Shampoo all’avena, balsamo maschera burri e agrumi e fluido anticrespo per capelli trattati e spenti

Ciao a tutti!
Ecco la seconda puntata della serie dedicata ai capelli ^_^
Vi avevo già anticipato qualche prodotto nel primo post, in questo finirò la parte relativa al lavaggio e introdurrò uno dei primi due leave-in che uso per la piega.
Come spiegato nel primo post i miei capelli sono trattati (tinti) e a volte faccio piega liscia con asciugacapelli e piastra, quindi sono abbastanza secchi è un po’ rovinati. Avevo dimenticato nel primo post di scrivere che la mia chioma arriva quasi in fondo alla schiena, quindi abbastanza lunga e ingestibile :D

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Shampoo delicato avena e agrumi
Acqua 100
Glicerina 3,00
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Miele 4,00
Inulina 2,00
Gomma xantana normale 0.3
Sles 10
Lauryl glucoside 10
Sodio Cocopoliglucosio Tartrato 8
Disodium cocoamphodiacetate 3
Cocamidopropyl betaine 10
Trimetilglicina 4
Tintura madre di avena 2
Proteine quaternizzate del latte 2
Phenonip 0.5
Fragranza Orange Blossom Gracefruit, Oe limone, Oe rosmarino
Colorante viola e blu un gel qb

Come si fa?
Preparo il gel di xantana e guar, predisperdendo le gomme nella glicerina e aggiungendo l’acqua della ricetta. Aggiungo miele e inulina e frullo.
Aggiungo i tensioattivi al gel come nell’ordine della ricetta, scaldando pochissimo il lauryl glucoside per renderlo liquido, mescolo e come ultima cosa frullo. Controllo il pH e lo porto tra 5 e 6 con acido lattico (ne bastano poche gocce).
Aggiungo la restante fase C, un ingrediente alla volta mescolando, e prima di profumare rifrullo.
La consistenza è liquida ma non scivola dalle mani, per evitare che lo shampoo smolli molto aggiungo la profumazione in più fasi, di solito inserisco uno 0.5, frullo, aspetto fino al giorno dopo e aggiungo altra profumazione se necessario.
Il colore l’ho ottenuto con un mix di blu e una punta di viola di colorante alimentare in gel, il miele che ho usato era molto chiaro, idem la tintura madre, quindi il colore dello shampoo risultava un giallo molto tenue, che sono riuscita a coprire bene.

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Con questo shampoo mi trovo molto bene, è delicatissimo, abbastanza condizionante, fa una schiuma media ed è l’ideale per lavaggi frequenti. Nonostante abbia meno condizionanti di quello alla birra trovo annodi meno i capelli, quindi quando lo uso utilizzo il balsamo o la maschera solo sulle punte. Non ha un super potere lavante, nel senso che non riesce a togliere tutti i residui degli impacchi oleosi o maschere veramente grasse, ma lava bene, in modo molto delicato, perfetto per lavaggi frequenti o da alternare a uno più aggressivo.
L’avena funziona? Non ne sono sicura, ma credo che il mix di tensioattivi delicati, il miele, l’estratto e la betaina anidra aiutino a rendere il prodotto molto dolce.
Dopo l’uso i capelli sono districati abbastanza bene, lucidi e morbidi.

Maschera balsamo post-shampo al lime e limone
Fase A
Acqua a 100
Glicerina 10
Acido lattico in sol 90% 1.5
Inulina 2
Fase B
Stearamidopropyl dimethylamine 5
Esterquat 5
Cetyl palmitato 6
Oliwax 3
Olio di lino 5
Burro di limone 2
Burro di lime 2
Burro di cupuaco 1.5
Olio d’oliva 2.5
Fase C
Pantenolo 1
Proteine quaternizzate del latte 2
Phenonip 0.5
OE limone 15gtt, OE lime 10gtt, Vaniglia GlamourCosmetic 2gtt, OE geranio 1gtt

Come si fa?
Preparo la soluzione di acqua e acido lattico, aggiungo la glicerina e l’inulina e metto il becher a bagnomaria sul fuoco.
Metto anche il becher con la fase grassa sul fuoco e al raggiungimento della temperatura verso la fase grassa dentro quella acquosa, frullando fino a sbiancamento.
Lo tratto come se fosse un balsamo, quindi non frullo più ma mescolo fino a raffreddamento. Controllo il pH della fase C e lo porto a 5 con una goccia di lattico, le stearamidopropyl dimethylamine non amano variazioni di pH e gli ingredienti vanno aggiunti al pH in cui è il balsamo.
Aggiungo la fase c lentamente, mescolando e metto da parte. Dopo circa una settimana la crema sarà densa da vasetto. Ho usato il cetyl palmitate perché ne ho ancora mezzo chilo da eliminare, al suo posto potete usare cetilico, che renderebbe la crema certamente meno budinosa. L’Oliwax non credo si trovi, al suo posto potete usare altro cetilico o cetilstearilico, per un totale di 9 cere addensanti. Sembrano tante ma non lo sono, le stearamidopropyl dimethylamine danno balsami liquidissimi e io volevo una maschera da vasetto, quindi questa è la quantità che ho trovato per ottenere una consistenza densa.
Il burro di lime e di limone sono burri di campionatura, sono burro di karitè addizionato ad olio essenziale, quindi potete sostituire i burri agrumati con un 4% di burro di karitè. Il burro di cupuacu è simile al cacao, un po’ più duro e secco, potete sostituirlo con quest’ultimo.
La profumazione l’ho scelta per accordarsi ai burri usati, molto profumati, e allo shampoo alla birra, ma si sposa bene anche con quella all’avena o con prodotti al cioccolato.
Io ho usato grassi che piacciono ai miei capelli, la faccio una volta a settimana, solitamente nel we, dopo lo shampoo ne spalmo una noce su tutti i capelli partendo dalle spalle e insistendo sulle punte, lascio in posa 5 minuti e lavo. Anche se è abbastanza grassa non lascia residui, i capelli risultano morbidissimi e lucidi, senza nodi e setosi.
É un prodotto corposo e pesante, ci sono parecchi grassi per essere un post shampoo e molti condizionanti, quindi va bene per chi ha capelli davvero secchi, per tutti gli altri potrebbe risultare pesante.

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Questa maschera è il top con lo shampoo alla birra, riprende bene l’odore dello shampoo e funge sia da balsamo che da maschera quando non ho avuto tempo di fare l’impacco pre-lavaggio, la sconsiglio dopo un impacco pre-shampoo perché è i capelli potrebbero sembrare unti.

Fluido anticrespo
Fase A
Acqua
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.5
Idrossietilcellulosa ad alta viscosità 1.20
Inulina 1.00
Fase B
Cetrimonium chloride 1.50
Coco caprylate 0.80
Cetiol sensoft 0.60
Ethylhexyl stearate 0.40
Tocoferolo 0.20
Phenonip 0.40
Fragranza 40 gtt
Fase C
Pantenolo in soluz. al 75% in acqua 0.75
Polyquaternium 7 0.20
Colorante rosso in gel 1gtt

Come si fa?
Ho scaldato l’acqua a circa 60° e versato guar, gelificante e inulina a pioggia, frullato e lasciato raffreddare mescolando. Ho preparato la fase B mescolando i grassi al centrimonium chloride.
Ho versato tutta la fase B nel gel, prima mescolando poi frullando. Ho unito la fase C e rifrullato.
Attenzione alla pesata, una volta mi è scappato 0.30 di grasso in più ed è riaffiorato dopo qualche mese.

Ho fatto questo fluido copiandolo pari-pari da quello di Lola, adattandolo alle mie esigenze e a un paio di ingredienti che non avevo. La consistenza è liquidina, ma non completamente fluida, io ho usato un gelificante ad alta viscosità rispetto a quello suggerito dalla ricetta e mi rimane sempre un po’ più denso.
È eccezionale e ne uso a vagonate, al link trovate tutte le recensioni e la ricetta originale.
Io lo uso sia a capelli umidi che dopo l’asciugatura, ne utilizzo circa mezzo cucchiaino, per volta e ripasso con una spruzzata sulle punte, lascia i capelli morbidi, lucidi, senza nodi e aiuta tantissimo con il crespo.
Sui miei capelli non trovo unga o lasci residui, credo sia uno dei migliori prodotti per la piega che abbia mai provato, se avete i capelli lisci o un mosso che volete liscio provate a riprodurlo, è davvero di semplice esecuzione e svolge un ottimo lavoro.
Con questo fluido riesco ad ottenere un liscio naturale, non a spaghetto, solo con asciugacapelli e spazzola, cosa mai successa con altri prodotti anche commerciali.
Non ho messo la fragranza perché l’ho già rifatto 3 volte e la profumo a seconda dell’estro momentaneo, quella che sto usando ora è un fiorito in cui dominano agrumi e gelsomino. Profumatela tanto perché l’odore resta sui capelli e si sente fino al lavaggio successivo.

Questa era la seconda parte della mia hair-care, mancano la parte sulle maschere fresche e un paio di leave-in per i capelli ricci.

Spero che i prodotti vi siano piaciuti ^_^ Alla prossima!

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Maschera, shampoo e balsamo per capelli secchi e trattati

Ciao a tutti!
Finalmente, dopo tantissimo tempo, sono riuscita a scrivere un nuovo post e strutturare una serie dedicata solo ai capelli. Avevo accennato in uno degli ultimi post di aver spignattato parecchio in questi mesi, ma purtroppo impegni vari mi hanno tenuta lontana dal blog, sia fisicamente che mentalmente.

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Questo post è nato dall’esigenza di parlavi della mia nuova routine, a marzo mi sono decolorata i capelli, da un borgogna scuro sono passata a un’arancione fluo e adesso mi sono fermata su un rosso acceso caldo destinato prima o poi a diventare un platino/grigio/viola.
Decolorare dopo anni di uso di hennè non è stato facilissimo, sono servite più decolorazioni eseguite da un parrucchiere, la lawsonia si fissa al capello e se avete intenzione di fare un cambiamento drastico come il mio vi consiglio un professionista, un pomeriggio libero, tanti soldi e nessuna paura. Perché paura? Dopo un trattamento del genere per quanto sia bravo il parrucchiere i capelli saranno molto secchi, un po’ sfibrati e meno lucidi rispetto a prima.
Ho aspettato molto tempo prima di affrontare l’argomento, tra test di prodotti e routine completamente cambiata ho dovuto trovare la quadratura per riuscire a fare convivere tinte chimiche e spignatti che riuscissero a rendere guardabile una chioma un po’ rovinata.
Qual è lo stato attuale dei miei capelli al naturale? Abbastanza secchi, un po’ crespi, poco mossi e con la tendenza a sviluppare nodi.
I capelli sono cellule morte, non si possono nutrire, si può solo aiutare l’aspetto estetico e farli apparire più lucidi e meno sfibrati, usare prodotti specifici per farli annodare meno. Io uso prodotti senza siliconi per le cure abituali perché trovo che la chioma si appesantisca meno, i balsami e gli shampoo con siliconi alla lunga li trovo troppo pesanti e necessitano di più lavaggi per essere rimossi completamente.
Tutti i prodotti che troverete su questa serie seguono questa linea, i capelli non si curano ma proviamo a renderli belli, sono tutti testati da mesi, la maschera è quella che uso in modo più discontinuo perché preferisco farne di fresche un po’ meno grasse, lo shampoo e il balsamo li uso circa da maggio e li alterno con altri due prodotti di cui vi scriverò prossimamente.

