Crema corpo doposole cocco-menta

Ciao a tutti! Come promesso questo sarà uno degli ultimi articoli destinati alla skin-care estiva.
Come mai un doposole adesso? C’è ancora chi parte per le vacanze, chi è tornato ma ha bisogno di una crema leggera blandamente lenitiva e perché no? Per i tanti fortunati che possono godersi gli ultimi giorni di mare e spiaggia. E’ una crema un po’ lunga da fare, ma se avete già un minimo di esperienza con un’ora avrete risolto tutto.

doposole1

Fase A
Acqua a 100
Allantoina 0.3
Glicerina 2
Sorbitolo 1
Gomma xantana SF 0.1
Carbopol Ultrez 21: 0.2
Fase B
Ethylhexyl stearate 2
Coco caprilate 1.5
Olio di riso 2
Olio di cacao 1
Tocoferolo 1
Burro di cupuacu 0.5
Gc-Derm 2.5
Gliceryl stearate SE 0.5
Cera di candelilla 0.3
Behenyl alcool 0.2
Fase C 1
Cetiol sensoft 1
Silice micronizzata 0.2
Bisabololo 0.5
Ubiquinone coenzima Q10 0.1
Phenonip 0.5
Fase C2
Estratto glicolico di calendula 2
Gel di sodio jaluronato doppio peso molecolare (alto peso 1%, basso peso 0.5) 1.5% 3
Pantenolo al 75% 0.7
Sodium pca 0.5
Eurol BT 0.3
Fase C3
Acqua 5
SAP 1.5
Niacinamide 2
Fase C4
Nano liposomi antioxidant 3
Profumazione qb: cocco, oe menta, vaniglia. Colorante gel giallo e verde una goccia.

Come si fa?
Preparo i due gel di carbopol e xantana separatamente. In 2/3 d’acqua disperdo a pioggia il carbopol e lo metto da parte, nel mentre preparo il gel di xantana, predisperdendo la gomma nella glicerina e aggiungendo lentamente l’acqua rimasta, mescolando per evitare la formazione di grumi. Verrà un gel molto liquido.
Unisco i due gel, aggiungo la restante fase A, frullo e metto il becher a bagnomaria sul fuoco.
Preparo la fase B e metto il becher con i grassi a bagnomaria a fianco della fase A.
Mentre le fasi si scaldano preparo la fase C1, sciolgo il Q10 nell’olio tiepido (NON BOLLENTE) e aggiungo silice, bisabololo e conservante. Metto il becher da parte.
Preparo anche la fase C2, sciogliendo il SAP nell’acqua e mettendolo da parte.
Al raggiungimento della temperatura idonea ad emulsionare verso la fase grassa (B) in quella acquosa (A), in due tempi, verso, mescolo e frullo, verso la restante fase grassa, mescolo e frullo per emulsionare. Risulterà una crema molto fluida che addenserà con il raffreddamento.
Continuo a mescolare la crema fino a intiepidimento e tampono con qualche goccia di soda per portare la crema a 5.5.
A crema fredda aggiungo la fase C1, mescolando e dando una breve frullatina, successivamente aggiungo la fase C2, un ingrediente alla volta, lentamente, mescolando tra un’aggiunta e l’altra. Attenzione al sale, tende un po’ a smontare la crema, ma se aggiunto goccia a goccia il prodotto manterrà la sua densità.
Aggiungo la soluzione di SAP, ricontrollo il pH (dovrebbe essere rimasto tra il 5 e il 6) e verso a pioggia la niacinamide sulla crema, mescolando.
Prima di versare i liposomi frullo un ultima volta e profumo.

Ingredienti e sostituzioni:
Allantoina: lenitiva, non omissibile. Costa poco ed è tra gli ingredienti base se volete spignattare
Glicerina: l’ho tenuta bassa per non avere affetto carta moschicida, se la alzate la crema sarà più idratante, ma potrebbe fare sudare.
Sorbitolo: lo adoro nelle creme, è umettante e permette di abbassare la glicerina senza averne gli effetti collaterali. Omissibile.
Gomma xantana SF: più leggera e meno addensante della gomma classica, si può usare la xantana normale.
Carbopol Ultrez 21: non usate il 30, la crema si addensa con il tempo e con il 30 rischiate un mattone budinoso.
Mix di oli: ho scelto oli leggerissimi e setosi per rendere la crema leggera e spalmabile.
Tocoferolo: antiossidante, insostituibile. Se lo aumentate la crema risulterà un po’ più pesante e vi consiglio di aggiungere uno 0.1 di silica.
Burro di cupuacu: burro non grassissimo e abbastanza duro, sostituibile con metà Sal o Kokum e metà cacao. In mancanza di entrambi il karitè andrà benissimo. Io ho la versione raffinata, quindi inodore, quello grezzo dovrebbe odorare di cacao.
Sistema emulsionante: potete usare il sistema emulsionante che più vi piace, ma questo risulta idratante, setoso e non fa scia. Io vi consiglio di non cambiarlo o di provare a rifarlo il più possibile simile all’originale. Il GC-Derm fa la differenza, se non avete il behenyl alcohol usate l’alcool cetilstearilico.
Silice micronizzata: per asciugare, sostituibile con Dry-flo.
Bisabololo: insostituibile. Lenitivo eccellente contro le irritazioni.
Q10: antiossidante. Omissibile essendoci già i liposomi antiox.
Estratto glicolico di calendula: lenitivo, sostituibile solo con un altro lenitivo, esempio eg di liquirizia, Nosense ecc.
Gel di sodio jaluronato doppio peso molecolare: sostituibile con il gel ad alto/medio peso molecolare (quello classico) all’1% alla stessa percentuale.
Pantenolo: insostituibile. Anti-infiammatorio, stimolante dell’epitelizzazione, favorisce la cicatrizzazione. L’ho tenuto basso per evitare che la crema risultasse pesante.
Sodium pca: sostituibile con sodio lattato o con Lactil, Umectol o simili.
SAP: forma stabile della vitamina C. Antiossidante, fondamentale in un prodotto doposole. Insostituibile.
Niacinamide: lenitivo e idratante. Non superare il 2%, sopra al 3 si utilizza per prodotti anti-acne. Ad alcuni da fastidio anche a basse percentuali, se sapete se vi irrita omettetela. Controllate sempre il pH prima di inserirla, tenetevi sul 5.5. Vi consiglio di leggere questo topic.
Liposomi antiox: liposomi di coenzima Q10 e acido alfa lipoico, svolgono azione antiossidante.

doposole2

Come, dove, quando?

