco 5
Lisolecitina 10
Profumato con Oe mandarino, Oe bergamotto, Oe basilico, Oe arancia rossa (sporcatura) fragranza neroli GC, fragranza vaniglia GF, benzoino

Si miscela tutto, fatto. Si può usare qualsiasi olio che piaccia ai capelli, l’unico ingrediente insostituibile è l’emulsionante. Non si può usare la lecitina normale, va usata necessariamente la lisolecitina.
Questo prodotto è veramente figo, non ingrassa come l’olio puro e non secca anche utilizzandolo con frequenza. Un altro punto a suo favore è che dura un’eternità, ne ho fatti 40/50gr ad aprile e sta finendo ora.
Vi consiglio di non usare oli che vanno rancidi facilmente, come il lino, ho provato a farne una minuscola versione con quest’olio e non c’era fragranza in grado di coprire quell’odore.

Spero che questa carrellata di prodotti vi sia piaciuta ^_^
Alla prossima!

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50 shade of green – Hair care

Sono tre giorni che penso al titolo del post e da dove potessi averlo ripreso, ho avuto oggi l’illuminazione, non dal librocacca, ma da questo. Non c’entra nulla col post in questione, ma citare le autrici mi sembrava cosa dovuta.

50shade

Non so perché sia uscito tutto così lisergico, ma fate finta che i prodotti tendano tutti al verde.
Ho avuto modo di provare qualche nuova sostanza e ho riformulato (scopiazzando) quasi tutti i prodotti che usavo per la routine.
Il balsamo è sulla falsariga di cose già fatte in precedenza, non c’è troppo da sperimentare.

50shade1

Maschera pre-shampo alla cassia

Fase A
Infuso di cassia e cannella in gel di semi di lino a 100
Cassia Hydroxypropyltrimonium Chloride 0.15
Glicerina 5
Miele 3
Lecitina di soya 2
Fase B
Montanov 68 5
Burro di karitè 10
Burro di mango 3
Olio di cocco 5
Olio di cacao 5
Cera jojoba 5
Olio di ricino 2
Fase C
Phenonip 0.8
Pantenolo 2
Proteine idrolizzate del grano 2
Oe cannella 2gt
Coloranti blu e giallo qb
Acido citrico per ph 4.5

La maschera originale è questa, ho aggiunto la cassia per ottenere un effetto ricostituente, anche se non ho capito se si possa conservare o ossidi nel tempo. Se vale con camomilla et similia è plausibile, quindi prendete la ricetta un po’ con le pinze.
L’infuso di lawsonia viene utilizzato da lush per un trattamento, non è una garanzia di beltade, ma mi sono sentita autorizzata a pubblicarla nonostante i dubbi.

Ho scaldato mezzo litro d’acqua, aggiunto quattro cucchiai di cassia e mezzo cucchiaio di cannella in polvere, lasciato in infusione per mezz’ora e filtrato due volte (incubo) con una calza e un panno.
Ho riscaldato l’infuso filtrato, aggiunto 5 cucchiai di semi di lino, e scaldato per una decina di minuti, lasciato i semi in infusione una notte e rifiltrato con una calza.
Il gel deve risultare densissimo, quel pappone di cassia mi ha distrutto 2 emulsioni, quindi si conta solo sul gel per gelificare.
Se ve ne infischiate dei dubbi effetti dell’infuso, cosa giusta e buona, fate il gel facendo bollire i semi mezz’ora, otterrete lo stesso risultato senza pappine marroni, odori e disgrazie.
Il resto del procedimento è un’emulsione normale, a caldo: ho stemperato la cassia hydroxypropyltrimonium chloride nella glicerina, aggiunti miele, gsl e lecitina, portato a temperatura e aggiunto la fase grassa.
A freddo pantenolo, proteine, olio essenziale (è irritantissimo, quindi occhio se lo usate) e conservante aumentato per le colonie che potrebbero nascere da quel mix di zuccheri.