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Maschera burrosa pre-shampoo cocco e cioccolato
Fase A
Gel ai semi di lino denso a 100
Glicerina 3
Fase B
Olio di cocco 15
Olio d’oliva 10
Olio di lino 5
Burro di mango 5
Salvacosm 9010 0.8
Olivem 1000 5
Alcol cetilico 1.5
Behentrimonium chloride 1.5
Fase C
Pantenolo in soluzione al 75% 1
Proteine quaternizzate della seta 2
Fragranza Dark Chocolate, fragranza Cocco Savon

Come si fa?
Preparo il gel ai semi di lino la sera prima, ne faccio uno abbastanza denso facendo bollire i semi qualche minuto e lasciandoli in infusione tutta la notte. Filtro con una calza (collant) pulita, aggiungo la glicerina, metto entrambe le fasi sul fuoco e raggiunta la temperatura per emulsionare verso la fase grassa dentro quella acquosa, frullando fino a sbiancamento e mescolando fino a raffreddamento completo.
Una volta fredda aggiungo la fase c e invasetto.
Questa crema mi viene quasi sempre bollosa, non ne faccio mai più di 100 grammi per motivi di conservabilità, appena emulsionata diventa densissima e se non tengo il minipimer schiacciato sul fondo del becher il prodotto ingloba aria e assume un aspetto un po’ spugnoso.
Quella che vedete in foto è venuta un po’ grumosa per un raffreddamento troppo rapido, ma ho voluto pubblicarla ugualmente perché lo ritengo un prodotto davvero valido se avete i capelli molto secchi.
Si può omettere il condizionante e abbassare un po’ il cetilico, io li metto perché aiutano l’emulsione rendendola più densa. Un altro modo per ottenere consistenza senza cetilico è utilizzare burri idrogenati come il mandorla o l’avocado.

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Io la uso una volta ogni 15/20 giorni più o meno, la spalmo sui capelli umidi su tutte le lunghezze insistendo sulle punte e la tengo in posa mezz’ora o un’ora a seconda del tempo a disposizione. Si lava bene, ma servono un paio di passaggi di shampoo per togliere tutto. Lascia i capelli lucidi e mi piace parecchio quando voglio tenere i capelli mossi/ricci. Se la tinta è fatta di fresco tende a farla sbiadire, quindi preferisco usarla sempre un paio di lavaggi prima di rifare il colore.
Nella versione originale, che ho preso da qui, sono presenti un po’ più grassi, a volte faccio quella e trovo funzioni anche meglio, ma ho sempre paura che si separi e non usandola spesso preferisco questa la versione con meno grassi.

Shampoo birra e miele
Fase A
Birra a 100
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Glicerina 2
Miele 3
Fase b
Sles senza formaldeide 25
Decyl glucoside 5
Disodium cocoamphodiacetate 4
Cocamidopropyl betaine 15
Fase C
GC-Pearl 5
Polyquaternium 7 1
Proteine quaternizzate della seta 1.5
Sale di epsom 0.5
Salvacosm PC 0.5
OE arancio dolce, fragranza Vaniglia Glamour Cosmetics, fragranza Vanillina Glamour Cosmetics, OE geranio sporcatura (1gtt in 100gr), OE ylang ylang sporcatura (1gtt in 200gr).
Colorante giallo in gel qb

Come si fa?
Ho fatto sgasare una birra chiara una notte in frigo. Una volta pronta ho versato glicerina, miele e guar a pioggia e frullato.
Ho aggiunto tutti i tensioattivi nell’ordine della ricetta, frullato e corretto il pH con qualche goccia di acido lattico per portarlo a 5. Per ultimo ho aggiunto la fase C, rifrullato e profumato.
La birra ha un odore particolare, non si copre, si sposano bene poche profumazioni usate in quantità abbondante. Io ho provato a tenermi sugli agrumati e la vaniglia e mi piace parecchio come si sposano, ho usato circa lo 0.8/1 di oli essenziali senza perderne di consistenza.

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Uso questo shampoo da aprile, ho fatto i canonici 100 grammi per testarlo e ne ho rifatto circa un chilo che sto ancora usando. Non ho avuto nessun problema con la conservazione, il mio terrore più grande era che il prodotto fermentasse, invece ha retto bene e in sette mesi non ha cambiato odore, colore e consistenza. Il colore lo da in parte la birra, io ne ho usata una chiara, che rende il prodotto giallino chiaro, l’ho corretto con un paio di gocce di colorante giallo in gel per ottenere un giallo/oro acceso.
Ho preso spunto dal Cynthia Sylvia Stout (A tutta birra) di Lush, loro usano la birra al posto dell’acqua e volevo capire in cosa differisse da uno shampoo normale. A posteriori direi poco, non trovo grosse differenze tra il prodotto con e senza birra, è un ingrediente che trovo molto poetico e su cui si trova la qualunque utilizzato sui capelli, ma io non ho notato niente di magico o irripetibile se al posto dell’alcool si usa acqua.
Lo shampoo è molto denso, come un commerciale, fa una buona schiuma, si spande bene, è poco districante ed è lavante pur rimanendo abbastanza delicato, tanto da essere riuscita ad usarlo quest’estate con un accenno di dermatite. La SAL è circa 16, poco più alta di quella che si usa normalmente negli shampoo spignattati (10/15), se volete tenerla un po’ più bassa abbassate di qualche grammo la betaina, portandola a 10/12, ne risentirà un po’ la densità e reggerà meno profumazione. Io lo uso senza problemi per i lavaggi frequenti, ma lo alterno a uno shampoo all’avena dalla sal più bassa e un po’ più delicato e condizionante.
Il sale di epsom da un po’ di volume, ma non mi fa una chioma leonina, il giusto per bilanciare l’effetto dei condizionanti.
Mi trovo molto bene con questo shampoo, salvo l’appunto sulla birra non cambierei niente, ho fatto prove sostituendo qualche tensioattivo ma nessuna mi ha soddisfatta e sono tornata a questo, che mi piace sia come potere lavante per i mascheroni come quello che trovate sopra, sia per i lavaggi abituali. Se volete togliere o modificare qualcosa mi raccomando solo di non togliere il perlante se tenete lo stesso mix di tensioattivi, senza il prodotto diventa troppo aggressivo.
Se non avete una cute super-delicata o i capelli molto ricci ve lo consiglio anche se avete capelli grassi, non avendo molti condizionanti non sporca i capelli velocemente e mantiene la cute pulita a lungo.

Balsamo da flacone
Fase A
Acqua
Gel ai semi di lino 10
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Glicerina 2
Fase B
Behentremonium chloride 4
Esterquat 2
Alcol cetilstearilico 3
Olio di cocco 0.5
Olio di karitè 1
Fase C
Proteine quaternizzate della seta 2
Polyquaternium 7 1
Pantenolo 1
Phenonip 0.7
Profumazione Dark Chocolate e OE arancio dolce 0.8

Ho preparato il gel ai semi di lino come nella ricetta della maschera.
Ho preparato la fase a come per lo shampoo, messo il becher sul fuoco e a 80/85° ho versato tutta la fase grassa dentro quella acquosa, mescolando un minuto per far sciogliere il cetilico.
Ho tolto dal fuoco, frullato fino a sbiancamento e mescolato fino a raffreddamento totale. A balsamo freddo aggiunto la fase c, solo mescolando.
A differenza delle creme il balsamo non acquista densità se frullato dopo essere stato emulsionato, anzi tende a perderla, se lo frullate a caldo diventa acqua, a freddo regge meglio ma spesso mi si è un po’ liquefatto, quindi in genere preferisco mescolare bene e a lungo senza dare la frullatona finale.
La consistenza finale del prodotto è fluida, liquido da flacone senza scivolare dalle mani. Non acquista molta densità nei mesi e rimane sempre piuttosto fluido.
Io ne uso tre/quattro pompate per tutti capelli partendo dalle spalle, lo tengo in posa un paio di minuti e sciacquo. È molto districante, la quantità di condizionante è elevata, quindi funziona bene sui capelli secchi e mossi, su capelli grassi e lisci tende ad appesantire e va usato con le pinze. Io ho capelli sottili e me lo faccio andare bene perché ho un nido di serpi in testa, ma anche sui capelli fini tende ad appesantire abbastanza.
Ho abolito anche qua le proteine idrolizzate, preferisco mettere fissativi nei leave-in che uso prima dell’asciugatura, lasciando al balsamo solo funzione districante.
I capelli dopo l’uso sono perfettamente districati, è una manna con la piega liscia ma non mi affloscia la chioma così tanto da non poter essere utilizzato prima di una piega riccia, se avessi i capelli meno secchi probabilmente terrei i condizionanti più bassi o lascerei questo prodotto solo quando voglio li voglio lisci.

Questa era parte della mia hair-care per capelli disperati, mancano lo shampoo all’avena delicato di cui vi ho accennato sopra, una maschera/balsamo post-shampoo e un paio di prodotti per leave-in che leggerete sui prossimi articoli.
Voi che prodotti usate sui capelli trattati? Sono sempre alla ricerca di commerciali da copiare e non mi spaventano i siliconi, quindi qualsiasi consiglio è bene accetto :D

Spero che questo post vi sia piaciuto ^_^ Alla prossima!

Summer hair care – Shampoo antiforfora, shampoo delicato alla pera e balsamo rosa e gelsomino

Come vi avevo anticipato nel primo capitolo, questo post tratterà i prodotti che hanno fatto parte della mia routine estiva e che sto tutt’ora utilizzando. Lo so che sono fuori tempo massimo, ma non si tratta di prodotti esclusivamente estivi, sono solo più leggeri e lavanti rispetto a quelli che uso normalmente, quindi penso possano essere carini per chi si è appena avvicinato all’autoproduzione e vuole qualcosa simil-commerciale.

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In questa parte vi presenterò il balsamo e due shampoo che ho utilizzato in questi ultimi mesi.