È una crema che addensa col tempo ma non budina, si può invasettare sia in dispenser che in barattolo.
Si spalma e si assorbe velocemente, non produce nessuna scia bianca, lascia la pelle liscia e morbida e la sensazione di nutrimento rimane sulla pelle per diverso tempo. Sul lato antiossidante ci siamo, ho messo un’abbondante dose di attivi, sul lato lenitivo funziona solo se non vi siete bruciate seriamente e non vi siete trasformate in un’aragosta.
Io l’ho usata per tutto luglio e agosto, mi ha lenito molto bene i leggeri rossori post esposizione ed è stata una buona crema idratante anche per piccole desquamazioni successive a una brutta dermatite sulle gambe che mi ha colpito a giugno.
La sto utilizzando tutt’ora alternata a una crema anticellulite di cui vi scriverò in uno dei prossimi articoli.
Non fa sudare e la trovo abbastanza adatta al periodo caldo/freddo di questo ultimo mese.
Non la consiglierei in caso di scottatura seria o di vacanza ai tropici (LOL), la trovo un prodotto più adatto ai leggeri arrossamenti.

Spero che questa ricetta vi sia piaciuta ^_^ Alla prossima!

 

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Crema corpo fondente alla rosa

Ed eccoci qua, questa è la prima volta che lavoro col Cetearyl Glucoside, quindi non sapevo assolutamente che tipo di prodotto avrei avuto. Prima di formulare la crema ho studiato qualche ricetta e il topic sul forum di Lola, durante l’esecuzione sono stata seguita in diretta da Piccante, che ringrazio per la pazienza :)

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Fase A
Acqua a 100
Allantoina 0.2
Glicerina 3
Cetearyl Glucoside 1.5
Fase B1
Jojoba 1.5
Olio d’oliva 2
Olio di cacao 2.5
Tocoferolo 1
Burro di karitè raffinato 1
Burro di cacao raffinato 0.5
Alcool cetilstearilico 0.5
Gliceril Stearato Citrato 0.5
Fase B2
A 60°
Ethylhexyl stearate 2
Cetiol sensoft 1.5
Carbopol Ultrez 30 0.30
Gomma xantana normale 0.2
Face C1 a tiepido
Abil Care 85 0.5
Olio di zucca spremuto a freddo 3
Dry-flo 0.5
Fase C2 a freddo
Estratto glicolico di liquirizia 3
Sodio jaluronato in soluzione 1% 3
Pantenolo in soluzione 75% 1
Lactil 0.5
Sodium pca 0.5
Aqua-Shuttle 2
Phenonip 0.5
Profumazione: Rosa Tea Gracefruit 5gtt, Rosa Rossa Glamour Cosmetic 2gtt, Fragranza Fico Glamour Cosmetic 1gtt, Neroli Glamour Cosmetic 2gtt, Arancio dolce 2gtt, Crisp Winter Gracefruit 1gtt, Oe sandalo 1gtt

Come ho lavorato?

Per prima cosa ho disperso i gelificanti (fase B2) negli oli e li ho tenuti da parte.
Ho mescolato l’olio di zucca e l’Abilcare, aggiunto il dryflo (C1), stemperando bene, e l’ho messo da parte.
A questo punto ho proceduto con la fase A e B1. In un becher ho preparato la fase A, disperdendo l’allantoina nella glicerina, aggiungendo tutta l’acqua e il Cetearyl Glucoside, mescolato e messo sul fuoco a bagnomaria.
A parte ho preparato e messo a bagnomaria anche la fase B1. Raggiunti gli 80° ho frullato brevemente la fase acquosa e vi ho versato dentro la fase grassa (B1), frullando fino a sbiancamento. Si è formato un latte bianco e liquidissimo.
Ho mescolato la crema fino al raggiungimento dei 60°, a quel punto ho aggiunto i gelificanti pre-dispersi (B2), mescolato e frullato benissimo.
Ho controllato il pH e tamponato per portarlo a 5.5/6. Correggendo il pH la crema si è addensata, passando da un un latte a una crema da vasetto.
A intiepidimento ho aggiunto la fase C1, frullato, e aggiunto tutti gli ingredienti della fase C2, uno alla volta, mescolando bene tra un’aggiunta e l’altra. Ho frullato un’ultima volta prima di aggiungere Aqua-Shuttle, conservante e profumo.

Mi rendo conto che il procedimento possa essere un po’ macchinoso per chi è alle prime armi, ma in realtà è molto semplice, serve solo qualche accortezza.
Lavorate molto bene i gelificanti, sia in fase di dispersione sia all’aggiunta. Se non vengono frullati bene rischiate di trovarvi i grumi di carbomer/xantana.
Perdete tempo nella dispersione del Dryflo o rimarranno i grumi, rischiando di compromettere la stabilità della crema. Io solitamente lo lavoro anche 3/5 minuti.
Tamponate prima di aggiungere gli attivi e inseriteli lentamente, non tutti insieme, o rischiate di smontare il carbomer.

Sostituzioni: nella cascata di grassi non sostituirei nulla a parte l’olio di zucca non essendo di facilissima repiribiltà. Io lo uso a volte per cucinare, ma non è indispensabile per la riuscita della crema. E’ un olio abbastanza denso e corposo, dall’odore particolare (avete presente i semi di zucca?), da colore molto scuro. Penso si possa sostituire con un olio medio come il canapa o l’olio di rosa mosqueta.
Al posto del sodium pca o del lactil si può utilizzare il sodio lattato, anche in questo caso aggiungetelo lentamente per evitare di smontare il carbomer.