L’ho usata per poco più di un mese, una volta a settimana, solo sulle lunghezze umide tenuta in posa per un’ora.
I capelli sembrano più corposi, ma potrebbe essere per le proteine che inserisco ovunque.
È una maschera discreta, lascia i capelli morbidi, si lava bene a patto di usare shampoo non troppo delicati e di non usarla alle radici.
Ne va fatta poca, anche con il conservante a 0.8 c’è rischio di invasioni batteriche e muffe. Non ne farei più di 200gr per volta, e la consumerei entro due mesi massimo.
La cassia hydroxypropyltrimonium chloride credo sia abbastanza difficile da trovare, si può sostituire con il guar, odore e risultati sembrano essere gli stessi. Gli oli e i burri sono tutti sostituibili con gli oli con cui vi trovate meglio.
Il montanov 68 è obbligatorio, emulsiona praticamente tutto e vi permette di alzare ulteriormente i grassi a 40/45.

Balsamo vaniglia e cacao

Fase A
Behentrimonium chloride 2
Cetrimonium chloride 3
Alcohol cetilstarilico 3
Jojoba 0.5
Fase B
Acqua a 100
Gel semi di lino 20
Lecitina di soja 3
Glicerina 3
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Fase C
Proteine quaternizzate della seta 1
Polyquaternium 7 0.5
Cheratina in polvere 0.5
Phenonip 0.5
Acido lattico a ph 4
Fragranza vaniglia/cacao

Balsamo leggero, post shampo e maschera. Lo uso dopo le maschere, per non ungere troppo i capelli ho limitato al minimo gli oli.
Su di me ha un minimo effetto districante, essendo parecchio leggero potrebbe andare bene per il cow.
Anche qui l’olio è sostituibile da un qualsiasi olio non termolabile. L’unica regola è “più olio si mette più si ingrassano i capelli”

Latte leave-in leggero per capelli ricci

Fase A
Acqua a 100
Glicerina 5
Cassia hydroxypropyltrimonium chloride 0,2
PemulenTr2 0.4
Acrylates Crosspolymer-3 3
Fase B
Olio di cacao 2
Olio di jojoba 1
Burro di karitè 2
Alcool cetilico 0.5
Fase C
Phenonip 0.5
Soluzione di soda per pH 6

Semplice nel senso che non c’è nulla ed è un po’ una paraculata.
La formula l’ho trovata in un prontuario sull’uso del Pemulen-Tr2, emulsio gellante che ora vendono anche su GlamourCosmetics (vendono il tr-1, li ho testati entrambi e per questa ricetta dosi e resa sono identici).
La definizione la da l’acrylates crosspolymer-3, è leggero, non lucida tantissimo e lascia i capelli piuttosto morbidi. I ricci sono perfettamente definiti, boccoloni, l’unico neo è la durata corta, una giornata. Se ci si dorme sopra i capelli tornano tristi e semplicemente mossi.
A patto di avere tutti gli ingredienti è una ricetta for dummies: ho lasciato idratare il pemulen una notte, aggiunto il resto degli ingredienti, scaldato le due fasi, emulsionato e conservato, stop.

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Spray lucidante, volumizzante

Acqua a 100
Glicerina 2
Magnesio solfato eptaidrato 1
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Inulina 1
L-cisteina 2
Pantenolo 1
Collagene nativo idrolizzato 0.4
Proteine idrolizzate del grano 0.5
Phenonip 0.5
poliglicerile 10 laurato qb