Il primo shampoo è un’antiforfora ed è la punta di diamante del post. È un prodotto che mi ha dato enormi soddisfazioni e che pur lavando bene rimane molto delicato e non irrita la cute.
La ricetta non è farina del mio sacco, ma ho preso spunto da questa

Shampoo antiforfora
Acqua 100
Glicerina 2
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.10
Inulina 2
Miele 2
Sles 25
Lauryl glucoside 8
Disodium cocoamphodiacetate 5
Coco glucoside & glyceryl oleate 2
Cocamidopropyl betaine 10
Perlante 5
Piroctone olamine 0.50
Acido salicilico 0.50
Alcol buongusto 0.50
Phenonip 0.5
Proteine quaternizzate della seta 2
Poliquaternium 7 1
Fragranza: Rosa rossa Glamour Cosmetics 10gtt, Vaniglia Glamour Cosmetics 3gtt, Gelsomino Gracefruit 5gtt, Oe mandarino verde 5gtt

Come si fa?

Per prima cosa ho fatto sciogliere piroctone olamine e acido salicilico nell’acool.
Successivamente ho preparato la fase acquosa, ho sciolto glicerina e miele nell’acqua, disperso a pioggia il guar hydroxypropyltrimonium chloride e ho frullato per rendere omogeneo il composto.

Ho aggiunto all’acqua tutti i tensioattivi eccetto la betaina e ho frullato.
Ho aggiunto betaina e perlante, mescolando il composto è diventato densissimo, quasi un blob, ma aggiungendo la soluzione alcool, piroctone e salicilico si è leggermente fluidificato.
Per ultimi ho aggiunto proteine, polyquaternium 7, conservante e fragranza, frullando il tutto per omogeneizzare il composto.
La versione originale prevede il mentolo, che sono sicura renderebbe il prodotto più fluido. A me personalmente gli shampoo al mentolo non piacciono molto, ma in un prodotto del genere credo sia una buona idea per rinfrescare la cute.
Il risultato finale è molto denso e schiumogeno, lava bene ma non secca i capelli, che grazie ai condizionanti sono resi pettinabili.
Ho provato questo shampoo tutto agosto e settembre, perché causa stress e caldo mi si era presentata una fastidiosa forforina secca, con conseguente prurito alla cute. Quando si presenta questo problema di solito sparisce da solo nel giro di un mese, in questo caso la forfora è sparita nel giro di 3/4 lavaggi, idem il prurito, la cute è tornata alla normalità nel giro di 10 giorni.
Per me è super promosso, credo ne terrò sempre un flacone di scorta se dovesse ripresentarsi la malefica.

Sostituzioni:
Potete omettere il miele, a me piace nei prodotti per capelli, ma non è indispensabile, fa più poesia.
Terrei identica la base lavante, per me è molto buona così e modificando qualche tensioattivo il prodotto potrebbe risultare diverso. Vi consiglio di partire dall’originale che vi ho linkato poco sopra e modificare eventualmente qualcosa a seconda delle vostre esigenze.
Piroctone olamine e acido salicilico sono indispensabili, sono gli attivi antiforfora, quindi se li omettete avrete un prodotto completamente diverso. Per approfondimento.

Le proteine sono sostituibili da altre proteine quaternizzate.
Il polyquaternium non è sostituibile, aiuta a rendere più districante lo shampoo. Se lo omettete lo shampoo cambia tantissimo, quindi vi consiglio di utilizzarlo.
Il perlante non è sostituibile, si può omettere, ma è d’aiuto nell’addolcire la formula, quindi se lo omettete considerate che avrete un prodotto molto diverso.

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Shampoo delicato gelsomino e pera
Acqua 45
Glicerina 5
Gomma xanthana 0.7
Miele 3
Inulina 2
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.10
FASE B
Decyl glucoside 15
Lauryl glucoside 13
cocamidopropyl betaine 10
FASE C
Pantenolo 2
Proteine quaternizzate della seta 2
Phenonip 0.5
Profumazione: Estratto liquido pera 100% 13gtt, fragranza gelsomino Gracefruit 7gg,

La ricetta è presa da qui, per gentile concessione di Piccante ^_^
Il procedimento è lo stesso dello shampoo antiforfora.
Il risultato finale è un prodotto semi-liquido, mediamente schiumogeno, ottimamente lavante, ma delicato.
La ricetta andrebbe un po’ rivista per una questione di densità, ma con questo shampoo mi ci sono trovata benissimo. Ci sono pochi condizionanti, quindi i capelli hanno bisogno di un balsamo per essere resi più pettinabili.
È delicatissimo sulla cute, lo sto usando da aprile ed è LO shampoo delicato che alterno a prodotti più aggressivi o lavanti.
Rende i capelli lucidi e morbidi, non appesantiti, e rimangono puliti per tre/quattro giorni.
Con questo prodotto si è trovato molto bene anche il mio ragazzo (cute grassa), quindi lo consiglierei anche a chi non ha una cute normale/secca, magari alternato a uno shampoo più lavante.

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Balsamo rosa e gelsomino
Acqua a 100
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Miele 3
Gel ai semi di lino 5
Esterquat 1.5
Behentrimonium chloride 2
Alcool cetilstearilico 4
Olio di cocco 0.5
Proteine quaternizzate del latte 1.5
Proteine del grano in polvere 0.3
Pantenolo 1
Cosgard 0.7
Profumazione: Rosa Rossa Glamour Cosmetics 5gtt, Tea Rose Gracefruit 5gtt, Gelsomino Gracefruit 10gtt

Il procedimento è lo stesso utilizzato in questa maschera.
Questo balsamo è stato pensato da utilizzare in combo con shampoo condizionanti, infatti districa e disciplina poco, serve solamente ad ammorbidire leggermente i capelli.
Lascia i capelli morbidi, non appesantiti e molto leggeri, non nutre molto e non unge.
Non è l’ideale per capelli molto mossi o ricci, io difficilmente lo utilizzo con shampoo che non contengono condizionanti.

Sostituzioni: Se sostituite il cetrimonium chloride al behentrimonium chloride avrete un balsamo ideale per cowash, quindi ancor meno districante, ma che appesantirà meno i capelli.
Miele e gsl sono omissibili, il primo serve un po’ a “nutrire” e ammorbidire il capello, il gel aiuta a condizionare, ma non fa miracoli. Sono entrambi ingredienti poetici e omissibili.
Pantenolo: non indispensabile in un prodotto a risciacquo, ma ogni tanto mi piace metterlo nei balsami.
Proteine quaternizzate e idrolizzate: le prime aiutano a condizionare, le seconde filmano maggiormente il capello, si possono sostituire con un qualsiasi tipo di proteine quaternizzate e idrolizzate in vostro possesso (riso, latte, miele, avena ecc.).

Vi avevo promesso questo prodotto nell’ultimo post… ma non vedrete la foto, l’ho terminato e ora sto usando un altro prodotto.
Questo non è esattamente un prodotto leave-in, era un spray che utilizzavo tutte le volte che volevo ammorbidire i capelli, lucidarli e profumarli.

Spray condizionante profumato
Acqua
Proteine quaternizzate della seta 0.5
Gel ai semi di lini molto liquido 10
Pantenolo 0.7
Arginina 0.3
Cosgard 0.6
Centrimonium chloride 1.5
Cetiol sensoft 0.5
Coco-caprylate 0.5
Olio di ricino 0.2
Fragranza 40gtt (bergamotto, arancio dolce, neroli, mandarino, saldalo, vaniglia, assoluta di cioccolato in proporzione variabile)
Acido lattico a pH 4.5

Come si fa?
Ho sciolto arginina, pantenolo e proteine nell’acqua, portato a ph 4.5/5 aggiunto tutta la fase grassa e frullato. Il composto è bifasico, quindi ogni volta che si usa va agitato.
Mi sono trovata bene ad utilizzarlo dopo la doccia, a capelli umidi, rende i capelli leggermente meno crespi, ma non appesantisce, non unge e lucida.
Io utilizzavo tre spruzzate per tutta la chioma e una per le punte, sfregandomi il liquido tra le mani prima di passarlo tra i capelli.
È un prodotto super-profumato, quindi l’ho considerato più in questa veste che non come leave-in vero e proprio, spruzzandolo ogni tanto anche solo per rinvigorire il profumo.

È una ricetta davvero scema, se volete replicarla vi consiglio al limite di omettere l’arginina se non l’avete, ma di mantenere il resto invariato.

Spero che queste ricette vi siano piaciute, alla prossima!

Summer hair care: Vanilla, coconut & almond hair mask

So che l’estate è agli sgoccioli, quindi proporvi questi articoli ora può sembrare un controsenso. Ma ho pensato che potrebbero essere utili per chi si sta avvicinando allo spignatto arrivando da commerciali non (o quasi) eco-bio, quindi un po’ più leggeri e preformanti di tante ricette che trovate solitamente qua sopra.
Questa serie tratterà unicamente i prodotti per capelli utilizzati durante il periodo estivo, quindi balsami e maschere leggeri, shampoo delicati e prodotti per lo styling leggerissimi.

fapfap

Questo prodotto è nato da un momento di mestizia in cui non riuscivo più a reggere le mie maschere pre-shampoo zeppe di oli, quindi ho provato a formularne uno che non richiedesse un tempo di posa eccessivo e si lavasse facilmente.

Acqua a 100
Glicerina 5
Inulina 2
Miele 3
Gel ai semi di lino 10
Behentrimonium chloride 3
Alcool cetilstearilico 6
Olio di cocco 10
Olio di macadamia 5
Polyquaternium 7 0.5
Pantenolo 2
Proteine della seta quaternizzate 2
Phenonip 0.6
Profumazione: Cocco savon Glamour Cosmetics 8gtt, Oatmeal, milk and honey Gracefruit 8gtt, Vaniglia Glamour Cosmetics 4gtt
Acido lattico in sol. 80% qb per pH 4.5/5

La preparazione è davvero semplice, per prima cosa preparo un gel ai semi di lino, la densità non è importante, il lavoro addensante lo farà l’alcool cetilstearilico.
Metto tutta la fase acquosa in un pentolino sul fuoco e porto a 80°. Tolgo dal fuoco e aggiungo tutta la fase grassa, mescolando. In pochi secondi si scioglie l’alcool cetilstearilico (si capisce perché l’acqua diventa lattiginosa), a quel punto frullo fino a sbiancamento.
Metto il pentolino in una bacinella di acqua fredda e mescolo fino a raffreddamento. Quando è freddo aggiungo proteine, pantenolo, polyquaternium 7, conservante e fragranza.
Il conservante è leggermente più alto vista la presenza di miele e gel di semi di lino, sconsiglio di conservare con il cosgard. Se avete solo quel conservante potete omettere i due ingredienti e aggiungerne un cucchiaino solo alla porzione di maschera che vi spalmerete in testa.
Il prodotto è molto denso da subito, tenderà ad addensare ulteriormente i giorni successivi, diventando un po’ più densa di quella della Omnia.