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La crema è morbida, ma densa da barattolo, si assorbe molto velocemente, non frena, non unge e non fa scia. L’effetto è molto particolare, lascia la pelle setosa e leggermente nutrita, pur assorbendosi in pochi secondi.
La sto usando dopo la doccia, spalmandola si assorbe completamente nel giro di un paio di minuti, lasciando la pelle completamente asciutta e non appiccicosa.
La profumazione è come da titolo, alla rosa, smussata da qualche goccia di agrumi, riscaldata dal sandalo e rinverdita da Crisp Winter e Fico. Le ultime due sono molto potenti, in questa composizione si sentono il giusto per non dare alla crema un profumo troppo cimiteriale.

Non credo sia adatta a pelli particolarmente secche, l’effetto è davvero evanescente e la vedrei bene per il periodo primaverile o estivo o per chi non necessità di buona idratazione. E’ perfetta da utilizzare in fretta prima di uscire o in occasioni in cui non si può perdere troppo tempo per incremarsi, tipo piscina e palestra.

Ne sono molto, molto soddisfatta, anche se preferisco creme più idratanti, credo che con questo emulsionante si possa giocare molto per ottenere prodotti leggeri estremamente versatili.

Spero che questa crema vi sia piaciuta, alla prossima ^_^

Summer hair care – Shampoo antiforfora, shampoo delicato alla pera e balsamo rosa e gelsomino

Come vi avevo anticipato nel primo capitolo, questo post tratterà i prodotti che hanno fatto parte della mia routine estiva e che sto tutt’ora utilizzando. Lo so che sono fuori tempo massimo, ma non si tratta di prodotti esclusivamente estivi, sono solo più leggeri e lavanti rispetto a quelli che uso normalmente, quindi penso possano essere carini per chi si è appena avvicinato all’autoproduzione e vuole qualcosa simil-commerciale.

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In questa parte vi presenterò il balsamo e due shampoo che ho utilizzato in questi ultimi mesi.

Il primo shampoo è un’antiforfora ed è la punta di diamante del post. È un prodotto che mi ha dato enormi soddisfazioni e che pur lavando bene rimane molto delicato e non irrita la cute.
La ricetta non è farina del mio sacco, ma ho preso spunto da questa

Shampoo antiforfora
Acqua 100
Glicerina 2
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.10
Inulina 2
Miele 2
Sles 25
Lauryl glucoside 8
Disodium cocoamphodiacetate 5
Coco glucoside & glyceryl oleate 2
Cocamidopropyl betaine 10
Perlante 5
Piroctone olamine 0.50
Acido salicilico 0.50
Alcol buongusto 0.50
Phenonip 0.5
Proteine quaternizzate della seta 2
Poliquaternium 7 1
Fragranza: Rosa rossa Glamour Cosmetics 10gtt, Vaniglia Glamour Cosmetics 3gtt, Gelsomino Gracefruit 5gtt, Oe mandarino verde 5gtt

Come si fa?

Per prima cosa ho fatto sciogliere piroctone olamine e acido salicilico nell’acool.
Successivamente ho preparato la fase acquosa, ho sciolto glicerina e miele nell’acqua, disperso a pioggia il guar hydroxypropyltrimonium chloride e ho frullato per rendere omogeneo il composto.

Ho aggiunto all’acqua tutti i tensioattivi eccetto la betaina e ho frullato.
Ho aggiunto betaina e perlante, mescolando il composto è diventato densissimo, quasi un blob, ma aggiungendo la soluzione alcool, piroctone e salicilico si è leggermente fluidificato.
Per ultimi ho aggiunto proteine, polyquaternium 7, conservante e fragranza, frullando il tutto per omogeneizzare il composto.
La versione originale prevede il mentolo, che sono sicura renderebbe il prodotto più fluido. A me personalmente gli shampoo al mentolo non piacciono molto, ma in un prodotto del genere credo sia una buona idea per rinfrescare la cute.
Il risultato finale è molto denso e schiumogeno, lava bene ma non secca i capelli, che grazie ai condizionanti sono resi pettinabili.
Ho provato questo shampoo tutto agosto e settembre, perché causa stress e caldo mi si era presentata una fastidiosa forforina secca, con conseguente prurito alla cute. Quando si presenta questo problema di solito sparisce da solo nel giro di un mese, in questo caso la forfora è sparita nel giro di 3/4 lavaggi, idem il prurito, la cute è tornata alla normalità nel giro di 10 giorni.
Per me è super promosso, credo ne terrò sempre un flacone di scorta se dovesse ripresentarsi la malefica.

Sostituzioni:
Potete omettere il miele, a me piace nei prodotti per capelli, ma non è indispensabile, fa più poesia.
Terrei identica la base lavante, per me è molto buona così e modificando qualche tensioattivo il prodotto potrebbe risultare diverso. Vi consiglio di partire dall’originale che vi ho linkato poco sopra e modificare eventualmente qualcosa a seconda delle vostre esigenze.
Piroctone olamine e acido salicilico sono indispensabili, sono gli attivi antiforfora, quindi se li omettete avrete un prodotto completamente diverso. Per approfondimento.

Le proteine sono sostituibili da altre proteine quaternizzate.
Il polyquaternium non è sostituibile, aiuta a rendere più districante lo shampoo. Se lo omettete lo shampoo cambia tantissimo, quindi vi consiglio di utilizzarlo.
Il perlante non è sostituibile, si può omettere, ma è d’aiuto nell’addolcire la formula, quindi se lo omettete considerate che avrete un prodotto molto diverso.