Ho mescolato nell’ordine tutti gli ingredienti, solubilizzato il conservante e tamponato per ph 5.
Lucida parecchio, indurisce e volumizza, per contro lascia i capelli leggermente secchi. Permette una piega che dura diversi giorni.
L’ho usato qualche volta prima della piastra (ho ripreso a farla saltuariamente) ed è durata intatta due giorni buoni, senza usarlo torno riccia in meno di mezza giornata.
Se li asciugo con il becco e li pettino con le mani tendono a lisciarsi, con il diffusore mi trasformo in una pecora. Non sarebbero ricci malvagi, se non fosse per la pecca della secchezza.
Un diffetto orribile: puzza in modo atroce. Tra cisteina, proteine e collagene emette un odore di zolfo tremendo, non si copre con nessuna fragranza e si porta addosso per mezz’ora buona. Entro un’ora sparisce completamente e rimane solo la fragranza, ma durante l’asciugatura sembra di essere immersi in una solfatara. Tenete conto della cosa se avete un naso sensibile.
Il volume lo da il solfato di magnesio, quindi se volete solo quello senza tutta la mistura odorosa ne basta una bustina (lo vendono in farmacia a prezzo ridicolo come.. purgante, si) sciolta in un bicchiere d’acqua come ultimo lavaggio. No odore, solo gioia.

Gel per capelli fissaggio debole

Acqua a 100
Glicerina 2
Gel di semi di lino 20
Carbopol ultrez 30 0.3
Acrylates Crosspolymer-3 5
Pantenolo 1
Cosgard 0.6

Gel semplice, paraculata come il leave-in, trovata sempre tra le formule del fornitore. L’acrylates crosspolymer-3 si può sostituire con pvp/PA, non è una sostanza eccelsa ed è oltre il chimico, ma il solo gel ai semi di lino mi fa assomigliare a un narcos colombiano, quindi per infauste vie mi sono procurata quello, ci ho fatto un gel oil-free spartano e.. funziona! Fissa ma non fa effetto plastica, non incolla e mi tiene a bada i ciuffi quando li lego.
Oltre a quel fissaggio non arriva, non ci si fanno mirabolanti pieghe o roba simile.
Non avevo mai provato seriamente un prodotto in gel, quindi è probabile che ne conosciate almeno 10 in commercio che hanno lo stesso effetto. Sono rimasta al mezzo litro di gel azzurro, quindi cercate di capire il mio gaudio.
Anche per questo la preparazione è for dummies, si preparano gsl e gel di carbomer, si aggiunge il resto degli ingredienti e si tampona a 5/6. A 6 diventa completamente trasparente, a 5 rimane torbido come lo vedete, se aggiungete una fragranza e non la solubilizzate rimane opaco.

Ebbene, sono tornata con cinque ricette scopiazzate qua e la, spero vi siano piaciute e che qualcuno si lanci in intrepidi lavaggi al solfato di magnesio ^_^

Alla prossima!

Trattamento capelli aridi – Maschera pre shampo, balsamo, leave-in

Torniamo in tema capelli, mi sono fatta diverse cose nuove prima delle vacanze, causa stress avevo la chioma completamente distrutta, più arida del solito e con la cute che faceva le bizze, con desquamazione e secchezza particolarmente fastidiose.

trattamentocapelli

Non ho provato lozioni, non hanno mai funzionato, ho preferito tentare un’altra strada e fare più cow rispetto allo shampoo normale.
La routine è diventata un impacco prima di ogni shampoo per un mese, una seccatura ma andava fatto, e cow con scrub al cuoio capelluto.
Nel giro di un mese e mezzo i capelli sono tornati come nuovi e la cute si è stabilizzata, non credo unicamente grazie ai prodotti, ma sicuramente hanno aiutato.

Ho sperimentato un incrocio tra la Linissimo e la BelliCapelli, riprendendo il quantitativo di oli da una e il sistema emulsionante dall’altra.