Mi trovo benissimo ad utilizzare questo procedimento con i balsami, lo faccio da mesi e non ho mai avuto problemi di separazione o altro. Ho notato di recente che lo consiglia anche Lola per la preparazione del suo balsamo.

Sostituzioni:
Behentrimonium chloride e alcool cetilstearilico sono entrambi sostituibili con il Btms a 7 (verrà un po’ meno densa), se vi manca solo il behentrimonium chloride potete sostituirlo con l’esterquat, tenendo comunque presente che in entrambi i casi la maschera sarà meno districante.
Potete sostituire le proteine della seta quaternizzate con altre proteine (latte, miele), anche idrolizzate, tenendo presente che queste ultime tendono ad indurire di più il capello.

1

I miei capelli sono 2cFii e abbastanza lunghi, traduzione per chi non bazzica il forum di capelli di fata: li ho mossi a boccoli, molto fini e molto folti, lunghi circa 80cm.
Utilizzo questo balsamo surgrassato come una maschera, lo applico dopo lo shampoo sulle lunghezze tenendolo in posa 10/20 minuti. I capelli rimangono morbidissimi e disciplinati anche i giorni successivi al lavaggio, cosa che non mi capita con il balsamo che uso normalmente e con le maschere unte. Il prodotto si lava benissimo e non unge a patto di non applicarlo sulla cute.
Non mi ammazza assolutamente i boccoli, anzi rende i capelli più morbidi e pettinabili, meno cespugliosi quando mi sveglio al mattino.
La profumazione è molto dolce, sono partita da un cocco/vaniglia, la vaniglia speziata di Glamour Cosmetics, aggiungendo a prodotto già invasettato una punta di mandorla. Oatmeal, milk and honey a dispetto del nome non sa quasi per niente di miele, è una mandorla molto delicata e non troppo chimica. Il profumo finale del prodotto è molto dolce, sicuramente un po’ stucchevole se annusato dal barattolo, ma non fastidioso se tenuto in posa. Sono preponderanti vaniglia e cocco, si percepisce molto meno la mandorla, che si riconosce solo se si ha avuto modo di annusare la fragranza. L’odore rimane sui capelli anche un paio di giorni dopo il lavaggio.
Il grosso difetto del prodotto è che alla lunga il polyquaternium 7 potrebbe appesantire il capello, per questo credo che lo ometterò quando lo rifarò per l’inverno.

Dal papiro che ho scritto credo si sia capito che questa maschera mi sta piacendo parecchio e sicuramente sperimenterò altre varianti di maschere post shampoo.

Nel prossimo capitolo vi parlerò di shampoo e spray profumato, alla prossima ^_^

Miele per capelli – Maschera, balsamo e shampoo

Era da un po’ che sul blog non venivano postate ricette per capelli.
Ho usato il bieco mezzuccio di proporvi un trattamento, quando in realtà il master è lo shampoo. Il resto l’avete sicuramente già visto qua sopra, o su altri lidi spignattatori.
Bando alle ciance, parto con la prima ricetta, una maschera pre-shampoo, dal quantitativo di grassi leggermente inferiori rispetto alle mie, che più impacchi sembrano burri montati.

1

1. Maschera lino, amla e miele
Mucillagini di lino e fieno greco a 100
Miele 10
Lecitina di soya 3
Inulina 2
Olio di cocco 10
Olio di soia 15
Behentrimonium chloride 1.5
Montanov 68 5
Proteine del grano in polvere 0.3 sciolte in
Proteine quaternizzate del latte 1
Phenonip 0.7
Fragranza al miele qb

Per i dettagli del procedimento vi rimando a questo splendido post.
Ho portato quasi a bollore mezzo litro d’acqua e versato semi di lino e fieno greco, non so dirvi esatte quantità, ma il gel ottenuto deve essere estremamente bavoso. Filtro con una calza, in modo da poter pestare bene i semi e ottenere il maggior quantitativo di gel possibile. Al quantitativo che mi occorre aggiungo lecitina, inulina e frullo benissimo. Non devono rimanere puntini di lecitina.
Attenzione a questo passaggio, la lecitina non si scioglie a crema finita e se non riuscite a lavorarla
bene prima rimarrà nella crema.
Finisco di preparare le fasi e porto a temperatura (70° per quella oleosa, quasi a bollore per quella acquosa) ed emulsiono. Mescolo ininterrottamente con una spatola fino a crema tiepida e aggiungo le proteine.
La crema è pappa per batteri, tra miele, proteine e gel vari consiglio di tenere il conservante un po’ più alto e di farne poca, 100gr vi basteranno per un mese se avete capelli lunghi.
Questo prodotto va bene solo pre-shampoo. Usato come balsamo o maschera da sciacquare e basta non va bene, è troppo unto.
La consistenza è morbida, si stende bene e non va lavorata come una crema ad alta percentuale di burri.

2

2. Shampoo delicato al miele
Acqua 53.2
Guar h. cloride 0.1
Glicerina 2
Miele 5
Sles 15
Lauryl glucoside 5
Coco glugoside e glyceryl oleate 2
Disodium cocoamphodiacetate 4
Betaina 10
Sodium Lauroyl Tartrate 3
Perlante 5
Proteine del grano in polvere 0.1 sciolte in
Proteine del miele quaternizzate 2
Phenonip 0.5
Fragranza miele qb

Vi spiego il perché di questo shampoo, con quello di Lola mi trovavo abbastanza bene, ma aveva troppi condizionanti e mi faceva sporcare i capelli prima. Oltre a questo ho notato che lo slees sul lungo periodo non mi piace, secca troppo la cute e mi produce un po’ di forforina. Idem il sarcosinato, che mi ammazzetta i capelli e mi irrita la cute. Con questo ho provato ad utilizzare una piccola parte di sles unito ad un mix addoncente, pochi condizionanti che non uccidessero i ricci e qualche poesiola, vedi miele.

Come si prepara?

Verso miele, glicerina e guar h. cloride sull’acqua e frullo.
A parte sciolgo il lauryl glucoside e aggiungo il cocoglucoside e gliceril oleate. A questa pasta unisco la fragranza, tanta, è un detergente, intorno a 20 gocce che eventualmente limerò a detergente finito. Aggiungo i restanti tensioattivi, tranne betaina e tatrate, mescolando delicatamente. Al mix di detergenti aggiungo l’acqua, sempre mescolando delicatamente. A questo punto dovrebbe essere molto denso, aggiungo la betaina. Tempo pochi minuti e qualche mescolata dovrebbe raggiungere una consistenza molto gellosa.
E qui che aggiungo il sodium lauroyl tartrate, lentamente, che un po’ smolla.
Per ultime proteine (inseritele lentamente, smontano molto), perlante, conservante e, se serve, altra fragranza (poca alla volta, smolla). Alla fine frullate tutto, le bolle andranno via in un paio di giorni massimo. Il detergente risulta trasparente, con il perlante si opacizza leggermente.

Lava abbastanza bene, non è molto aggressivo sulla cute, è poco districante e mantiene i capelli puliti per 2/3 giorni. Ha una schiuma morbida e cremosa, si sparge abbastanza bene e non da quella fastidiosissima sensazione di doverlo riapplicare (alcuni shampoo bio lo fanno).
Penso sia uno shampoo discreto se alternato a shampoo sles+betaina più aggressivi, perché comunque si tratta di un lavaggio “morbido”. Non è assolutamente indicato a chi ha bisogno di districabilità fin dallo shampoo, questo fa in minimo indispensabile.

3

3 Balsamo miele e yogurt
Esterquat 2
Bhentrimonium chloride 3
Olio di cocco 2.5
Acqua a 100
yogurt in polvere 0.5
Glicerina 2
Inulina 1.5
Gel da mucillagini di semi di lino e fieno greco 20
Miele 3
Sodio lattato 1.5
Proteine del grano sol% 1
Proteine quaternizzate del latte 2
Phenonip 0.7
Fragranza al miele qb

Anche su questo ho aumentato il conservante, consiglio comunque di farne poco per volta (datevi 3 mesi d’uso, credo che 200gr).
Balsamo semplice,non leggerissimo, aiuta a condizionare i capelli dopo lo shampoo, quasi privo di condizionanti. Nessuna novità a parte il gel d’amla – o le mucillagini in genere – che un po’ aiutano a districare.
Lascio in posa un paio di minuti e lo uso solo sulle lunghezze. Ho trovato differenza all’aggiunta delle mucillagici? Un po’ si, il prodotto sembra scorrere meglio, ma non va ad influenzare in alcun modo la piega finale.
I ricci sono ben definiti e risultano molto morbidi.

Spero che queste nuove ricette vi siano piaciute e fatemi sapere se le proverete. Alla prossima ^_^

[BeBio#6] Giù la testa!

2hair

 

Non sono morta anche se da blog e facebook potrebbe sembrare, sono stata abbandonata due volte da windows (ti maledico), con conseguente perdita di tutti i materiali.
Mi scuso per la lunghissima assenza, ma ci ho messo tantissimo a recuperare tutto.

Dopo la prima puntata dedicata alla detergenza viso skippo all’ultimo appuntamento della serie ideata da Miss Haul, arriveranno anche gli altri, ma per i capelli ho un debole e con i tempi di pubblicazione dell’ultimo periodo avreste letto questo post a Natale.
Ho una routine piuttosto “elaborata” per cura della chioma, non l’ho cambiata in modo radicale con l’arrivo dell’estate non avendola praticamente vista *gioia e gaudio*.

Il passaggio all’eco-bio non l’ho mai veramente sentito, ho sempre utilizzato prodotti tradizionali, zeppi di siliconi e tinto come se non ci fosse un domani. Ho fatto coincidere la transazione con l’abbandono di tutti i trattamenti, quindi non credo di poter essere oggettiva nei consigli.
Adesso sono molto più esigente, ho capelli sani e il cuoio capelluto non mi da più i problemi di un paio di anni fa, pur essendo ancora tendenzialmente secco.
Se non avete mai letto il blog e vi siete persi i precedenti sproloqui sappiate che ho capelli mossi a boccoli, sottilissimi, tanti e molto lunghi.

Per il trattamento pre-shampoo utilizzo una maschera, cambio dettagli della ricetta tutte le volte a seconda degli ingredienti disponibili, ma l’ossatura della formula rimane invariata: grassi al 40-50% e un paio di idratanti.
La tengo in posa minimo 30 minuti e lavo. Questo prodotto lo riciclo anche come leave-in sulle punte.
Ho eliminato completamente gli impacci di solo olio, seccano da morire. Per tutti i prodotti per capelli non uso più oli che irrancidiscono, quindi non troverete nulla con lino e amici vari, non ha senso curarli e andare in giro con una nube ittica sulla testa.