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Shampoo delicato gelsomino e pera
Acqua 45
Glicerina 5
Gomma xanthana 0.7
Miele 3
Inulina 2
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.10
FASE B
Decyl glucoside 15
Lauryl glucoside 13
cocamidopropyl betaine 10
FASE C
Pantenolo 2
Proteine quaternizzate della seta 2
Phenonip 0.5
Profumazione: Estratto liquido pera 100% 13gtt, fragranza gelsomino Gracefruit 7gg,

La ricetta è presa da qui, per gentile concessione di Piccante ^_^
Il procedimento è lo stesso dello shampoo antiforfora.
Il risultato finale è un prodotto semi-liquido, mediamente schiumogeno, ottimamente lavante, ma delicato.
La ricetta andrebbe un po’ rivista per una questione di densità, ma con questo shampoo mi ci sono trovata benissimo. Ci sono pochi condizionanti, quindi i capelli hanno bisogno di un balsamo per essere resi più pettinabili.
È delicatissimo sulla cute, lo sto usando da aprile ed è LO shampoo delicato che alterno a prodotti più aggressivi o lavanti.
Rende i capelli lucidi e morbidi, non appesantiti, e rimangono puliti per tre/quattro giorni.
Con questo prodotto si è trovato molto bene anche il mio ragazzo (cute grassa), quindi lo consiglierei anche a chi non ha una cute normale/secca, magari alternato a uno shampoo più lavante.

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Balsamo rosa e gelsomino
Acqua a 100
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Miele 3
Gel ai semi di lino 5
Esterquat 1.5
Behentrimonium chloride 2
Alcool cetilstearilico 4
Olio di cocco 0.5
Proteine quaternizzate del latte 1.5
Proteine del grano in polvere 0.3
Pantenolo 1
Cosgard 0.7
Profumazione: Rosa Rossa Glamour Cosmetics 5gtt, Tea Rose Gracefruit 5gtt, Gelsomino Gracefruit 10gtt

Il procedimento è lo stesso utilizzato in questa maschera.
Questo balsamo è stato pensato da utilizzare in combo con shampoo condizionanti, infatti districa e disciplina poco, serve solamente ad ammorbidire leggermente i capelli.
Lascia i capelli morbidi, non appesantiti e molto leggeri, non nutre molto e non unge.
Non è l’ideale per capelli molto mossi o ricci, io difficilmente lo utilizzo con shampoo che non contengono condizionanti.

Sostituzioni: Se sostituite il cetrimonium chloride al behentrimonium chloride avrete un balsamo ideale per cowash, quindi ancor meno districante, ma che appesantirà meno i capelli.
Miele e gsl sono omissibili, il primo serve un po’ a “nutrire” e ammorbidire il capello, il gel aiuta a condizionare, ma non fa miracoli. Sono entrambi ingredienti poetici e omissibili.
Pantenolo: non indispensabile in un prodotto a risciacquo, ma ogni tanto mi piace metterlo nei balsami.
Proteine quaternizzate e idrolizzate: le prime aiutano a condizionare, le seconde filmano maggiormente il capello, si possono sostituire con un qualsiasi tipo di proteine quaternizzate e idrolizzate in vostro possesso (riso, latte, miele, avena ecc.).

Vi avevo promesso questo prodotto nell’ultimo post… ma non vedrete la foto, l’ho terminato e ora sto usando un altro prodotto.
Questo non è esattamente un prodotto leave-in, era un spray che utilizzavo tutte le volte che volevo ammorbidire i capelli, lucidarli e profumarli.

Spray condizionante profumato
Acqua
Proteine quaternizzate della seta 0.5
Gel ai semi di lini molto liquido 10
Pantenolo 0.7
Arginina 0.3
Cosgard 0.6
Centrimonium chloride 1.5
Cetiol sensoft 0.5
Coco-caprylate 0.5
Olio di ricino 0.2
Fragranza 40gtt (bergamotto, arancio dolce, neroli, mandarino, saldalo, vaniglia, assoluta di cioccolato in proporzione variabile)
Acido lattico a pH 4.5

Come si fa?
Ho sciolto arginina, pantenolo e proteine nell’acqua, portato a ph 4.5/5 aggiunto tutta la fase grassa e frullato. Il composto è bifasico, quindi ogni volta che si usa va agitato.
Mi sono trovata bene ad utilizzarlo dopo la doccia, a capelli umidi, rende i capelli leggermente meno crespi, ma non appesantisce, non unge e lucida.
Io utilizzavo tre spruzzate per tutta la chioma e una per le punte, sfregandomi il liquido tra le mani prima di passarlo tra i capelli.
È un prodotto super-profumato, quindi l’ho considerato più in questa veste che non come leave-in vero e proprio, spruzzandolo ogni tanto anche solo per rinvigorire il profumo.

È una ricetta davvero scema, se volete replicarla vi consiglio al limite di omettere l’arginina se non l’avete, ma di mantenere il resto invariato.

Spero che queste ricette vi siano piaciute, alla prossima!

Summer hair care: Vanilla, coconut & almond hair mask

So che l’estate è agli sgoccioli, quindi proporvi questi articoli ora può sembrare un controsenso. Ma ho pensato che potrebbero essere utili per chi si sta avvicinando allo spignatto arrivando da commerciali non (o quasi) eco-bio, quindi un po’ più leggeri e preformanti di tante ricette che trovate solitamente qua sopra.
Questa serie tratterà unicamente i prodotti per capelli utilizzati durante il periodo estivo, quindi balsami e maschere leggeri, shampoo delicati e prodotti per lo styling leggerissimi.

fapfap

Questo prodotto è nato da un momento di mestizia in cui non riuscivo più a reggere le mie maschere pre-shampoo zeppe di oli, quindi ho provato a formularne uno che non richiedesse un tempo di posa eccessivo e si lavasse facilmente.