Inci Bellicapelli:
 Infuso di Henné (Lawsonia inermis), Acqua (Aqua), Cetearyl Alcohol & Sodium Lauryl Sulfate, Olio Extra Vergine di Oliva (Olea europaea), Benzyl Alcohol, Olio Essenziale di Ylang Ylang (Cananga odorata), Essenza Assoluta di Gelsomino (Jasminum officinale), Olio di Germe di Grano (Triticum vulgare), Olio di Jojoba Biologico (Simmondsia chinensis), Olio di Mandorle Dolci (Prunus dulcis), Olio di Noce Brasiliana (Bertholletia excelsa), Olio Extra Vergine di Cocco (Cocos nucifera), Olio di Canapa Biologico (Cannabis sativa), Olio di Soia (Glycine soja), Olio di Ricino (Ricinus communis), *Benzyl Salicylate, *Benzyl Benzoate, *Farnesol, Geraniol, Linalool, Hydroxycitronellal, Benzyl Alcohol, Isoeugenol, Profumo (Parfum), Methylparaben, Propylparaben.
 * Presente naturalmente negli oli essenziali.
Inci Linissimo:
 Aqua - Helianthus annuus seed oil*- Cetearyl alcohol - Glycerin*- Butyrospermum parkii butter*- Distearoyl ethyl Hydroxyethylmonium methosulfate - Linum usitatissimum oil*- Capryloyl glycine - Inulin - Lactic acid - Sodium dehydroacetate - Rosmarinus officinalis extract - Brassica napus seed oil - Citrus aurantium dulcis oil*- Profumo - Limonene*
 *da agricoltura biologica
Maschera impacco nutriente
Fase A
acqua a 100
gel semi di lino 30
miele 3
lecitina di soia 4
glicerina 3
Fase B
alcool cetilstearilico 5
behentrimonium chloride 5
olio di mandorle dolci 2
olio d’oliva 3
olio di cocco 1.5
burro di karitè 1
cera jojoba 1
FaseC
Olio di lino 2
Olio di canapa 0.5
Olio di germe di grano 0.5
pantenolo 2
proteine della seta 1
Umectol 2
Phenonip 0.7

Volevo una maschera corposa e lavabile. Si spalma benissimo (non è il mattone che uso di solito), la tengo in posa per mezz’ora/un’ora e si lava perfettamente e lascia i capelli molto morbidi. La sconsiglio come balsamo, ha molti oli e sicuramente ungerebbe.
La lecitina sui capelli è favolosa, non l’avevo mai provata e si è rivelata un ottimo attivo.
Causa miele e gel di semi di lino va alzato il conservante, anche a 0.8 se non vi sentite sicuri.

trattamentocapelli2

Balsamo spray senza risciacquo e balsamo per cow

Non so come possa comportarsi un prodotto del genere sui capelli lisci, con molta probabilità li affloscia e sporca molto più rapidamente, quindi se volete provarlo fatene poco (con questa formula si può lavorare anche su 100gr). Per lo spray ho usato il metodo onepot, tutto in un becker, scaldato fino a scioglimento delle cere e trasparenza del condizionante, frullato e mescolato. A 35/40° aggiunti attivi e conservante.

Acqua a 100
Glicerina 3
Inulina 1
Cetrimonium chloride 2
Behentrimonium chloride 3
Alcool cetilstearilico 2
Olio di cacao 0.5
Proteine del latte 2
Collagene nativo idrolizzato 0.5
Pantenolo 1
Gel sodio jaluronato 1% 2

È una formulazione non liquidissima, ma spruzzabile. Non so se avete mai usato il Provost, ecco no, molto più denso, ma almeno non ucciderete chi entrerà in bagno dopo di voi perché si deposita ovunque.
Si passa sui capelli umidi, li rende immediatamente pettinabili e pronti per l’asciugatura.
Sui capelli asciutti tende a seccare, non so se sia un problema dovuto alla mia tipologia di capelli, ma sembra quasi una lacca, li rende duri e crespi.
Non mi succedeva con quello con solo behentrimonium e proteine, quindi potrebbe essere colpa dell’altro condizionante. Quando non ho tempo o voglia uso questo, altrimenti solita routine balsamo, leave-in.
Ovviamente un prodotto di questo tipo non andrebbe abbinato ad altro o sicuramente vi troverete i capelli lercissimi in un giorno.

Nei prodotti per capelli, tranne per le maschere, ormai uso quasi solo olio di cacao e karitè, indifferentemente burro o olio, jojoba e oli sintetici. Bella resa, non irrancidiscono e durano una vita.