Detergenza
Come scrivevo sopra io ho avuto pochi problemi a trovare uno shampoo decente tra i prodotti in commercio, ne ho avuti (e ne ho ancora) veramente tanti a formularlo. I tensioattivi sono decisamente il mio punto debole e, ad oggi, non sono ancora riuscita a farne uno che mi soddisfacesse. Per la ricetta sono partita da quello di Lola (ricetta qua), rivisitato parecchio in base alle mie esigenze. Se non avete mai fatto uno shampoo copiate direttamente il suo, senza modifiche, e aggiustate il tiro dopo averlo provato per un po’ di tempo. Vi sconsiglio caldamente di lanciarvi nella formulazione di un detergente da zero.

Districare per me è fondamentale, faccio balsami molto corposi e li utilizzo unicamente sulle lunghezze, dal collo in giù. Voglio un prodotto che districhi senza posa, quindi si a behentrimonium chloride, BTMS, ni a cetrimonium chloride. Il primo non è bio. Il cetrimonium chloride (prodotti tipo Splend’Or) mi secca un po’, è ok per il cow, ma non è sufficiente per i miei capelli, perché districhi in modo adeguato ne devo usare 1/3 di flacone.
Il balsamo lo inzeppo di disciplinanti, alterno quello pesante al cow, che ora faccio un paio di volte al mese.

hair3

Cura e stiling
Dipende dalla voglia. Ho fatto parecchi prodotti, ma in realtà ne uso tre a seconda della voglia e dell’effetto che voglio ottenere.
Uno dei più carini e con cui mi sto trovando meglio è un mix di oli, mescolato a lisolecitina, una spruzzata sul palmo della mano basta per tutti i capelli. Se li voglio più ricci aggiungo sul momento una punta di gel ai semi di lino o d’aloe.
Quando li voglio molto voluminosi lo spray, di cui avevo già scritto qua. Purtroppo anche questo tende a seccarmeli, oltre a non avere un odore proprio eccezionale *uovo*, quindi lo uso un paio di volte al mese se ho la possibilità di asciugare i capelli come si deve.
Non lo vedete nelle foto perché è finito la settimana scorsa e non ho avuto ancora la possibilità di rifarlo.

Maschera yogurt e miele

Burro di karitè 5
Burro di mango 5
Burro di avocado 5
Olio di cacao 5
Olio di cocco 10
Oleolito di vaniglia in olio di soja 10
Olio d’oliva 5
Montanov68 5
BTMS 2
Gel ai semi di lino a 100
Glicerina 5
Miele 1.5
Inulina 1.5
Pantenolo 70% 2
Cheratina idrolizzata in polvere 0.5 in 1 d’acqua
Proteine della seta 1
Yogurt in polvere 2
Profumazione 0.5 mix Oe mandarino, basilico, bergamotto, neroli (fragranza GC), vaniglia (fragranza GC), fragranza foglie di fico
Phenonip 0.7
Acido citrico a pH 5

Ricetta presa qui. Qua la spiegazione su come si prepara una crema.
Il gel di semi di lino deve essere densissimo, o la maschera si separerà in poco tempo.
Non regge benissimo con xantana o altri gelificanti.
L’oleolito di vaniglia l’ho usato per finirlo, la ricetta è questa, rifatta con olio di soia al posto del jojoba. Dell’odore originale nel prodotto finito rimane pochissimo, quindi si può tranquillamente usare un olio random che vi piace e profumare con una fragranza.
Non la metto mai alle radici, è una maschera veramente pesante e i capelli si sporcano in poco tempo.
La consistenza è burrosa, io la trovo deliziosa, si lava bene, ma serve uno shampoo adatto, non eccessivamente delicato. Con l’abbassarsi delle temperature tende a diventare un mattoncino, quindi quando la rifarò calerò di poco i burri sostituendoli con un olio.
Vista la presenza di mucillagini e zuccheri per questa ricetta uso sempre il conservante più alto del normale, la mia è durata tutta l’estate senza fare una piega, ma vi consiglio ugualmente di non farne tanta.
Quando uso questa maschera accoppio un balsamo leggero per il cow, i capelli sono già sufficientemente morbidi e non ho bisogno di condizionanti.
La profumazione per le ricette non è indicata con precisione, ho lavorato con mezzo chilo di prodotto, l’ho pesata per non sforare, ma non me la sono segnata.

Balsamo yogurt e miele

Sono un po’ andata in fissa con lo yogurt. Il miele è presente nel 90% dei miei prodotti per capelli quindi non fa testo, lo yogurt è stata una scoperta estiva, dopo essermi stancata di stare mezz’ora a preparare prodotti che dovrebbero essere già pronti ho optato per la polvere.

BMTS 6
Burro di karitè 1
Olio di cocco 0.5
Cera jojoba 1
Cetilstearilico 5%
Acqua a 100
Cassia hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Miele 3
Glicerina 2
Cetrimonium chloridee 2
Yogurt in polvere 3
Proteine del grano 2
Phenonip 0.6
Profumazione 0.5 Oe mandarino, basilico, bergamotto, neroli (fragranza GC), vaniglia (fragranzaGC), fragranza foglie di fico
Colorante alimentare rosso qb
Acido citrico a pH 5

Viene un balsamo con consistenza da maschera, non vi fate fregare dalla consistenza iniziale perché addensa in un paio di giorni. Io l’avevo furbamente messo in un flacone e l’ho dovuto travasare in modo fantozziano perdendone almeno 2/3 dosi.
Anche qui conservante leggermente aumentato per miele e yogurt. Non è un prodotto leggero, 2,5gr di grassi si sentono ed è pensato appositamente per capelli mossi.
Anche questo lo uso dalle spalle in giù, senza trattamenti precedenti, lasciandolo in posa pochi minuti.

DocciaShampoo Menta, miele e fico

Acqua a 100
Glicerina 3
Cassia hydroxypropyltrimonium chloride 0.15
Carragenine 0.7
Sale di epsom 1
Trimetiglicina 3
Miele 3
Sodium coco sulfate 5
Sles 18
Disodium Cocoamphodiacetate 4
Cocamidopropyl Betaine 10
Coco glucoside e glyceryl oleate 2
Poliquaternium7 1
Proteine quaternizzate della seta 2
Phenonip 0.5
Acido citrico per pH 5
Oe limone, menta, fragranza foglie di fico (GC), Fig & Brown Sugar (GF), fragranza miele Manske

Ho comprato un pacco di sodium coco sulfate da AromaZone, tensioattivo che non serve assolutamente a nulla, è abbastanza aggressivo, quindi se non ce l’avete vi sconsiglio di procurarvelo. AZ lo consiglia per gli shampoo solidi, io li odio, quindi non so esattamente perché l’ho preso.
Per togliermelo dalle scatole il più rapidamente possibile ho provato a inserirlo nei detergenti a piccole dosi.

Per prima ho preparato il mix di tensioattivi, tenendo da parte il sodium coco sulfate, si versa tutto come nell’ordine, se vi uscisse un blog improponibile non spaventatevi, si smollerà poi.
A parte ho scaldato l’acqua e sciolto il sodium coco sulfate. L’acqua non deve rimanere torbida, ma risultare trasparente.
Ho disperso cassia e carragenine nella glicerina, aggiunto miele, sale e betaina anidra. Quando il sodium coco sulfate si è sciolto ho versato lentamente la soluzione ancora calda sulla glicerina. A intiepidimento ho aggiunto all’acqua il mix di tensioattivi, mescolando molto lentamente.
Aggiunti poliquaternium, proteine e conservante e portato a pH 5 con acido citrico.
Se a questo punto lo trovate ancora densissimo lasciatelo riposare, non lo smollate subito con sale o altro, serve del tempo per assestarsi e rischiate di liquefarlo troppo. La fragranza di solito la aggiungo il giorno dopo o dopo qualche ora, comunque mai subito.

Lo shampoo non è leggero, è abbastanza sgrassante, ma dopo un paio di mesi di utilizzo mi trovo ancora abbastanza bene, non mi fa prudere la cute e non mi ha dato problemi di forfora secca. Non lo uso sempre, lo alterno allo shampoo all’avena Bjobj per non sollecitare troppo il cuoio capelluto.

Piccolo ot fragranza. Se usate la fragranza foglia di fico dosatela bene e mettetene pochissima per volta. Non è un profumo facilissimo, è molto “erboso” e tende a sovrastare tutto quello che ci abbinate, oltre a cambiare tantissimo sulla pelle e tira fuori note strane dagli oli. Io la uso spesso con i fiori, ma basta una goccia in più per rovinare il profumo.

1

Olio lisciante protettivo (ricetta presa qui)

Mi intrigava tantissimo l’idea di un olio per capelli, arrivo da due anni di utilizzo scriteriato di olio di lino e questo mi piace molto di più, è molto meno unto rispetto al grasso puro e secca meno i capelli.

Coco-caprylate 30
Cera jojoba 20
Olio di karitè 15
Olio di avocado raf+finato (non verde) 15
Olio di cacao 5
Olio di cocco 5
Lisolecitina 10
Profumato con Oe mandarino, Oe bergamotto, Oe basilico, Oe arancia rossa (sporcatura) fragranza neroli GC, fragranza vaniglia GF, benzoino

Si miscela tutto, fatto. Si può usare qualsiasi olio che piaccia ai capelli, l’unico ingrediente insostituibile è l’emulsionante. Non si può usare la lecitina normale, va usata necessariamente la lisolecitina.
Questo prodotto è veramente figo, non ingrassa come l’olio puro e non secca anche utilizzandolo con frequenza. Un altro punto a suo favore è che dura un’eternità, ne ho fatti 40/50gr ad aprile e sta finendo ora.
Vi consiglio di non usare oli che vanno rancidi facilmente, come il lino, ho provato a farne una minuscola versione con quest’olio e non c’era fragranza in grado di coprire quell’odore.

Spero che questa carrellata di prodotti vi sia piaciuta ^_^
Alla prossima!

50 shade of green – Hair care

Sono tre giorni che penso al titolo del post e da dove potessi averlo ripreso, ho avuto oggi l’illuminazione, non dal librocacca, ma da questo. Non c’entra nulla col post in questione, ma citare le autrici mi sembrava cosa dovuta.

50shade

Non so perché sia uscito tutto così lisergico, ma fate finta che i prodotti tendano tutti al verde.
Ho avuto modo di provare qualche nuova sostanza e ho riformulato (scopiazzando) quasi tutti i prodotti che usavo per la routine.
Il balsamo è sulla falsariga di cose già fatte in precedenza, non c’è troppo da sperimentare.