Acqua a 100
Glicerina 5
Inulina 2
Miele 3
Gel ai semi di lino 10
Behentrimonium chloride 3
Alcool cetilstearilico 6
Olio di cocco 10
Olio di macadamia 5
Polyquaternium 7 0.5
Pantenolo 2
Proteine della seta quaternizzate 2
Phenonip 0.6
Profumazione: Cocco savon Glamour Cosmetics 8gtt, Oatmeal, milk and honey Gracefruit 8gtt, Vaniglia Glamour Cosmetics 4gtt
Acido lattico in sol. 80% qb per pH 4.5/5

La preparazione è davvero semplice, per prima cosa preparo un gel ai semi di lino, la densità non è importante, il lavoro addensante lo farà l’alcool cetilstearilico.
Metto tutta la fase acquosa in un pentolino sul fuoco e porto a 80°. Tolgo dal fuoco e aggiungo tutta la fase grassa, mescolando. In pochi secondi si scioglie l’alcool cetilstearilico (si capisce perché l’acqua diventa lattiginosa), a quel punto frullo fino a sbiancamento.
Metto il pentolino in una bacinella di acqua fredda e mescolo fino a raffreddamento. Quando è freddo aggiungo proteine, pantenolo, polyquaternium 7, conservante e fragranza.
Il conservante è leggermente più alto vista la presenza di miele e gel di semi di lino, sconsiglio di conservare con il cosgard. Se avete solo quel conservante potete omettere i due ingredienti e aggiungerne un cucchiaino solo alla porzione di maschera che vi spalmerete in testa.
Il prodotto è molto denso da subito, tenderà ad addensare ulteriormente i giorni successivi, diventando un po’ più densa di quella della Omnia.

Mi trovo benissimo ad utilizzare questo procedimento con i balsami, lo faccio da mesi e non ho mai avuto problemi di separazione o altro. Ho notato di recente che lo consiglia anche Lola per la preparazione del suo balsamo.

Sostituzioni:
Behentrimonium chloride e alcool cetilstearilico sono entrambi sostituibili con il Btms a 7 (verrà un po’ meno densa), se vi manca solo il behentrimonium chloride potete sostituirlo con l’esterquat, tenendo comunque presente che in entrambi i casi la maschera sarà meno districante.
Potete sostituire le proteine della seta quaternizzate con altre proteine (latte, miele), anche idrolizzate, tenendo presente che queste ultime tendono ad indurire di più il capello.

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I miei capelli sono 2cFii e abbastanza lunghi, traduzione per chi non bazzica il forum di capelli di fata: li ho mossi a boccoli, molto fini e molto folti, lunghi circa 80cm.
Utilizzo questo balsamo surgrassato come una maschera, lo applico dopo lo shampoo sulle lunghezze tenendolo in posa 10/20 minuti. I capelli rimangono morbidissimi e disciplinati anche i giorni successivi al lavaggio, cosa che non mi capita con il balsamo che uso normalmente e con le maschere unte. Il prodotto si lava benissimo e non unge a patto di non applicarlo sulla cute.
Non mi ammazza assolutamente i boccoli, anzi rende i capelli più morbidi e pettinabili, meno cespugliosi quando mi sveglio al mattino.
La profumazione è molto dolce, sono partita da un cocco/vaniglia, la vaniglia speziata di Glamour Cosmetics, aggiungendo a prodotto già invasettato una punta di mandorla. Oatmeal, milk and honey a dispetto del nome non sa quasi per niente di miele, è una mandorla molto delicata e non troppo chimica. Il profumo finale del prodotto è molto dolce, sicuramente un po’ stucchevole se annusato dal barattolo, ma non fastidioso se tenuto in posa. Sono preponderanti vaniglia e cocco, si percepisce molto meno la mandorla, che si riconosce solo se si ha avuto modo di annusare la fragranza. L’odore rimane sui capelli anche un paio di giorni dopo il lavaggio.
Il grosso difetto del prodotto è che alla lunga il polyquaternium 7 potrebbe appesantire il capello, per questo credo che lo ometterò quando lo rifarò per l’inverno.

Dal papiro che ho scritto credo si sia capito che questa maschera mi sta piacendo parecchio e sicuramente sperimenterò altre varianti di maschere post shampoo.

Nel prossimo capitolo vi parlerò di shampoo e spray profumato, alla prossima ^_^

Mint fresh – Docciaschiuma e docciacrema alla menta

Ciao a tutti!
Rieccomi dopo tre mesi di assenza, un po’ per pigrizia, un po’ per cause di forza maggiore ho deciso di prendermi una pausa dal blog.
Durante l’estate ho avuto modo di testare diversi spignatti, tra questi ci sono i due detergenti che vi proporrò oggi, che mi hanno aiutata a sopportare la caldana di luglio e di queste ultime settimane d’estate.
Il secondo è un po’ fuori tempo massimo, ho deciso di postarlo ugualmente nel caso dovessero protrarsi le temperature di questi ultimi giorni.

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Docciaschiuma menta e agrumi
Fase A
Acqua a 100
Saccarosio 20.00
Carbopol Aqua SF-1 3.00
Fase B
Sles 20.00
Lauryl glucoside 5.00
Coco Glucoside & glyceryl oleate 5.00
Cocamidopropyl betaina 10.00
GC-Beta HS (Cocamidopropyl Betaine, Glyceryl Laurate, Sodium Chloride, Aqua) 5
Proteine quaternizzate della seta 1.50
Perlante (GC Pearl – Glycol Distearate (and) Steareth-4) 2.00
Phenonip 0.50
Profumazione qb (circa 15gtt): 1 parte di olio essenziale di menta piperita, 3 parti di mix olio essenziale di limone, litsea citrata, bergamotto, un paio di gocce di vaniglia Glamour Cosmetics.

Ho preparato lo sciroppo di zucchero, aspettato che intiepidisse e aggiunto di Carbopol Aqua SF-1. Ho aggiunto uno ad uno i tensioattivi, mescolando tra un’aggiunta e l’altra, per ultima la betaina.
Ho inserito proteine, perlante e conservante, per ultima la profumazione. Ho mescolato tra un’aggiunta e l’altra e frullato alla fine, le bolle sono sparite in un paio di giorni.