Per il balsamo per cow vi rimando a una delle ricette di natale, è perfetto e basta seguire la procedura classica: balsamo/zucchero di canna in posa anche sulle radici per 15min e risciacquo con acqua calda.

Una ricetta più leggera per cow frequenti è questa:

Acqua a 100
Glicerina 2
Solfato di magnesio 0.5
Inulina 1
Cetrimonium chloride 2.5
Cera jojoba liquida 1.5
Alcool cetilstearilico. 2.5
Proteine quaternizzate della seta 1
Collagene nativo idrolizzato 0.5
Polyquaternium 7 0.5
Phenonip 0.5
Fragranza qb
Opzionali: miele, oe rosmarino, lavanda e limone, gel ai semi di lino.

Risulta un balsamo leggermente più denso dello Splend’Or, meno pesante di quello di Natale, perfetto da utilizzare per lavaggi frequenti. Procedura inversa di emulsione come per tutti i balsami, acqua in olio, o le cere si attaccano alle pareti del beker mentre state versando la fase.

Questo latte nasce dall’esigenza di avere un leave-in dopo lo shampo o, in casi disperati, anche post balsamo

Fase A
Acqua a 100
Glicerina 3
Gel di semi di lino 30
Sale inglese 0.3
Carragenine 0.8
Fosfatidilcolina 2
Inulina 0.5
Fase A
Caprilico caprico trigliceride 3
Olio di cacao 1.5
Coco silicone 1.5
Behentrimonium chloride 1
Alcool cetilstearilico 2
metilglucosio sesquistearato 3
Fase C
Cheratina idrolizzata 0.5
Proteine della seta quaternizzate 1
Pantenolo 1.5
Gel sodio jaluronato 1% 1.5
Phenonip 0.7

Stempero inulina e sale inglese nella glicerina, aggiungo il gsl, acqua tiepida e carragenine.
Aggiungo la fosfatidilcolina (attivo/emulsionante simile alla lecitina, se non l’avete si può usare quella) e frullo.
La fosfatidilcolina al pari della lecitina di soya è un ingrediente di cui si può benissimo fare a meno, ma utilissimo nei prodotti per capelli.
Preparate la fase B, portatela a temperatura e versatela sulla A precedentemente scaldata, mescolando e frullando. A 35/40° i restanti attivi.
La cheratina puzza, e le proteine della seta non profumano propriamente, se aggiungete la fosfatidilcolina e il condizionante avrete un mix decisamente poco piacevole. Potete decidere se sommergere il latte di fragranza o sopportare l’odore, che durante l’asciugatura sparisce completamente.

Se volete un prodotto più leggero e semplice emulsionate a freddo, se calate le cere rischiate vi si separi in meno di una settimana (già provato). Una formula potrebbe essere questa

Fase A
Acqua a 100
Glicerina 3
Gel di semi di lino 30
Sale inglese 0.3
Carragenine 0.7
Inulina 0.5
Proteine della seta quaternizzate 1
Pantenolo 1.5
Gel sodio jaluronato 1% 1.5
Fase B
Olio di cacao 1
Coco silicone 1
Olio di cocco 1
Olio di karitè 1
Lisolecitina 3
Phenonip 0.7

Preparate le due fasi, e versate B su A mescolando, frullate e portate a ph 4.5 con lattico o citrico. Ne ho fatta una simile, di cui vi parlerò, meno gel ai semi di lino aggiungete, meno diventa budinosa. Potrebbe essere a rischio di separazione, nel caso basta alzare la liso o aggiungere un emulsionante idrofilo a freddo.

trattamentocapelli4

Questo latte è molto efficace, ricompone i ricci e li mantiene morbidi, la cheratina e le proteine impaccano un po’, quindi se non avete capelli da arricciare vi consiglio di abbassare le percentuali.
Sodio jaluronato e pantenolo sono utilizzati come umettanti e ammorbidenti, ovviamente non nutrono, riparano o altro, ma aiutano a mantenere i capelli un po’ più morbidi.
Il risultato una crema leggera, quasi un fludo, io la uso solo su lunghezze e punte, sulle radici quei grassi sporcherebbero troppo rapidamente.