50shade1

Maschera pre-shampo alla cassia

Fase A
Infuso di cassia e cannella in gel di semi di lino a 100
Cassia Hydroxypropyltrimonium Chloride 0.15
Glicerina 5
Miele 3
Lecitina di soya 2
Fase B
Montanov 68 5
Burro di karitè 10
Burro di mango 3
Olio di cocco 5
Olio di cacao 5
Cera jojoba 5
Olio di ricino 2
Fase C
Phenonip 0.8
Pantenolo 2
Proteine idrolizzate del grano 2
Oe cannella 2gt
Coloranti blu e giallo qb
Acido citrico per ph 4.5

La maschera originale è questa, ho aggiunto la cassia per ottenere un effetto ricostituente, anche se non ho capito se si possa conservare o ossidi nel tempo. Se vale con camomilla et similia è plausibile, quindi prendete la ricetta un po’ con le pinze.
L’infuso di lawsonia viene utilizzato da lush per un trattamento, non è una garanzia di beltade, ma mi sono sentita autorizzata a pubblicarla nonostante i dubbi.

Ho scaldato mezzo litro d’acqua, aggiunto quattro cucchiai di cassia e mezzo cucchiaio di cannella in polvere, lasciato in infusione per mezz’ora e filtrato due volte (incubo) con una calza e un panno.
Ho riscaldato l’infuso filtrato, aggiunto 5 cucchiai di semi di lino, e scaldato per una decina di minuti, lasciato i semi in infusione una notte e rifiltrato con una calza.
Il gel deve risultare densissimo, quel pappone di cassia mi ha distrutto 2 emulsioni, quindi si conta solo sul gel per gelificare.
Se ve ne infischiate dei dubbi effetti dell’infuso, cosa giusta e buona, fate il gel facendo bollire i semi mezz’ora, otterrete lo stesso risultato senza pappine marroni, odori e disgrazie.
Il resto del procedimento è un’emulsione normale, a caldo: ho stemperato la cassia hydroxypropyltrimonium chloride nella glicerina, aggiunti miele, gsl e lecitina, portato a temperatura e aggiunto la fase grassa.
A freddo pantenolo, proteine, olio essenziale (è irritantissimo, quindi occhio se lo usate) e conservante aumentato per le colonie che potrebbero nascere da quel mix di zuccheri.

L’ho usata per poco più di un mese, una volta a settimana, solo sulle lunghezze umide tenuta in posa per un’ora.
I capelli sembrano più corposi, ma potrebbe essere per le proteine che inserisco ovunque.
È una maschera discreta, lascia i capelli morbidi, si lava bene a patto di usare shampoo non troppo delicati e di non usarla alle radici.
Ne va fatta poca, anche con il conservante a 0.8 c’è rischio di invasioni batteriche e muffe. Non ne farei più di 200gr per volta, e la consumerei entro due mesi massimo.
La cassia hydroxypropyltrimonium chloride credo sia abbastanza difficile da trovare, si può sostituire con il guar, odore e risultati sembrano essere gli stessi. Gli oli e i burri sono tutti sostituibili con gli oli con cui vi trovate meglio.
Il montanov 68 è obbligatorio, emulsiona praticamente tutto e vi permette di alzare ulteriormente i grassi a 40/45.

Balsamo vaniglia e cacao

Fase A
Behentrimonium chloride 2
Cetrimonium chloride 3
Alcohol cetilstarilico 3
Jojoba 0.5
Fase B
Acqua a 100
Gel semi di lino 20
Lecitina di soja 3
Glicerina 3
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Fase C
Proteine quaternizzate della seta 1
Polyquaternium 7 0.5
Cheratina in polvere 0.5
Phenonip 0.5
Acido lattico a ph 4
Fragranza vaniglia/cacao

Balsamo leggero, post shampo e maschera. Lo uso dopo le maschere, per non ungere troppo i capelli ho limitato al minimo gli oli.
Su di me ha un minimo effetto districante, essendo parecchio leggero potrebbe andare bene per il cow.
Anche qui l’olio è sostituibile da un qualsiasi olio non termolabile. L’unica regola è “più olio si mette più si ingrassano i capelli”

Latte leave-in leggero per capelli ricci

Fase A
Acqua a 100
Glicerina 5
Cassia hydroxypropyltrimonium chloride 0,2
PemulenTr2 0.4
Acrylates Crosspolymer-3 3
Fase B
Olio di cacao 2
Olio di jojoba 1
Burro di karitè 2
Alcool cetilico 0.5
Fase C
Phenonip 0.5
Soluzione di soda per pH 6

Semplice nel senso che non c’è nulla ed è un po’ una paraculata.
La formula l’ho trovata in un prontuario sull’uso del Pemulen-Tr2, emulsio gellante che ora vendono anche su GlamourCosmetics (vendono il tr-1, li ho testati entrambi e per questa ricetta dosi e resa sono identici).
La definizione la da l’acrylates crosspolymer-3, è leggero, non lucida tantissimo e lascia i capelli piuttosto morbidi. I ricci sono perfettamente definiti, boccoloni, l’unico neo è la durata corta, una giornata. Se ci si dorme sopra i capelli tornano tristi e semplicemente mossi.
A patto di avere tutti gli ingredienti è una ricetta for dummies: ho lasciato idratare il pemulen una notte, aggiunto il resto degli ingredienti, scaldato le due fasi, emulsionato e conservato, stop.

50shade2

Spray lucidante, volumizzante

Acqua a 100
Glicerina 2
Magnesio solfato eptaidrato 1
Guar hydroxypropyltrimonium chloride 0.1
Inulina 1
L-cisteina 2
Pantenolo 1
Collagene nativo idrolizzato 0.4
Proteine idrolizzate del grano 0.5
Phenonip 0.5
poliglicerile 10 laurato qb

Ho mescolato nell’ordine tutti gli ingredienti, solubilizzato il conservante e tamponato per ph 5.
Lucida parecchio, indurisce e volumizza, per contro lascia i capelli leggermente secchi. Permette una piega che dura diversi giorni.
L’ho usato qualche volta prima della piastra (ho ripreso a farla saltuariamente) ed è durata intatta due giorni buoni, senza usarlo torno riccia in meno di mezza giornata.
Se li asciugo con il becco e li pettino con le mani tendono a lisciarsi, con il diffusore mi trasformo in una pecora. Non sarebbero ricci malvagi, se non fosse per la pecca della secchezza.
Un diffetto orribile: puzza in modo atroce. Tra cisteina, proteine e collagene emette un odore di zolfo tremendo, non si copre con nessuna fragranza e si porta addosso per mezz’ora buona. Entro un’ora sparisce completamente e rimane solo la fragranza, ma durante l’asciugatura sembra di essere immersi in una solfatara. Tenete conto della cosa se avete un naso sensibile.
Il volume lo da il solfato di magnesio, quindi se volete solo quello senza tutta la mistura odorosa ne basta una bustina (lo vendono in farmacia a prezzo ridicolo come.. purgante, si) sciolta in un bicchiere d’acqua come ultimo lavaggio. No odore, solo gioia.

Gel per capelli fissaggio debole

Acqua a 100
Glicerina 2
Gel di semi di lino 20
Carbopol ultrez 30 0.3
Acrylates Crosspolymer-3 5
Pantenolo 1
Cosgard 0.6

Gel semplice, paraculata come il leave-in, trovata sempre tra le formule del fornitore. L’acrylates crosspolymer-3 si può sostituire con pvp/PA, non è una sostanza eccelsa ed è oltre il chimico, ma il solo gel ai semi di lino mi fa assomigliare a un narcos colombiano, quindi per infauste vie mi sono procurata quello, ci ho fatto un gel oil-free spartano e.. funziona! Fissa ma non fa effetto plastica, non incolla e mi tiene a bada i ciuffi quando li lego.
Oltre a quel fissaggio non arriva, non ci si fanno mirabolanti pieghe o roba simile.
Non avevo mai provato seriamente un prodotto in gel, quindi è probabile che ne conosciate almeno 10 in commercio che hanno lo stesso effetto. Sono rimasta al mezzo litro di gel azzurro, quindi cercate di capire il mio gaudio.
Anche per questo la preparazione è for dummies, si preparano gsl e gel di carbomer, si aggiunge il resto degli ingredienti e si tampona a 5/6. A 6 diventa completamente trasparente, a 5 rimane torbido come lo vedete, se aggiungete una fragranza e non la solubilizzate rimane opaco.

Ebbene, sono tornata con cinque ricette scopiazzate qua e la, spero vi siano piaciute e che qualcuno si lanci in intrepidi lavaggi al solfato di magnesio ^_^

Alla prossima!

Trattamento capelli aridi – Maschera pre shampo, balsamo, leave-in

Torniamo in tema capelli, mi sono fatta diverse cose nuove prima delle vacanze, causa stress avevo la chioma completamente distrutta, più arida del solito e con la cute che faceva le bizze, con desquamazione e secchezza particolarmente fastidiose.

trattamentocapelli

Non ho provato lozioni, non hanno mai funzionato, ho preferito tentare un’altra strada e fare più cow rispetto allo shampoo normale.
La routine è diventata un impacco prima di ogni shampoo per un mese, una seccatura ma andava fatto, e cow con scrub al cuoio capelluto.
Nel giro di un mese e mezzo i capelli sono tornati come nuovi e la cute si è stabilizzata, non credo unicamente grazie ai prodotti, ma sicuramente hanno aiutato.

Ho sperimentato un incrocio tra la Linissimo e la BelliCapelli, riprendendo il quantitativo di oli da una e il sistema emulsionante dall’altra.