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Questo docciaschiuma nasce da un momento di noia totale a luglio, ha un range di tensioattivi abbastanza limitato avendolo prodotto con quelli che utilizzo solitamente per lo shampoo.
Avrei dovuto usare il fruttosio, ma non avendolo ho ripiegato sul saccarosio. In genere lo zucchero da una sensazione più “untuosa” al tatto e un prodotto leggermente più scivoloso, in questo caso il Carbopol sembra avere attenuato questa pecca.
Di solito utilizzo il Carbopol per addensare detergenti che hanno tensioattivi un po’ rognosi (es. sodium cocopolyglucose tartrate, decyl glucoside ecc.), in questo non essendoci niente di smontante al di fuori della profumazione è venuto molto denso.
E’ delicato ma abbastanza lavante, l’ho utilizzato alternato al suo compagno qua sotto per tutta l’estate e non mi ha mai seccato la pelle.
La profumazione è fresca, ho messo due gocce di vaniglia (speziata) per addolcire un po’ gli agrumi, ma non è del tutto percettibile e il risultato è una fragranza agrumata unisex.

Docciacrema menta cocco e lime
Acqua a 100
Glicerina 5
Carbopol Aqua SF1 7 (consiglio di portare a 8)
Sarcosinato 20
Lauryl glucoside 10%
Disodium cocoamphodiacetate 5%
Cocamidopropyl betaine 7
GC-Beta HS (Cocamidopropyl Betaine, Glyceryl Laurate, Sodium Chloride, Aqua) 3
Olio di cocco 12
Phenonip 0.5
Olio di cocco 3
Mentolo 1.5
Fragranza: 9 gtt di fragranza cocco savon Glamour Cosmetics, 5 gtt di olio essenziale di lime, 3gtt di fragranza Zucchero filato.

Questa formula non è mia, l’ho presa dal forum di Lola a questo link, sostituendo lo il sarcosinato allo sles.
Ho mescolato acqua, glicerina, Carbopol e aggiunto tutti i tensioattivi nell’ordine indicato.
La betaina per ultima, sempre prima di inserire olio e fragranza.
Ho unito al bagnoschiuma i primi 12 grammi di olio di cocco, il conservante, frullato, unito i restanti tre grammi di olio di cocco in cui avevo fatto sciogliere il mentolo e la profumazione e frullato nuovamente.
Col senno di poi porterei il Carbopol a 8, il mentolo smolla parecchio, il detergente è leggermente più fluido di come lo vorrei.
Il cocco che ho usato è dolce e delicato, leggermente saponoso, mi ricorda vagamente lo Splend’Or. La fragranza è un po’ sintetica, ma sinceramente non ho ancora trovato un cocco che non mi spari negli anni 80′ quando lo annuso. Non so come possa venire con un’altra fragranza al cocco, ho quelle di Gracefruit e Manske e non le trovo buonissime.

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Questo rinfresca parecchio, mi ha salvata nelle due settimane drammatiche a cavallo tra luglio e agosto. Il primo utilizzo è “molto intenso”, stappa il naso :D,  l’effetto gelo dura circa una ventina di minuti.
La persona a cui l’ho fatto provare non apprezza assolutamente l’effetto del mentolo, quindi se non avete mai provato un prodotto del genere vi consiglio di farne 50/100 grammi solo per provare o rischiate di buttare via un detergente.

In definitiva questi due prodotti mi sono piaciuti parecchio, il primo penso di riprodurlo anche in autunno, con il secondo credo ci rivedremo il prossimo anno.

Spero che questi due bagnoschiuma vi siano piaciuti, alla prossima ^_^

Crema viso idratante matificante

Qualche giorno fa su Facebook avevo anticipato di aver cambiato la crema viso, la ricetta di oggi è del prodotto che sto utilizzando da circa un mese e mezzo.
Ho preso spunto di diverse creme apparse sul Forum di Lola, dalla “seboregolatrice” e voluto provare un po’ di polveri sebo-assorbenti.

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Fase A
Acqua a 100
Allantoina 0.20
Glicerina 3.5
Carbopol Ultrez 30 0.10
Carbopol Ultrez 21 0.20
Xanthan gum SF 0.10
Fase B
Ronaflair® Flawless 3.00
Silica P 1500 0.50
GC-Sphere 3A 0.35
Cetiol sensoft (Propylheptyl Caprylate) 1.50
Coco caprylate 1.20
Ethylhexyl stearate 0.80
Olio di jojoba 0.50
Olio di macadamia 1.00
Tocoferolo 1
Burro di Kokum 0.50
Burro di karitè nilotica 0.30
Trietilcitrato 2.20
Metilglucosio sesquistearato 1
Metilglucosio distearato 1.5
Alcool cetilstearilico 50/50 0.50
Pge-10 laurato sol al 50% 0.35
Fase C
Estratto glicolico di amamelide 2
Sol. sodio jaluronato 1% 3
Pantenolo 1.00
Bisabololo 0.50
Phenonip 0.5
Nacinamide 2.00
Liposomi sap 3

Come si fa?

Ho proceduto emulsionando come una normale crema a caldo, facendo molta attenzione alla fase grassa e disperdendo le polveri partendo dagli oli più pesanti (tocoferolo, macadamia), finendo con i leggeri e i leggerissimi.
Le polveri vanno lavorate molto bene, o la crema si emulsiona male e rischia di separarsi.

A parte ho preparato i due gel 1/3 per la xantana, pre-dispersa in glicerina, a cui ho aggiungo l’allantoina. Nel 2/3 dell’acqua ho preparato prima il gel di Ultrez 21, aspettato che si depositasse sul fondo e aggiungendo successivamente l’Ultrez 30, che ha potuto gelificare con l’acqua rimasta in superficie.
Uniti i due gel ho frullato.