Proteine, collagene e sostanze simili si depositano sui capelli e tendono a ingrossarli leggermente, compromettendo di poco la morbidezza. Per evitare questo basta interromperli per un paio di lavaggi ogni due, tre mesi e i capelli tornano fini come li ricordavate.

Come vi avevo promesso eoni fa ecco una foto dei miei capelli, asciugatura tiepida con crema post lavaggio. Di solito tra lavaggio e asciugatura ci metto una mezz’ora, anche 40 minuti se fa particolarmente freddo.
Non ho i trip dell’aria naturale, morirei. E onestamente dopo due anni non vedo nessuna differenza tra asciugacapelli freddo e tiepido (a parte la mia sanità mentale).

trattamentocapelli3

Qual è la vostra routine? Usate prodotti post shampoo? Alla prossima ^_^

Haircare – Balsamo e Spray lucidante

Sono i primi esperimenti con i per prodotti capelli, i primi di una lunghissima serie (spero).

balsamo1

Ho fatto il primo balsamo a giugno, 100 gr solo per provare la ricetta, ed era venuto un mezzo disastro, pieno di bolle, ma districantissimo.
In settimana ho ricevuto un carico di materie prime e ho deciso di rifarlo, senza aggiunte per non fare asinate.
La ricetta non è mia, l’originale è questa.

Fase A
alcool cetilstearilico 6.50
behentrimonium chloride 5.00
olio di cocco 0.50
cera jojoba 2.50
Fase B
acqua 80,00
guar hydroxypropyltrimonium chloride 0,15
glicerina 2,00
Fase C
proteine del grano idrolizzate 2
polyquaternium-7 0,50
phenonip 0,50
fragranza poison gf qb
acido citrico a pH 4,5

Ho scaldato contemporaneamente entrambe le fasi a bagnomaria, attenta a non superare i 70°, ho aspettato che le gocce di behentrimonium chloride fossero trasparenti, e tolto dal fuoco, ho versato tutta la fase a sulla b. Ho frullato con il minipimer fino a sbiancamento e trasferito il contenitore in un bagnomaria freddo, continuando a mescolare fino a raffreddamento.
Mescolando, la crema diventa progressivamente più densa, della consistenza della maschera al karitè dei provenzali.
Una volta fredda ho aggiunto la fase c un ingrediente alla volta, facendo molta attenzione alle proteine, smontanti, e portato il balsamo a ph 4.5 con acido citrico. Il balsamo raggiunge la consistenza definitiva dopo due tre giorni, consistenza da vasetto.
Vi consiglio di leggere il post di Lola, spiega dettagliatamente tutti i passaggi ed eventuali sostituzioni apportabili.
Io ho alzato la quota grassa a 3, non lo uso direttamente sulla cute, ma solo sulle lunghezze.

Spray lucidante

È l’ultimo arrivato, il progetto più scemo che ho fatto finora.
Lo uso come finish lucidante e profumo per capelli

Acqua 94,4
Glicerina 2
Pantenolo 2
Proteine idrolizzate del grano 1
Fragranza poison gf qb
polyglyceryl-10 laurate qb
Acido citrico per ph 4.5
Cosgard 0.6

Ho aggiunto un ingrediente alla volta e portato a ph 4.5 con soluzione di acido citrico. Se non mettete fragranze oleose, oli essenziali e utilizzante un conservante idrofilo, non avete bisogno del solubilizzante. Questo spray lucida e indurisce leggermente grazie a pantenolo e proteine, lo uso su capelli umidi e passo all’asciugatura, l’effetto è temporaneo e sparisce al primo lavaggio.
Non vi consiglio di aumentare troppo le proteine perchè potrebbero indurire troppo i capelli e renderli poco morbidi.