Inci Bellicapelli:
 Infuso di Henné (Lawsonia inermis), Acqua (Aqua), Cetearyl Alcohol & Sodium Lauryl Sulfate, Olio Extra Vergine di Oliva (Olea europaea), Benzyl Alcohol, Olio Essenziale di Ylang Ylang (Cananga odorata), Essenza Assoluta di Gelsomino (Jasminum officinale), Olio di Germe di Grano (Triticum vulgare), Olio di Jojoba Biologico (Simmondsia chinensis), Olio di Mandorle Dolci (Prunus dulcis), Olio di Noce Brasiliana (Bertholletia excelsa), Olio Extra Vergine di Cocco (Cocos nucifera), Olio di Canapa Biologico (Cannabis sativa), Olio di Soia (Glycine soja), Olio di Ricino (Ricinus communis), *Benzyl Salicylate, *Benzyl Benzoate, *Farnesol, Geraniol, Linalool, Hydroxycitronellal, Benzyl Alcohol, Isoeugenol, Profumo (Parfum), Methylparaben, Propylparaben.
 * Presente naturalmente negli oli essenziali.
Inci Linissimo:
 Aqua - Helianthus annuus seed oil*- Cetearyl alcohol - Glycerin*- Butyrospermum parkii butter*- Distearoyl ethyl Hydroxyethylmonium methosulfate - Linum usitatissimum oil*- Capryloyl glycine - Inulin - Lactic acid - Sodium dehydroacetate - Rosmarinus officinalis extract - Brassica napus seed oil - Citrus aurantium dulcis oil*- Profumo - Limonene*
 *da agricoltura biologica
Maschera impacco nutriente
Fase A
acqua a 100
gel semi di lino 30
miele 3
lecitina di soia 4
glicerina 3
Fase B
alcool cetilstearilico 5
behentrimonium chloride 5
olio di mandorle dolci 2
olio d’oliva 3
olio di cocco 1.5
burro di karitè 1
cera jojoba 1
FaseC
Olio di lino 2
Olio di canapa 0.5
Olio di germe di grano 0.5
pantenolo 2
proteine della seta 1
Umectol 2
Phenonip 0.7

Volevo una maschera corposa e lavabile. Si spalma benissimo (non è il mattone che uso di solito), la tengo in posa per mezz’ora/un’ora e si lava perfettamente e lascia i capelli molto morbidi. La sconsiglio come balsamo, ha molti oli e sicuramente ungerebbe.
La lecitina sui capelli è favolosa, non l’avevo mai provata e si è rivelata un ottimo attivo.
Causa miele e gel di semi di lino va alzato il conservante, anche a 0.8 se non vi sentite sicuri.

trattamentocapelli2

Balsamo spray senza risciacquo e balsamo per cow

Non so come possa comportarsi un prodotto del genere sui capelli lisci, con molta probabilità li affloscia e sporca molto più rapidamente, quindi se volete provarlo fatene poco (con questa formula si può lavorare anche su 100gr). Per lo spray ho usato il metodo onepot, tutto in un becker, scaldato fino a scioglimento delle cere e trasparenza del condizionante, frullato e mescolato. A 35/40° aggiunti attivi e conservante.

Acqua a 100
Glicerina 3
Inulina 1
Cetrimonium chloride 2
Behentrimonium chloride 3
Alcool cetilstearilico 2
Olio di cacao 0.5
Proteine del latte 2
Collagene nativo idrolizzato 0.5
Pantenolo 1
Gel sodio jaluronato 1% 2

È una formulazione non liquidissima, ma spruzzabile. Non so se avete mai usato il Provost, ecco no, molto più denso, ma almeno non ucciderete chi entrerà in bagno dopo di voi perché si deposita ovunque.
Si passa sui capelli umidi, li rende immediatamente pettinabili e pronti per l’asciugatura.
Sui capelli asciutti tende a seccare, non so se sia un problema dovuto alla mia tipologia di capelli, ma sembra quasi una lacca, li rende duri e crespi.
Non mi succedeva con quello con solo behentrimonium e proteine, quindi potrebbe essere colpa dell’altro condizionante. Quando non ho tempo o voglia uso questo, altrimenti solita routine balsamo, leave-in.
Ovviamente un prodotto di questo tipo non andrebbe abbinato ad altro o sicuramente vi troverete i capelli lercissimi in un giorno.

Nei prodotti per capelli, tranne per le maschere, ormai uso quasi solo olio di cacao e karitè, indifferentemente burro o olio, jojoba e oli sintetici. Bella resa, non irrancidiscono e durano una vita.

Per il balsamo per cow vi rimando a una delle ricette di natale, è perfetto e basta seguire la procedura classica: balsamo/zucchero di canna in posa anche sulle radici per 15min e risciacquo con acqua calda.

Una ricetta più leggera per cow frequenti è questa:

Acqua a 100
Glicerina 2
Solfato di magnesio 0.5
Inulina 1
Cetrimonium chloride 2.5
Cera jojoba liquida 1.5
Alcool cetilstearilico. 2.5
Proteine quaternizzate della seta 1
Collagene nativo idrolizzato 0.5
Polyquaternium 7 0.5
Phenonip 0.5
Fragranza qb
Opzionali: miele, oe rosmarino, lavanda e limone, gel ai semi di lino.

Risulta un balsamo leggermente più denso dello Splend’Or, meno pesante di quello di Natale, perfetto da utilizzare per lavaggi frequenti. Procedura inversa di emulsione come per tutti i balsami, acqua in olio, o le cere si attaccano alle pareti del beker mentre state versando la fase.

Questo latte nasce dall’esigenza di avere un leave-in dopo lo shampo o, in casi disperati, anche post balsamo

Fase A
Acqua a 100
Glicerina 3
Gel di semi di lino 30
Sale inglese 0.3
Carragenine 0.8
Fosfatidilcolina 2
Inulina 0.5
Fase A
Caprilico caprico trigliceride 3
Olio di cacao 1.5
Coco silicone 1.5
Behentrimonium chloride 1
Alcool cetilstearilico 2
metilglucosio sesquistearato 3
Fase C
Cheratina idrolizzata 0.5
Proteine della seta quaternizzate 1
Pantenolo 1.5
Gel sodio jaluronato 1% 1.5
Phenonip 0.7

Stempero inulina e sale inglese nella glicerina, aggiungo il gsl, acqua tiepida e carragenine.
Aggiungo la fosfatidilcolina (attivo/emulsionante simile alla lecitina, se non l’avete si può usare quella) e frullo.
La fosfatidilcolina al pari della lecitina di soya è un ingrediente di cui si può benissimo fare a meno, ma utilissimo nei prodotti per capelli.
Preparate la fase B, portatela a temperatura e versatela sulla A precedentemente scaldata, mescolando e frullando. A 35/40° i restanti attivi.
La cheratina puzza, e le proteine della seta non profumano propriamente, se aggiungete la fosfatidilcolina e il condizionante avrete un mix decisamente poco piacevole. Potete decidere se sommergere il latte di fragranza o sopportare l’odore, che durante l’asciugatura sparisce completamente.

Se volete un prodotto più leggero e semplice emulsionate a freddo, se calate le cere rischiate vi si separi in meno di una settimana (già provato). Una formula potrebbe essere questa

Fase A
Acqua a 100
Glicerina 3
Gel di semi di lino 30
Sale inglese 0.3
Carragenine 0.7
Inulina 0.5
Proteine della seta quaternizzate 1
Pantenolo 1.5
Gel sodio jaluronato 1% 1.5
Fase B
Olio di cacao 1
Coco silicone 1
Olio di cocco 1
Olio di karitè 1
Lisolecitina 3
Phenonip 0.7

Preparate le due fasi, e versate B su A mescolando, frullate e portate a ph 4.5 con lattico o citrico. Ne ho fatta una simile, di cui vi parlerò, meno gel ai semi di lino aggiungete, meno diventa budinosa. Potrebbe essere a rischio di separazione, nel caso basta alzare la liso o aggiungere un emulsionante idrofilo a freddo.

trattamentocapelli4

Questo latte è molto efficace, ricompone i ricci e li mantiene morbidi, la cheratina e le proteine impaccano un po’, quindi se non avete capelli da arricciare vi consiglio di abbassare le percentuali.
Sodio jaluronato e pantenolo sono utilizzati come umettanti e ammorbidenti, ovviamente non nutrono, riparano o altro, ma aiutano a mantenere i capelli un po’ più morbidi.
Il risultato una crema leggera, quasi un fludo, io la uso solo su lunghezze e punte, sulle radici quei grassi sporcherebbero troppo rapidamente.

Proteine, collagene e sostanze simili si depositano sui capelli e tendono a ingrossarli leggermente, compromettendo di poco la morbidezza. Per evitare questo basta interromperli per un paio di lavaggi ogni due, tre mesi e i capelli tornano fini come li ricordavate.

Come vi avevo promesso eoni fa ecco una foto dei miei capelli, asciugatura tiepida con crema post lavaggio. Di solito tra lavaggio e asciugatura ci metto una mezz’ora, anche 40 minuti se fa particolarmente freddo.
Non ho i trip dell’aria naturale, morirei. E onestamente dopo due anni non vedo nessuna differenza tra asciugacapelli freddo e tiepido (a parte la mia sanità mentale).

trattamentocapelli3

Qual è la vostra routine? Usate prodotti post shampoo? Alla prossima ^_^

Natale homemade 3#

Ho scelto una serie di titoli veramente raccapricciante, dal prossimo post si torna alle canzoni.

Tornando in tema, sono riuscita a riunire i due post in uno, perché intelligentemente due prodotti regalati non sono stati fotografati e la mia parte (un quantitativo miserrimo per accertarmi che non sciogliesse i destinatari) è già finita.

nataledonna

La ricetta del tonico alla rosa ha varcato questo spazio almeno sei volte, passo direttamente al tonico antiox, uno spreco di materie prime senza precedenti.
Per quello che mi riguarda il tonico non deve fare nulla a parte rimuovere quello che rimane del trucco, idratare il minimo sindacale e opacizzare in estate, in questo ho messo attivi che solitamente si usano per creme e sieri, un po’ sprecati in una preparazione del genere.
Ne ho fatto solo uno da combinare a crema viso e siero, quindi ho provato a seguire un filo logico (non è vero, volevo sbarazzarmi degli ultimi attivi per riordinare a gennaio con la scusa “ho finito tutto”).

Tonico idratante antiossidante

Idrolato di fiori d’arancio a 100
Idrolato di rose 20
Gomma xantana 0.1
Sodio jaluronato a triplo peso molecolare 1,5% 1.5
Pantenolo 1
Glicerina 1.5
Nanosomi antiossidanti 3
Acquashuttle 1.5
Estratto secco di tè verde 2
Colorante arancione qb
Phenopip 0.5
Fragranza neroli 1gt
Cetrimonium chloride qb

Ho preparato conservante e fragranza, solubilizzandolo con il cetrimonium chloride fino a trasparenza. Ho usato questo condizionante perché si presta bene su pelli mature e secche, non se ne usano più di un paio di un paio di grammi (credo 1) e sembra meno aggressivo di quello che uso di solito.
Ho disperso la xantana nella glicerina, per gelificare leggermente il tonico, metà degli idrolati, la soluzione di conservante, tutti gli attivi e acqua di fiori d’arancio per arrivare a 100. Sciogliere l’estratto è stato un’agonia, se avete possibilità di usare un estratto glicolico lasciate stare il secco.
Il tonico non è completamente trasparente, è risultato un effetto molto simile a quello al mirtillo postato il mese scorso.
Idrata bene, per me troppo e potrei usarlo in estate al posto della crema, ma l’ho pensato per una signora di mezza età senza problemi di lucidità e con la pelle piuttosto secca.
Se lo rifate consiglio di evitare i nanosomi, sono uno spreco assurdo in un prodotto così.