Ho portato entrambe le fasi a temperatura (la parte acquosa deve arrivare quasi a bollore, io l’ho portata a 75/80°), versando metà della fase oleosa su quella acquosa e frullato.
Spatolato brevemente, aggiunto la restante fare grassa (mantenuta nel bagnomaria spento), mescolato e frullato. Successivamente ho spatolato molto, per eliminare le poche bolle che si erano create.
Ad emulsione fatta ho tamponato con la soluzione di soda e, a crema tiepida, ho aggiunto tutti gli attivi, uno alla volta, ricontrollando il pH prima e dopo l’aggiunta della niacinamide.

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Gli ingredienti

Ronaflair® Low Luster Pigment: è un filler color crema chiaro dall’effetto opacizzante. A differenza dell’Ldp white sembra frenare meno. Le percentuali d’uso sono dal 3% al 10%, ho preferito non andare oltre al tre e combinarlo con altre polveri opacizzanti. L’effetto opacizzante c’è, più marcato rispetto all’uso di sola silica o dryflo.

Microsfere di silicone dall’effetto soft-focus. Questa polvere dovrebbe aiutare la spalmabilità del prodotto e renderlo più setoso. Sto usando questa polvere da qualche mese per creme viso e contorno occhi, mi piace veramente un casino :D
L’ho utilizzata anche per questo contorno occhi al mirtillo (0.20), mi terrei su una percentuale un po’ più bassa rispetto a quella utilizzata per questa crema, perchè già si sente (0.25/0.30 sarebbe perfetto).
Anche se Glamour riporta l’effetto sebo-assorbente, non lo noto assolutamente in altri prodotti in cui l’ho usata.

Silice micronizzata: è una polvere bianca, molto assorbente, reperibile su Aroma-zone.
Tra le tre polveri è quella che fa maggiormente la differenza, l’ho testata in prodotti in polvere e in emulsioni, assorbe molto bene il sebo.
Utilizzata ad alte percentuali nelle creme trovo freni un po’, eviterei di utilizzarla da sola.
Se non si ha la pelle veramente lucida eviterei di utilizzarla nelle emulsioni sopra all’1%.
Per i cosmetici in polvere può funzionare come cipria, l’ho utilizzata al 5% accoppiata al Low Luster per il fondotinta minerale e non fa lucidare in ore. Enfatizza un po’ la secchezza, quindi evito di stratificare troppi prodotti che la contengono.
Non è da confondere con la makigel o la silice micronizzata che vende Vernile, questa è molto meno volatile, assomiglia alla silice di Kolorowka.

Biossido di titanio: già utilizzato per quasi tutte le creme viso e contorno occhi presenti sul blog, è un “trucco” di lola, aiuta ai uniformare un po’ l’incarnato. Il biossido di titanio si disperde malissimo in olio, pensavo fosse un mio impedimento nel lavorare la polvere, ma sembra essere un problema comunque. Quindi potrebbe essere un’idea quella di metterlo in A. Se si disperde male non c’è frullata che tenga, rimangono i puntini, che a me non danno fastidio e non compromettono l’emulsione, ma sono veramente antiestetici.

Niacinamide: per vedere effetti sul sebo andrebbe tenuta al 3, in questo caso l’ho utilizzata al due perché se utilizzo questo primer che la contiene la sento “troppa”. Va lavorata a pH 6, vi consiglio la lettura di questo post e della sua scheda.

Pge-10 laurato: è un tensioattivo solubilizzante, il bagnante delle polveri. Ho preferito usarlo per sicurezza, se uso tante polveri uso questo o alzo il glicole propilenico.

Il resto degli ingredienti sono quelli della seboregolatrice. Al posto del Sap in polvere ho utilizzato i nanosomi, non trovo una grande differenza a parte meno difficoltà nella lavorazione e nella stabilizzazione del pH.

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Cosa ne penso?
La crema non è pesante, si lascia massaggiare (nessuna scia bianca), si assorbe rapidamente e non frena. Lascia la pelle nutrita e non mi fa lucidare in ore. Utilizzata da sola il lucido emerge dopo 8/9 ore, se la uso di notte mi sveglio con la pelle leggermente lucida, unicamente sulla fronte (mi succedeva anche con la seboregolatrice).
Io mi trovo molto bene, sono sicuramente da definire i quantitativi di polvere e, parzialmente, la cascata di grassi, ma nel complesso la approvo.
Vi è piaciuta questa ricetta? Che prodotti utilizzate per tenere a bada il lucido?

Crema corpo idratante e setosa

crema

Fase A
Acqua a 100
Glicerina 3,5­­
Xantana 0,1
ultrez-30 0,25
allantoina 0.2
Fase B
Squalano 0,5
Ottildodecanolo 0.3
Dicaprylyl Ether 2
Ethylhexyl Stearate 1,5
Coco caprylate 0.7
Olio di argan 1,5
Olio di avocado 2
Tocoferolo 1
Burro di karitè 1
Burro di mango 0.5
Metilglucosio Sesquistearato 1,4
Pge-3 Metilglucosio Distearato 1,3
Alcool cetilstearilico 0,5
Cetil Palmitato 1

Tamponare a Ph 6

Fase C
Olio di canapa 2.5
Lactil 1,5
Soluzione sodio jaluronato 1.5% 5
Pantenolo 0.5
Niacinamide 2
Ceramidi 2
Conservante phenonip 0.5
Profumo coconut, frangipani

Credo di aver fatto un mix tra diverse creme, ma sono asina e non ricordo quali.
Non fa nessuna scia, è veramente fondente e non fa sudare. Ho mantenuto il palmitato perchè l’effetto delle cere mi piace, ma è omissibile (vi verrà più fluida). Non ho inserito il dryflo per dimenticanza, ma se ne può fare tranquillamente a meno.
L’inserimento del lactil (fattore di idratazione che comprende sodio lattato e altri sali che smontano il carbomer) va fatto gradualmente, o la crema rischia di sfasciarsi.
Mi ci trovo molto bene e come crema serale può essere carina, di giorno la trovo leggermente pesante, a meno che non faccia qualche scrub o trattamento aggressivo.
La sto usando da un mesetto circa, in abbinamento a un’altra crema leggerissima che posterò più avanti.