Crema struccante a risciacquo

Acqua a 100
Glicerina 5
Allantoina 0.2
Xantana 0.3
Jojoba 2
Olio di riso 5
Olio di girasole 3
Olio di karitè 2
Tocoferolo 0.5 (solo per mantenere gli oli, si può omettere o abbassare)
Burro di karitè 3
Metilglucosio sesquistearato 3
Alcool cetilstearilico 1
Cocamidopropyl betaine 3
Pantenolo 1
Sodio jaluronato 1% 2
Fragranza qb
Phenonip 0.5
Soda per ph 7
Colorante qb

Il tensioattivo è risicatissimo per il quantitativo di olii, la betaina da sola è molto aggressiva, nella crema detergente viene tamponata. Va risciacquato bene per evitare rimangano tracce di trucco e tensioattivo.
Strucca bene tutto, la consistenza è quella di una crema corposa, si può massaggiare a lungo senza che si secchi e infastidisca la zona perioculare.
Non brucia gli occhi a patto di portare a ph 7, io evito di struccarmi con questi prodotti perchè mi appannano la vista.
Ne ho fatte tre versioni, una vaniglie e rosa, una agrumi e fiori d’arancio e una al miele. Vi consiglio di usare massimo 3/5 gocce se fate un prodotto destinato agli occhi, di non usare oli essenziali (fanno lacrimare tantissimo e irritano) e di utilizzare fragranze anallergiche.

Balsamo crema sotto la doccia

Acqua 67
Xantana 0.3
Glicerina 5
Allantoina 0.2
Olio di karitè 3
Olio di argan 3
Olio di mandorle 3
Burro di karitè 3
Metilglucosio sesquistearato 3
Alcool cetilico 1
Cetil palmitato 1
Olio di rosa mosqueta 3
Pantenolo 1
Sodio jaluronato 1% 2
Sodio lattato 60% 4
Proteine idrolizzate del latte 2
Phenonip 0.5
Fragranza qb

Una crema molto facile da fare con la cascata di grassi curata malamente.
Si usa alla fine della doccia, sulla pelle umida. Le creme utilizzate in questo modo su di me solitamente sciano molto, questa si assorbe in trenta secondi.
Idrata pochissimo, gli attivi sono ridotti al minimo (ho fatto una crema corpo seria nel caso questa non fosse sufficiente), ho tenuto alte le proteine perchè l’eccesso di crema viene asciugato o lavato, non stratificano troppo.

Balsamo al miele

Acqua a 100
Gel di semi di lino 20
Glicerina 2
Solfato di magnesio 0.5
Inulina 0.5
Miele 3
Propilene glicolico 1
Cetrimonium chloride 4
Burro di karitè 2
Alcool cetilstearilico. 2.5
Proteine quaternizzate della seta 1
Collagene nativo idrolizzato 0.5
Polyquaternium 7 1
Phenonip 0.6
Fragranza qb

Ricetta copiata qua. Un ottimo balsamo, utilizzabile per il cow.
Ne ho fatte due versioni, questa per capelli ricci più ricca e una con condizionante a 2 e olio di cacao a 0.70 per capelli lisci.
Non andrebbe fatto, ma ho utilizzato il metodo onepot, mettendo fase A e B in un becher a bagnomaria e frullando al raggiungimento dei 70°. A 30/35° ho aggiunto attivi, conservante e profumo.
La consistenza è poco più densa dello Splend’Or, perfetta per il flacone.
Vista la presenza del miele ho tenuto il conservante leggermente più alto.

nataledonna2

Crema mani protettiva

Acqua a 100
Glicerina 38
Ethylhexyl Stearate 2
Olio di canapa 1
Tocoferolo 0.5
Alcohol cetilstearilico 5
Silice 0.2
Metilglucosio sesquistearato 3
Phenonip 0.5
Fragranza qb

Ricetta ripresa qua e onestamente non pensavo uscisse una crema del genere.
Ho utilizzato altri oli, non è venuta unta, si asciuga in meno di 5 minuti, lascia le mani morbide ed è piaciuta a tutti (l’ho fatta testare almeno a 7 persone).
Il commento unanime è che sembra una crema acquistata, più idratante delle creme mani classiche e con una buona texture.
Anche di questa ho fatto due versioni, quella riportata sopra è stata regalata, nella mia ho aggiunto 10% di urea e portato il tocoferolo a 1 per curare tagli e spaccature da freddo.
Non è la crema ideale in caso di mani molto rovinate (penso servano attivi seri), ma come crema da tutti i giorni è ottima e molto semplice da fare.
La silice è indispensabile e non si sostituisce con nulla, se non l’avete la crema risulta untissima e quasi inutilizzabile.

La carrellata di ricette natalizie è finita, buone feste ^_^

Alla prossima!

Natale homemade 2# – Uomo

Come promesso ecco la seconda parte dei prodotti natalizi, questa volta declinati in versione unicamente maschile.
nataleuomo

Ho pensato a un pacchetto completo per la rasatura, non è tutto venuto in modo ineccepibile, ma sono piuttosto soddisfatta.
I prodotti sono già stati testati da un uomo, sperando che il parere sia affidabile, sono stati ritenuti validi.

nataleuomo3

Sapone da barba al ghassoul

Sembra un sasso, ma andiamo oltre.
Pare che il ghassoul gonfi il pelo, faccia scorrere meglio la lama sulla pelle e aiuti nella rasatura, quindi ho provato ad aggiungerlo al sapone per testarne l’effetto.
Il sapone è un rilavorato, ho aggiunto troppa acqua, quindi si è ritirato diventando una pietra, volendo si può aggiungere l’argilla a un sapone a freddo, il risultato sarà decisamente migliore di questo.

Sapone homemade rapporto sat/insat 53/47 90
Oleolito di camomilla 5
Ghassoul 5
Oe lavanda

Si può utilizzare anche un buon sapone (provenzali, saponaria), io ho usato una saponetta che facesse molta schiuma, per facilitarne la formazione al passaggio del pennello.
Ho sminuzzato il panetto, coperto d’acqua e lasciato a riposo una notte, il giorno dopo l’ho scaldato a bagnomaria e a scioglimento ho aggiunto l’oleolito e l’argilla. Ho lasciato intiepidire e aggiunto l’olio essenziale, versato nello stampo e sformato dopo un paio di giorni.
L’asciugatura è stata lunga, 10 giorni, utilizzando poca acqua si dovrebbe riuscire a creare qualcosa di più carino di questo.

Lipogel viso idratante antiox

Acqua di lavanda a 100
Xantana 0.1
Glicerina 2
Glicole propilenico 1
Allantoina 0.3
Carbopol Ultrez 21 0.4
Gel sodio jaluronato a triplo peso molecolare 1.5% 2
Pantenolo 0.7
Lavacamolendula 0.5
Tocoferolo 0.3
Olio di cacao 0.2
Trietrilcitrato 0.5
Phenonip 0.5
Q10 0.5
Dryflo 0.2
oe. salvia sclarea 1gt
oe rosa 1gt
oe lavandino 2gt
Nanosomi antiox 2
Nanosomi ialuronico 2
Colorante arancione

Il procedimento è lo stesso del lipogel contorno occhi, lenitivo, idratante senza appesantire.
Ho preparato gel e fase grassa, stemperando dryflo e sciogliendo il q10 negli oli.
Ho unito le due fasi e, per ultimi, i nanosomi, mescolando lentamente.

nataleuomo2

Fluido dopobarba lenitivo antiox

Acqua a 100
Idrolato di amamelide 10
Xantana 0.5
Glicerina 2
Glicole propilenico 1
Allantoina 0.3
Niacinamide 2
Pantenolo 1.5
Sodio lattato 2

Abilcare 2
poliglicerile 10-laurato 0.5
Ottiledodecanolo 0.5
Cetiol sensoft 0.5
Squalano 0.5
Olio di cacao 0.5
Trietrilcitrato 0.5
Olio di argan 1.5
Burro di karitè 0.3
Olio rosa mosqueta 1.5
Bisabololo 0.5
Dryflo 0.2
Phenonip 0.5

Sodio jaluronato triplo peso molecolare 1,5% 2
Acquashuttle 1
Nanosomi antiox 3
Nanosomi ialuronico 3
Liposomi AeE 3

Una versione più corposa del gel, emolliente e lenitiva.
La percentuale di grassi è sempre bassa, l’ho studiata per una pelle bisognosa di idratazione, leggermente impura e non più giovanissima.
Si assorbe subito (l’ho provato anch’io ovviamente :3), non unge, non fa sudare.
Ho preparato le due fasi, portando l’acquosa a pH 6 (niacinamide), ho unito le fasi, frullato, unito la fase c solo mescolando.

EDIT 2015 – E’ A TUTTI GLI EFFETTI UN SIERO. Andrebbe un po’ rivisto il sistema di gelificazione per rendere il prodotto più stabile. Già così funziona e regge qualche mese. In caso di leggera separazione basta solo agitare. Sul blog troverete la ricetta di un siero formulato un po’ meglio da cui potrete prendere spunto. Lo trovate su questa pagina

Cera per baffi

Per fare questa cera ho fatto tantissimi tentativi, non veniva mai. Troppo unta, non reggeva la piega, non si lavorava bene. Questa volta mi pare di averci preso e funziona, mantiene i baffi in piega per diverse ore e si lava via decentemente, senza lasciare un unto spaventoso.

Non è un’emulsione, non so neanche bene cosa sia, comunque vi riporto le dosi per 50gr (che dureranno una vita)

cera d’api 11.5
burro di karitè 20
olio di riso 3
tocoferolo 1
pantenolo 0.5
glicerina 2
acqua 10
gomma guar 0.2
proteine della seta 0.5
phenonip 0.5

Ho preparato il gel, scaldando l’acqua e versando a pioggia la gomma. Una volta idratata benissimo ho aggiunto glicerina e pantenolo.
A bagnomaria la fase oleosa con burro, oli e cera, ho riscaldato leggermente la fase acquosa (70°) e versata su quella oleosa, mescolando.
Tolto dal fuoco ho continuato a mescolare fino a intiepidimento, aggiunto proteine, conservante e invasettato.
Non è dura come un cold cream, ma ne riprende il principio, sta in piedi solo per l’abbondante burro di karitè e il leggero effetto emulsionante della cera.
Vanno scelti oli che non irrancidiscono facilmente, quindi no a ricino e lino.
Pantenolo e glicerina sono umettanti, ma omissibili, la gomma guar è fondamentale, crea un film che non ho visto fare ad altri addensanti.

La malefica non è gialla, ma non sono riuscita a correggere le luci, è bianca come sul dito.

Spero vi siano piaciute, non sono le solite ricette, però funzionano e mi sono sembrati regali carini da fare a masculi vari ed eventuali.

Consiglio rasatura al femminile: il balsamo sfrutta lo stesso principio del sapone, gonfia il pelo e permette un passaggio della lama meno invasivo rispetto alla schiuma tradizionale. Provate se vi capita, ne basta una noce per fare una gamba, anche balsami scrausi come lo Splend’Or funzionano benissimo. 

Alla prossima ^_^