Attivi: Jaluronato, Lactil e niacinamide come idratanti, pantenolo e ceramidi come riepitelizzanti, olio di canapa ricco di Omega-3 (si fa anche senza, ma io lo adoro)

Spero vi piaccia ^_^

Creme all’urea per piedi super secchi

Ho deciso di dedicarmi a una serie di ricette in preparazione all’estate, non che non servano in altri periodi dell’anno, ma mi è sembrato carino riunirle in un unico filone: “L’estate fa schifo, come sopravvivere aspettando l’inverno”.
Parto dai piedi, perchè l’orrore dei talloni screpolati che spuntano da un paio di Birkenstock spero rimanga un lontano ricordo (anche le Birkenstock, ma è un altro discorso).

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Crema per piedi super secchi
Acqua
allantoina 0.2
glicerina 2.5
xantana 0.5
Cera jojoba 1.5
Olio di riso 2
Olio di macadamia 2
Tocoferolo 1
Burro di karitè 10
Burro di cacao 2
Burro di mango 3
Montanov 68 5
Talco cosmetico 2
Urea 20
Phenonip 0.5
Fragranza qb
Lattico per ph 5

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Crema per piedi secchi e antipuzza
Acqua
allantoina 0.2
glicerina 2.5
xantana 0.5
Cera jojoba 1.5
Olio di riso 2
Olio di macadamia 2
Tocoferolo 1
Burro di karitè 5
Burro di mango 2
Burro d’oliva 0.5
Mentolo in cristalli 1
Montanov 68 5
Talco cosmetico 2
Estratto glicolico vite rossa 3
Alcool 95° 4
Urea 15
Phenonip 0.5
Lattico per pH 5

cremapiedi2

Ok, sono una serie di burri emulsionati, ma tutte le creme con molti oli sui piedi proprio non mi piacciono, mi sembra di essere un cane su una lastra di ghiaccio. I burri frenano, ma si assorbono in tempi più umani.
Vi spiego direttamente il procedimento per la seconda, sono uguali se si omettono mentolo ed estratto.
Ho disperso xantana e allantoina nella glicerina, aggiunto acqua in modo graduale e formato il gel.
Contemporaneamente ho scaldato gli oli e con pazienza ci ho sciolto i cristalli di mentolo (se non riuscite a scioglierli così basta metterli in c sciolti in alcool). Aggiunto emulsionante e burri e scaldato la fase acquosa. Quando tutta la fase grassa si è sciolta ho aggiunto il talco, stemperando benissimo (se la polvere non è perfettamente dispersa l’emulsione si sfascia). Arrivati a temperatura ho versato la fase grassa su quella acquosa, mescolato e frullato. Ho proceduto così un paio di volte. Da fluida la crema diventa sempre più soda e burrosa.
A crema tiepida ho aggiunto l’urea, mescolato, aggiustato il pH e aggiunto estratto glicolico, conservante e fragranza.
La crema neutra è profumata alla rosa (lolliamo tutti insieme), quella al mentolo con te verde e cocco.
La crema senza mentolo è per madre, che mal tollera l’effetto gelo, l’estratto l’ho aggiunto sperando di aiutare un minimo la circolazione.
Vista l’urea così alta va controllato il pH almeno una volta al mese, se si alza va abbassato con qualche goccia di lattico. Se aprendo il vasetto vi avvolgesse un soave odore ammoniacato no problem, lattico fino a pH 5 e l’ammoniaca sarà diventata ammonio lattato (idratante).

Non sono molto brava a gestire creme molto grasse e dense, infatti c’è qualche bollicina.
Usata per un mese i risultati si vedono, la pelle è più morbida, il talco tiene un po’ a bada la sudorazione e la circolazione è… uguale? Se non prevedete una formula intera che miri ad aiutare la circolazione potete ometterlo.
Come vedete non ho messo idratanti, mi sembravano un po’ sprecati sui piedi, e lo voglio solo più morbidi e lisci.
La crema scia, ma è contenuta dai burri alti e, credo, dal talco. Se fate accoppiata di emulsionanti tenete il cetilico a 1.5/2 per sicurezza, c’è tantissima fase grassa e poca acqua.
L’effetto fresco si sente per un paio di settimane, dopo un po’ la pelle si abitua, ma per qualche giorno godetevelo ^_^
Non portate la crema a pH deliranti, tipo 4, sperando che non si alzi perchè sarebbe sciocco e vi si alzerà ugualmente.
Madre ritiene che la crema sia troppo secca per lei, questo è dovuto sicuramente ai troppi burri e al talco, per me non è un problema, anzi, ma se volete un prodotto più preformante formulate meglio la cascata, che qui praticamente non esiste, e aggiungete qualche idratante.

Breve descrizione ingredienti

Urea: a basse dosi idratante, ad alte concentrazioni cheratolitica e cheratoplastica. Attaccando lo stato più superficiale della pelle leviga. Alla percentuale che ho utilizzato io riesce a rompere i legami di cheratina ed è indicata solo per pelli secchissime e con strati di corneo da esfoliare. Non è da utilizzare per lunghi periodi, meglio se intervallata con una normale crema emolliente.

Montanov 68: Emulsionante, l’ho utilizzato in accopiata alla xantana gelificante per ottenere una crema massaggiabile (aka, molta scia). Si può sostituire con qualsiasi altro mono-emulsionante o accoppiata idrofilo/lipofilo.

Mentolo: come vedete si può omettere. Si può sciogliere in alcool e oli tiepidi, serve pazienza. L’effetto gelo non è gradito da tutti e può anche essere irritante.

La ricetta l’ho formulata prendendo spunto da un sacco di roba, che neanche ricordo, se qualcuno vedesse plagi evidenti me lo comunichi che provvederò ad aggiornare.

Spero vi piaccia e alla prossima!